
Un anno fa era lo scapestrato, l’anticonformista, l’eccentrico. Quello che si presentava al Quirinale a piedi per gli auguri del presidente: non era il primo né l’ultimo, ma faceva notizia. Perché al presepe stava bussando un personaggio nuovo, che avrebbe mandato i giornali in overdose di aneddoti e di battute, riempiendo il vuoto lasciato da un Berlusconi a fine carriera.
Quel giorno, al Quirinale, Matteo Renzi era l’unico vestito di chiaro. Non si fa, gli dissero. Non lo sapevo, rispose. Ma in foto risaltava, unico in un mare scuro come le prospettive degli italiani. Nell’aria, in quei giorni, c’era voglia di spallata, quella stessa spallata che dieci mesi prima un elettore su quattro aveva affidato a Grillo. Fu così che terminò il 2013, con l’idea che l’arte del possibile stesse mostrando le corde: serviva un asteroide per resettare tutto, e l’asteroide era proprio lì, in nona fila, nel salone delle Feste.
Finito il discorso di Napolitano, Renzi scappò via prima del buffet. Non si fa nemmeno questo, gli dissero di nuovo. Sono allergico, rispose: un’allergia – avrebbe spiegato mesi dopo – ai professionisti delle tartine, quelli che pensano di cambiare l’Italia addentando un tramezzino al salmone. Lui no, “a Firenze al massimo un brindisi”. E una fetta di pizza all’ora di pranzo, tra un dossier e l’altro: perché i sindaci fanno, raccontava la narrazione dell’epoca, prima dei tagli agli enti locali, mentre i politici sanno solo parlare.
Ma senza politica, Renzi lo sapeva bene, al massimo si finisce a scrivere editoriali. Si prese dunque il partito e da quel momento divenne il presidente del Consiglio in pectore: “Enrico, stai sereno”, twittava a Letta, e pochi giorni dopo era di nuovo al Quirinale, stavolta in abito scuro, per ricevere da Napolitano l’incarico di formare un governo.
L’emozione al Senato, nel giorno della fiducia, passò con una battuta sulla sua prossima abolizione. Perché il battutista si è confermato di alto livello, come la sua capacità di orientare la comunicazione: il tweet, il gioco di parole, il gesto, l’abilità retorica di spostare l’attenzione contro il nemico immaginario sono doti oggettive, anche se a volte un po’ grezze. Se non sei d’accordo con me, ha spiegato agli italiani, è un problema tuo: sei un gufo o un rosicone, un piagnone o uno sciacallo, e comunque sei ostile al cambiamento. Ma poi capita pure, come nel caso del carretto di gelati portato a Palazzo Chigi per rispondere alla vignetta dell’Economist, che la frizione scappi: succede soprattutto quando Renzi è toccato nell’ego, il suo tallone d’Achille.
È sfacciato, questo sì. Altri, con un livello simile di inglese, non avrebbero mai preso la parola in pubblico; lui, tra uno shish e l’altro, ha deliziato platee negli appuntamenti internazionali, buttandola sulla simpatia italica (“il mio non è English, ma Globish”) e sull’immagine di uno che, comunque, ci prova. E che sostiene con convinzione le proprie tesi, anche quando – a seconda delle circostanze – subiscono qualche evoluzione: garantista con i sottosegretari del Pd indagati, giustizialista quando l’inchiesta è Mafia Capitale e riguarda il Comune di Roma.
Ma è una sfacciataggine che agli italiani piace, se il 41 per cento alle Europee significa qualcosa, e che ricorda da vicino quella di Berlusconi. I due hanno in comune diverse cose: oltre alla comunicazione e al costante bisogno di rilanciare (legge elettorale, riforme, jobs act), c’è l’allergia alla palude di certi corpi intermedi, alle sovrastrutture, alla stessa definizione di politica come regno del compromesso. Rispetto al primo Silvio, però, il Renzi del 2014 è certamente più smaliziato, e cerca innanzitutto chi non gli faccia ombra: così politico – grazie ai dieci anni di governo tra Provincia e Comune – da non fidarsi mai, fino in fondo, della politica stessa.
[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]
Tags: 2014, andrea sarubbi, berlusconi, enrico letta, governo, matteo renzi, napolitano, partito democratico, Pd, politica, riforme
3 commenti to “Lo sfacciato”
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Volete sapere dove ci sta portando quel portento di comunicazione mediatica?Ve ne informo subito,se permettete.Ieri si sono svolte le le elezioni presidenziali in Croazia.La Croazia subi’ nel 2009 la crisi che colpi’ tutte le economie del mondo.Poi,nel 2010,si riprese.A questo punto,qualcuno che vi lascio indovinare,e che pretendeva di godere di uno speciale ascolto presso quel governo per avara fomentato la disintegrazione della Jugoslavia e dunque la nascita della Croazia stessa,presento’la fattura.Zagabria doveva entrare “In Europa”.Prima pero’ doveva mettere “i conti a posto”.Ovvero doveva accettare aluni consigli:ridurre il debito pubblico(che era ed è al 60%,dunque inferiore perfino a quello dei suoi consiglieri di BErlino),e dunque occorreva tagliare la spesa pubblica ed aumentare le tasse.Bene,nel 2010 la disoccupazione nel paese balcanico era all’11,8%.Oggi,dopo la cura Merkel,è al 17,2.A questo punto occorrevano ulteriori privatizzazioni,per rimettere “i conti a posto”.Ed infatti quello delle privatizzazioni è stato il principale argomento della campagna elettorale terminata ieri.Pezzo forte di questa privatizzazioni sono le autostrade:1300 km,a prezzo assai conveniente,visto che Zagabria è sotto ricatto.1300 km non è poco,per un paese cosi’piccolo.Indovinate chi si è fatto avanti? piccolo.Indovinate chi si è fatto avanti?GOLDMANN SACHS,avete detto?ma come avete fatto,ad indovinare?Non sarete mica antisemiti?Il programma di Renzi,di privatizzazioni intese a ridurre”Il debito pubblico”,prevede per 5 anni lo 0,7 del PIL,pari a 12 MILIARDI annui.C’è di tutto,ci sono insomma tutti i gioielli di famiglia:POSTE,ENI,ENEL,FINMECCANICA,FERROVIE DELLO STATO.
