matteo renzi amici de filippi fonzie

Sul referendum avevo scritto abbastanza, nella notte tra domenica e lunedì, e riassumendo avevo sintetizzato il risultato in un problema di matematica: il 40 per cento basta per stravincere le elezioni contro le opposizioni divise – nemmeno è detto, se resta il ballottaggio dell’Italicum – ma non per vincere un referendum contro le opposizioni unite al 60. Oggi i giornali del Gruppo Espresso mi hanno chiesto invece un ritratto di Matteo Renzi meno politico e più personale: ho cercato di essere obiettivo. Qualcuno lo troverà agiografico, qualcun altro irriverente: meglio così. Buona lettura.

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renzi bandiere italiane

Ieri parlavo con un conoscente delle bandiere italiane di Renzi nella diretta Facebook. Mi ha detto che ha fatto bene, “perché dell’Europa non se ne può più”. Immaginavo. A me – che pure non sono nato ieri, e qualcosa di comunicazione politica capisco – è comunque dispiaciuto, come del resto a Prodi (ma forse a pochi altri). Il commento che ho scritto per i giornali locali del Gruppo Espresso spiega perché quelle bandiere non siano slegate dalla vittoria di Trump negli Stati Uniti. Buona lettura, a chi ha voglia di leggerlo.

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costituzione italiana

Con i risultati delle elezioni americane ancora caldi, stamattina sul presto, lo stato maggiore di Forza Italia era impegnato a twittare una foto allusiva: diceva “gli americani votaNO”, e naturalmente l’accento era tutto sul no al referendum. Traduzione: eleggendo Trump, loro hanno votato NO all’establishment democratico, al gruppo di potere in carica, e noi faremo lo stesso votando NO a Renzi e al suo giro di amici. Ognuno abbia l’opinione che vuole sulle attinenze e sulla qualità del tweet storm in questione, io mi fermo al punto centrale: per il modo in cui la campagna referendaria è stata impostata, e poi è proseguita, il merito della riforma è davvero un dettaglio. Per la maggioranza di chi andrà a votare si potrebbe anche togliere il quesito, ormai superfluo: è diventato un referendum su Renzi, anche all’interno del Pd, e nessuno è esente da colpe. Qui c’è una mia riflessione per i giornali locali del Gruppo Espresso.

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cattedrale di norcia terremoto

Non mi ricordo se nel terremoto dell’Irpinia ci furono le stesse polemiche, ma mi pare di no. Forse perché tutti noi, ancora privi della rete, non ritenevamo obbligatorio avere un commento su tutto. Comunque quelle di questi giorni mi hanno piuttosto depresso e mi hanno rafforzato una convinzione: sempre più usiamo i fatti per rafforzare nostre idee preesistenti, anche se non c’entrano nulla. Comunque, ho scritto questa riflessione per i giornali locali del Gruppo Espresso. Buona lettura.

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renzi equitalia

La politica è anche marketing – è un dato di fatto, non una valutazione – e non lo è solo con Renzi. Mi ricordo i nomi trovati da Monti (quel Monti: il professore serissimo, il presidente in loden) ai suoi decreti: Salva Italia, Crescitalia e così via. Se quindi Renzi cambia nome a Equitalia, perché il brand è fallimentare, non c’è da scandalizzarsi: fa politica. Del resto, Visco lo aveva inventato pensando che funzionasse. Premesso che la novità politica vera è sul taglio delle more, mi sono divertito a scrivere per i giornali del Gruppo Espresso un pezzo sui nomi e il loro destino. Buona lettura.

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casa bianca italy state dinner renzi obama

Una cena di Stato alla Casa Bianca è una di quelle cose che metterei volentieri nella mia bucket list, ossia nelle cose da fare prima di morire. Nel frattempo, cerco di raccontare sui giornali locali del Gruppo Espresso quella di stasera: Renzi se l’è giocata bene, mi pare. Buona lettura.

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raggi frongia m5s roma

Giuro che non godo a scrivere pezzi del genere, perché da romano mi interessa innanzitutto il benessere della mia città: vorrei che Virginia Raggi le azzeccasse tutte, che i Cinquestelle cambiassero la vita di tutti noi, che gli errori fatti in passato non si ripetessero mai più. Purtroppo, però, quando mi si chiede un’opinione sul caos di Roma non posso che dire la verità, o almeno quella che dal mio punto di vista è tale. Buona lettura, per chi vuole, sui giornali locali del Gruppo Espresso.

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carta d'identità silvio berlusconi

Per parecchio tempo ho cercato di essere aberlusconiano, cercando di giudicare l’allora Cavaliere in base a quello che faceva alla guida dei vari governi; ciò non mi ha mai portato a votarlo, perché non mi ha mai convinto fino in fondo, ma il mio era comunque un voto ragionato e mai di pancia. Una volta arrivato in Parlamento, ho dovuto prendere atto dell’impossibilità di essere aberlusconiani fino in fondo: vista da vicino la ripercussione dei suoi interessi personali sui nostri lavori e sulle leggi in esame, ho dovuto rassegnarmi all’idea della polarizzazione estrema, così lontana dal mio concetto di politica. O eri con lui, di fronte a certe scelte, oppure gli facevi la guerra. Può dunque una persona che ha combattuto Berlusconi in Parlamento scrivere una riflessione credibile sul percorso politico di questo signore che domani compie 80 anni? I giornali locali del Gruppo Espresso me lo hanno chiesto, io ci ho provato in 70 righe qui. Buona lettura.

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HIllary Clinton salute

Nel mese passato in America ho visto un fiume ininterrotto di programmi televisivi sulle presidenziali. Ma siccome non sempre c’è qualcosa di nuovo da dire, si fanno film su ogni dettaglio e si va avanti a cascata. Quando poi la notizia arriva davvero, tipo il  forfait di Hillary Clinton alla cerimonia dell’11 settembre, i mass media diventano uno studio medico e si imbastiscono ore di trasmissione sulla salute della paziente. A me non piace, per loro è informazione. I giornali del Gruppo Espresso mi hanno chiesto un commento: eccolo, per chi ha voglia di leggerlo.

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m5s raggi di battista di maio roma

Il titolo del post è da un tweet di Giovanni Innamorati, giornalista dell’ANSA, che ieri sera – durante il vertice burrascoso dei Cinquestelle in Campidoglio – mi ha fatto sorridere. La foto è un meme che mi sono inventato ieri pomeriggio mentre la radio continuava a mandare “We don’t talk anymore” di Charlie Puth con Selena Gomez, uno dei vari martelli dell’estate. L’articolo che leggerete, se avrete voglia, è invece una mia riflessione per i giornali locali del Gruppo Espresso sul momento difficile del partito di Grillo. Nota a margine da romano: qui siamo già in autogestione, mi sembra di capire, ma non è una novità. Buona lettura.

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