mafia capitale buzzi intercettazioni

Le campagne elettorali costano, e a Roma costano parecchio: dice una leggenda metropolitana che, alle ultime Regionali, qualche candidato abbia superato i 300 mila euro di spesa.  Sulle parlamentarie – quelle che mobilitarono gli aspiranti deputati e senatori alla ricerca di 5 mila voti nelle vacanze di Natale 2012 – non si hanno stime precise, anche se qualche protagonista dell’inchiesta attuale investì parecchio in manifesti, per la maggior parte abusivi. La domanda è sempre quella: chi paga? E soprattutto, perché?

Il mondo di mezzo non è solo un luogo di collegamento tra colletti bianchi e mani sporche. È anche, e forse principalmente, una zona grigia tra ciò che è formalmente lecito e ciò che non lo è, e allo stesso tempo un confine labile tra il finanziamento pubblico della politica e quello privato. Sta in mezzo a tutto, insomma, e sguazza nell’indefinito; si infila, come l’acqua, in ogni spazio libero, e ne fa terreno di conquista. Sapendo che alla fine – come spiega Salvatore Buzzi al suo interlocutore, seduto al tavolino del bar di Vigna Stelluti – “rientra tutto, ciccio, rientra proprio tutto”.
Quando la politica vive di soldi pubblici, in maniera trasparente, c’è lo svantaggio che quei soldi sono tolti ad altri settori (magari in affanno) ma c’è il vantaggio dell’indipendenza. Quando invece vive di finanziamenti privati, sempre in maniera trasparente, le parti si ribaltano: risparmi risorse dei cittadini, ma contemporaneamente sai che chi ti finanzia (qualche nome a caso: l’industria del tabacco, quella delle armi, quella del gioco d’azzardo) lo fa per garantirsi una legislazione amica, o almeno non ostile. In entrambi i casi, da una parte guadagni e dall’altra perdi. Con il mondo di mezzo, invece, perdi su entrambi i fronti, e le inchieste romane lo stanno dimostrando.
Formalmente, in alcuni casi è difficile trovare il reato: Tizio versa un contributo elettorale per Caio, godendo tra l’altro delle agevolazioni fiscali, e se si rispettano i limiti fissati dalla legge nessuno può dir nulla, perché sono appunto soldi privati. Ma innanzitutto non sempre è così – quei manifesti abusivi, stampati e attaccati di notte in tutti gli angoli della città, sono un buon esempio di strade alternative – e inoltre quei soldi sono privati per modo di dire: l’impresa collegata a Tizio vince l’appalto (delle aree verdi, dei campi rom, dell’assistenza alle categorie svantaggiate) con i prezzi gonfiati e l’investimento elettorale rientra. Per il cittadino, questa è l’eventualità peggiore, la cosiddetta opzione lose-lose: da un lato, ha finanziato la politica con i soldi pubblici, in maniera non trasparente, e spesso ne ha spesi anche di più; dall’altro, ha visto quella stessa politica subordinata agli interessi dei privati, anziché orientata al bene comune.
Perché un sistema del genere funzioni, però, non basta la complicità di quattro o cinque referenti politici: occorre un radicamento a prova di bomba anche nella burocrazia, perché è negli uffici che i bandi vengono scritti; occorre soprattutto una trasversalità a tutti i livelli, perché in politica si sale e si scende in fretta, e l’unico errore che le mafie non possono permettersi è quello di schierarsi da una parte sola. Bisogna tenere ben presente questo, quando si parla della vicenda romana: dove la responsabilità della destra è innegabile, e i nomi dei protagonisti rimandano a una stagione ben precisa, ma dove lo stesso Pd non ha un curriculum immacolato, se è vero che da anni si rincorrono le accuse sulle primarie truccate (con voti comprati soprattutto tra le fasce più deboli) e se, a inizio legislatura, l’allora deputata semplice Marianna Madia denunciò pubblicamente di aver visto “associazioni a delinquere” durante le parlamentarie di qualche mese prima.
Ora è arrivato un procuratore coraggioso, che ha messo insieme una serie di filoni già aperti ed è riuscito a trovare il filo rosso che li univa: il tutto nei giorni in cui il Consiglio comunale, ubriaco di se stesso, scatenava il pandemonio sulla Panda rossa del sindaco e sul permesso scaduto per il centro storico. Lo zio di Johnny Stecchino, in confronto, era un dilettante.

