M5s

Avevano presentato le elezioni a Roma come una scelta tra competenti-ma-disonesti e incompetenti-ma-onesti. Non avevano previsto la possibilità peggiore.

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Dal no a Bersani al sì a Verhofstadt; dallo streaming alle trattative riservate: il M5S cambia faccia ma non perde elettori. Politica o religione?

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Polemiche pure sul terremoto, che diventa l’occasione buona per tutto: attaccare il governo, fare uno spot al sì al referendum, criticare il Papa. Aiuto.

Continue reading about Un bel tacer

Lo slogan era coRAGGIo, ma finora gli elettori ne hanno avuto più dei loro rappresentanti: due parole su Roma, sperando che il M5S cambi marcia.

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Onestà e trasparenza, avevano detto. E su quella promessa avevano conquistato voti e speranze. Ora il M5S traballa nella prova più difficile: Roma.

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Pochi ma buoni? Detta dopo il Brexit, sembra la volpe e l’uva. Ma ora l’Italia può guadagnare peso e incidere di più nelle politiche strabiche dell’Ue.

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Raggi a Roma, Appendino a Torino: due grandi sfide per il M5S, due messaggi chiari per Renzi e il suo governo, sempre meno salvifico e sempre più normale.

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Che cosa resta del consenso di Renzi delle Europee? Come va il M5S post-Casaleggio? Come se la passa la destra? Dalle amministrative si capisce qualcosa.

Continue reading about Una specie di test

La morte di Casaleggio per il M5S è una prova di maturità non facile. Se ne va un uomo che, da dietro le quinte, ha cambiato la politica italiana.

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Il M5S, d’accordo sulle unioni civili, non vuole togliere le castagne dal fuoco al Pd. Anche perché prendere le castagne con le mani in tasca è difficile.

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