Volete sapere dove ci sta portando quel portento di comunicazione mediatica?Ve ne informo subito,se permettete.Ieri si sono svolte le le elezioni presidenziali in Croazia.La Croazia subi’ nel 2009 la crisi che colpi’ tutte le economie del mondo.Poi,nel 2010,si riprese.A questo punto,qualcuno che vi lascio indovinare,e che pretendeva di godere di uno speciale ascolto presso quel governo per avara fomentato la disintegrazione della Jugoslavia e dunque la nascita della Croazia stessa,presento’la fattura.Zagabria doveva entrare “In Europa”.Prima pero’ doveva mettere “i conti a posto”.Ovvero doveva accettare aluni consigli:ridurre il debito pubblico(che era ed è al 60%,dunque inferiore perfino a quello dei suoi consiglieri di BErlino),e dunque occorreva tagliare la spesa pubblica ed aumentare le tasse.Bene,nel 2010 la disoccupazione nel paese balcanico era all’11,8%.Oggi,dopo la cura Merkel,è al 17,2.A questo punto occorrevano ulteriori privatizzazioni,per rimettere “i conti a posto”.Ed infatti quello delle privatizzazioni è stato il principale argomento della campagna elettorale terminata ieri.Pezzo forte di questa privatizzazioni sono le autostrade:1300 km,a prezzo assai conveniente,visto che Zagabria è sotto ricatto.1300 km non è poco,per un paese cosi’piccolo.Indovinate chi si è fatto avanti? piccolo.Indovinate chi si è fatto avanti?GOLDMANN SACHS,avete detto?Ma come avete fatto ad indovinare?Non sarete mica antisemiti?Il programma di Renzi,di privatizzazioni intese a ridurre”Il debito pubblico”,prevede per 5 anni lo 0,7 del PIL,pari a 12 MILIARDI annui.C’è di tutto,ci sono insomma tutti i gioielli di famiglia:POSTE,ENI,ENEL,FINMECCANICA,FERROVIE DELLO STATO.Sfacciataggine,frizione che scappa?Renzi è primo ministro ad honorem della Croazia,altro che.E’ li che dovremmo lanciarlo col paracadute.
Sfacciato Renzi? ma no è solo un diversamente conformista, lo avrei voluto vedere a muso duro contro la Merkel (da cui invece si recò subito al momento della sua investitura per ricevere il suo placet) e verso quel galantuomo esperto di paradisi fiscali di Junker di cui esalta i 300 milardi (che poi sono in realtà 21) per la crescita in tutta Europa, miseria pura che non risolverebbe nulla nemmeno in Grecia, come è diversamente legittimo il suo governo privo di voto popolare che continua l’azione del golpista del 2011 sotto la regia degli stessi poteri che ce lo misero allora per renderci schiavi a vita grazie allo strumento pricipe con cui ci controllano: la moneta unica.
Più che sfacciato è ignorante (e forse proprio per questo ha tale sicumera), ignorante di macroeconomia e quindi destinato al ruolo che i politici tutti come lui solitamente rivestono: CAMERIERE DEI BANCHIERI !
Ma lui vive nel suo ego di smisurata ambizione e non se ne avvede, continua a far proclami e non ha capito che il suo raggio di azione è drasticamente limitato dal fatto che non ha risorse disponibili, la cassa è in mano ad altri e se non hai i soldi non puoi fare nulla, così le sue possibilità sono solo di prendere da una parte per poter dar qualcosa ad un’altra (la famosa coperta corta). E parla, sempre sfacciatamente di imprescindibili riforme per far ripartire il paese, bene avanti con le svendite sottoscosto agli stranieri di beni pubblici, abbiamo i cinesi nella Cassa Depositi e Prestiti, che figata… con la precarizazione ulteriore del lavoro grazie alla sua riforma “copernicana”, ora si paventa di tosare anche le pensioni di milioni di persone che avevano già maturato i loro diritti, poi in arrivo la riforma delle tasse di sucessione, altro assalto al risparmio privato per raschiare la padella e salvare l’euro che se non ci fosse chissà dove saremmo a questo punto come ben sanno i greci… E nonstante tutto ciò l’economia segna di continuo rosso profondo con tutti gli indicatori, metà del paese è andato in povertà, il debito pubblico aumenta inesorabilmnte complice ora anche la deflazione, non avvedersi che la nave è destinata presto ad affondare non è da sfacciati ma da incoscenti. Ma lui dice che le prossime elezioni saranno al 2018….
Mi ricordo di un aforisma “Politici e pannolini dovrebbero essere cambiati spesso, e per lo stesso motivo!