[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]

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3 commenti to “Rientra tutto”

  1. Sabino scrive:

    Altro che jobs act e articolo 18. Un imprenditore che corrompe un politico e viene scoperto dalle forze dell’ordine, l’azienda chiude e ci rimette il lavoratore che perde il lavoro. Falsificando il bilancio di un’azienda e interviene la finanza, ci rimette il lavoratore che perde il lavoro. Dando gli appalti a mogli e amanti, aumentano i costi e ci rimette sempre il lavoratore. La corruzione, falso in bilancio e conflitto di interessi sono il vero PROBLEMA. Inasprire con l’ergastolo tali reati. Che differenza passa tra un omicidio e uno di questi reati? L’omicidio è eliminare un’altra vita rapidamente. Perdere il lavoro per colpa degli altri, è eliminare LENTAMENTE con tragica agonia più vite nella stessa famiglia. Aggiungo, che bisogna dare fiducia alle imprese Italiane che producono in Italia e pagano le imposte in Italia. Renzi, Invece di parlare con lo straniero Marchionne, parlasse con i lavoratori ITALIANI.
    Sabino

  2. cicero tertio scrive:

    Se avete visto la puntata de LA Gabbia su LA7 di domenica 7 dic. che verteva principalmente su Mafia Capitale avrete compreso che questo paese è arrivato ormai alla fine. Mentre ai tempi di Mani Pulite erano i politici che rubavano, magari per finanziare il loro partito oggi sono i delinquenti che si servono dei partiti indistintamente dal colore per i loro crimini. Il tutto intanto in un quadro sociale sempre più in disgregazione in cui fasce sempre più larghe di popolazione perdono il lavoro per la crisi (di cui qui io tante volte in un silenzio assordante ho scritto della genesi e delle responsabilità criminali di chi invece di alleviarla l’ha approfondita)e finisce in miseria a contendersi le case popolari in una guerra tra poveri con gli immigrati che siamo andati addirittura a prendere con Mare Nostrum per mandarli poi in quei quartieri degradati. Ottimo affare per per la criminalità, gli fornivamo la anche materia prima… Intanto a causa della globalizzazione e per la truffa dell’euro che rende le nostre imprese a non essere più concorrenziali, oltre a essere distrutte anche dalle tasse (sempre grazie all’euro), oltre ai licenziamenti ora siamo alla fase dei fallimenti o alla svendita delle stesse ancora interessanti: sempre nella puntata de La Gabbia si faceva poi vedere un’industria metalmeccanica veneta d’eccellenza svenduta ai cinesi che hanno licenziato o messo in cassa integrazione la metà dei dipendenti, circa 300 e tenuto gli altri (tra cui tutti i sindacalisti della RSU, guardacaso…) con stiprendi ridotti del 30%. Questa è l’Italia di oggi prostrata, attaccata da tutte le parti, svenduta agli stranieri.
    Mentre i soliti fessi fanno casino davanti a La Scala invece di andare a prendere uno per uno i veri responsabili del potere finanziario e loro complici, il week-end è stato allietato da quei prezzolati di Standars &Poors che ci hanno di nuovo downgradato a BBB- per farci pagare più interessi sui titoli di stato e dalla ineffabile sigrora Merkel che ci ha di nuovo bacchettato perchè non facciamo a sufficienza i compiti a casa, le riforme che non bastano mai: ossia abbassare ancor di più i salari,precarizzare,scardinare lo stato sociale, la pensione chissaquando ecc… già con l’euro non si può svalutare la moneta e si svaluta il resto… Se volete sapere dove finiremo guardate il paese apripista vittima della truffa, la Grecia, “il più grande successo dell’Euro” secondo un farabutto che pontificava. Oppure lasciatevi cullare dall’attuale imbonitore di turno, l’amico di Marchionne che scappa con la Fiat e di Davide Serra che gli suggerisce come tassarci i risparmi (“rendite finanziarie” per la sig.ra Camusso anche lei alleata con Standard&Poors) mentre vende alla scoperto le azioni del MontePaschi per poi comprare a due soldi i suoi crediti deteriorati, oppure sentite ancora Prodi che ha ancora il coraggio di farsi vivo o DeBenedetti l’amico di D’Alema al tempo delle svendite delle aziende pubbliche di cui ha beneficiato, tempo non ancora finito, ora è la volta di quei compratori stranieri che Bimbominkia chiama investitori e che invece sono gli sciacalli che cercano ancora qualche boccone buono di quel che resta del cadavere.
    Del resto chi è quell’imprenditore sano di mente che veramente investirebbe i capitali in questo paese dove non c’è nemmeno la giustizia che funziona e la burocrazia che lo ostacola ?
    La situazione non può che peggiorare, tra poco la “verita sarà figlia del tempo” e saremo al “si salvi che può”.
    Per chi volesse capire perchè siamo a questo punto, lo dico anche a Sabino e quelli come lui che in buona fede hanno creduto nel PD (Partito della Distruzione) indico questo video su youtube dal titolo “1992-2012 – Paolo Barnard: Guerra Finanziaria all’Italia”
    RIENTRA TUTTO, PROPRIO TUTTO !

  3. standard and rich scrive:

    Inchiesta contemporanea alla sortita dell Culona,del giudizio di S&P,con il canale sionista LA7 che parla di GRAVE DANNO PER L’IMMAGINE INTERNAZIONALE DELL’iTALIA.Quando si dice i casi..ED è la stessa Procura che ha dato il non non luog oa procedere per l’affaire di Montecarlo-Fini.Ah,potenza del Grande Architetto dell’Universo e dei suoi amici-nemici sionisti!

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