Andrea Sarubbi

Il Pd se le dà sul jobs act: da solo è maggioranza e opposizione. Il problema vero della riforma non è l’identità della sinistra, ma le risorse.

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Rapporti ai minimi storici tra Cgil e Pd dopo lo scontro tra Camusso e Renzi. Ma a molti non dispiace, per motivi diversi.

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Pd diviso sul Jobs act, nella speranza di trovare un’intesa sulla delega, e sulla giustizia. Ma Renzi è Renzi quando strappa, non quando media.

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La Lega minaccia bastoni su Roma, ammicca a Scozia e Catalogna. Ma dietro il dito della rivolta indipendentista c’è la luna della pressione fiscale.

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Sulla camicia bianca si sono smossi fior di commentatori, e pure di stilisti. Ci hanno trovato significati reconditi: la politica moderna che fa chic e non impegna; la sinistra destrutturata, giovanile e a portata di mano; la nuova generazione che prende le distanze dalla casta imbalsamata di giacche e doppiopetti, pronta a rimboccarsi le maniche […]

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Un anno fa sul palco c’era Epifani, oggi è cambiato il mondo: Renzi chiude la festa dell’Unità da segretario e premier. Ma il Pd gli serve ancora?

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Mille giorni fa c’era un decreto che avrebbe dovuto salvare l’Italia. Tra mille giorni, chissà se andrà meglio.

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Al Senato la lunga settimana degli emendamenti. Con Renzi che preme, soprattutto per far vedere all’Europa che il ristorante ha cambiato gestione.

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Per l’Italia cambia poco, per Renzi molto: il primo sì alla riforma del Senato entro l’estate è un simbolo per un governo condannato a dare gas.

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Il M5S scopre di essere un partito e scende sulla terra: finisce in panchina il vaffa titolare ed entra in campo il dialogo, o almeno ci si prova.

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