Fini

La più importante scossa di assestamento dopo il terremoto elettorale mi sembra la morte in culla del Terzo Polo, annunciata ieri sera da Casini con una doppietta mediatica (per i vecchietti l’intervista al Tg1, per i gggiovani un tweet) che non mi pare sia stata preceduta da grande dibattito interno. Non so nemmeno se lo […]

Continue reading about Il polo sciolto

Un retroscena di Repubblica sulle possibili dimissioni di Berlusconi, rilanciato male da Bloomberg e poi da varie testate internazionali, ha fatto credere stamattina agli ambienti finanziari che il governo stesse davvero per cadere. E oggi pomeriggio, in effetti, la maggioranza ha dimostrato di tenersi in piedi come uno spaventapasseri, andando sotto per due volte su […]

Continue reading about Campioni di vergogna

Per violare il silenzio elettorale, Berlusconi ha anticipato al pomeriggio di oggi la festa dello scudetto: pare che si metta a girare per Milano, autocelebrando il presidente più grande della storia. Non il presidente del Consiglio, si capisce, seppure anche quello sia il migliore degli ultimi 150 anni, ma il presidente del Milan. Lunedì, a […]

Continue reading about Tertium non datur?

Alla terza settimana di lavori parlamentari, la maggioranza ha portato a casa la riforma epocale della giustizia. Ossia la norma sulla prescrizione breve, che nella traduzione minzoliniana diventa processo breve ma che con i processi – come ha ammesso ieri pomeriggio il ministro della Giustizia – c’entra ben poco (il 2 per mille), a meno […]

Continue reading about La riforma epocale

Oggi Barbareschi, ieri Bellotti, l’altro ieri Menardi, il giorno prima Rosso e non mi ricordo chi altro: se i finiani continuano a perdere deputati e senatori con questo ritmo – e sono sicuro che per qualche giorno ancora continueranno, perché ci sono almeno un altro paio di addii nell’incubatrice – si scioglieranno entro un mese. […]

Continue reading about La transumanza

Quando Gianfranco Fini parlò a Mirabello, il 5 settembre 2010, in Italia c’era un clima da finale dei mondiali: chi lo seguiva su radio Radicale, chi su Sky, chi in streaming sui siti di Repubblica e Corriere, chi lo commentava in diretta su facebook. Tipo quella famosa convention di Mario Segni al Palaeur, mi pare […]

Continue reading about L’elefantino zoppo

Eravamo arrivati a questa direzione abbastanza scalcagnati, ne usciamo con almeno una preoccupante consapevolezza: che la stragrande maggioranza dei dirigenti Pd, cioè, è soddisfatta di quello che stiamo facendo e si riconosce nella linea adottata dal segretario. C’è poi una minoranza, della quale faccio parte anch’io, che invece non ha partecipato al plebiscito perché ha […]

Continue reading about Paradosso democratico

Il soggetto in questione è un abile giocatore di poker. Politicamente parlando, si capisce, perché non credo che nella vita reale le carte lo appassionino più di tanto. Non si sa esattamente cosa abbia in mano – forse il 6%, forse il 20% – né quale gioco intenda fare, eppure da due settimane si sta […]

Continue reading about Le trecce di Giulietta

Mi si chiede un commento sull’intervista di Pierluigi Bersani a Repubblica: ci provo. Dopo aver ricordato, però, che le robe di partito non sono proprio il mio forte, e che quando penso alla politica io non penso mai a primarie o coalizioni, ma piuttosto ai problemi e alle potenzialità dell’Italia. Chiedo scusa, insomma, se non […]

Continue reading about Una prateria davanti

Non so da dove iniziare, quindi comincio dai numeri: 314 a 311, il risultato con cui la Camera ha respinto la mozione di sfiducia. Primo significato: il governo si è salvato, ma non ha la maggioranza. Tolto il presidente, che per prassi non vota, alla Camera servono 315 voti per far passare le leggi: gliene […]

Continue reading about Ti voterò a pagamento