Una delle accuse che viene mossa più spesso ai parlamentari eletti con il Porcellum è quella di non rappresentare nessuno. Ed è una critica ancora più frequente quando detti parlamentari sono, come nel mio caso, pezzi di società civile che non hanno mai svolto un’attività politica a livello locale. Oggi, a poche ore dalla fine della legislatura, il settimanale Vita ha pubblicato una lettera di persone provenienti da realtà molto significative degli ambiti in cui mi sono più impegnato (l’immigrazione, il sociale, la cooperazione internazionale): una ventina di realtà laiche e cattoliche, apartitiche, di orientamento politico diverso, che hanno visto da vicino il mio lavoro e si sono sentite rappresentate, in questi quattro anni e 8 mesi, dalle mie battaglie in Parlamento. Ringrazio tutti, uno per uno: a volte si ha la sensazione di aver lavorato invano, di non aver portato frutto. Poi rileggo i nomi qui sotto (in corsivo quelli che si sono aggiunti dopo la prima pubblicazione), penso ai mondi che ci sono dietro, e mi dico che forse le decine di migliaia di chilometri percorsi in giro per l’Italia hanno lasciato qualche traccia. Comunque vada a finire la mia avventura politica, sento di averla vissuta in pienezza.

“Fra i parlamentari uscenti ci sono alcune competenze specifiche che, sebbene trasversali ai collegi elettorali, possono contare su un consenso diffuso in tutto il territorio nazionale e su un notevole apprezzamento. Così è certamente per l’on. Andrea Sarubbi, che dall’inizio della legislatura si è distinto per l’impegno sui temi dell’immigrazione, della cittadinanza alle nuove generazioni, del terzo settore, della cooperazione internazionale, del disarmo, dando anche una non trascurabile testimonianza personale sul piano dell’etica pubblica e della trasparenza.
In questi cinque anni, Andrea Sarubbi è stato al nostro fianco in moltissime occasioni, dandoci la sensazione di essere degnamente rappresentati in Parlamento. La sua battaglia bipartisan per la cittadinanza è riuscita a riportare trasversalmente al centro del dibattito politico un tema altrimenti destinato a restare prigioniero della contrapposizione ideologica. Sarubbi si è impegnato con costanza nei Cie con visite annunciate e ispezioni a sorpresa; è andato a Lampedusa nel momento più critico degli sbarchi; ha tenuto in tutta Italia centinaia di conferenze e seminari sull’immigrazione e sul ruolo dei nuovi italiani; ha presentato decine di atti parlamentari sui temi a noi più cari; fa parte stabilmente, dall’inizio della legislatura, della speciale classifica dei 10 parlamentari più attivi sul tema degli aiuti allo sviluppo e della lotta alla povertà; ha avuto il coraggio di affrontare battaglie scomode, dall’acquisto degli armamenti al trattato Italia-Libia, anche quando la sua voce è stata minoranza.
Senza mai nascondere le proprie convinzioni religiose, infine, ha saputo metterle al servizio di una sintesi alta anche negli argomenti più difficili. In una parola, Andrea Sarubbi è stato per noi, in questi anni, un esempio di buona e sana politica. Per tutti questi motivi ci auguriamo, con forza e convinzione, di poter contare sulla sua competenza anche nel prossimo Parlamento”.

Leonardo Becchetti, Fondazione Achille Grandi per il bene comune
Riccardo Bonacina, direttore Vita
Stefano Corradino, direttore Articolo 21
Luca De Fraia, Action Aid
Luigina Di Liegro, presidente Fondazione internazionale don Luigi Di Liegro
Renzo Fior, presidente Emmaus Italia
Giovanni Fulvi, presidente Coordinamento nazionale comunità minori
Antonio Gaudioso, segretario generale Cittadinanzattiva
Massimo Guidotti, direttore Centro interculturale Celio Azzurro
Christopher Hein, direttore Consiglio Italiano Rifugiati
p. Giovanni La Manna, presidente Associazione Centro Astalli – Jesuit Refugee Service
Flavio Lotti, coordinatore nazionale Tavola della pace
Luigi Manconi, presidente A buon diritto
Massimo Marnetto, Libertà e Giustizia

Sr. Giovanna Montagnoli, direttrice Vides
Francesco Petrelli, Oxfam Italia
Maria Egizia Petroccione, portavoce Comitato Italiano Network Internazionali
Franco Pittau, responsabile Dossier statistico immigrazione
Gianfranco Schiavone, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione
Harwant Singh, presidente Comunità Sikh in Italia
Piero Soldini, responsabile nazionale immigrazione CGIL
Mohamed Tailmoun, Rete G2 – Seconde generazioni
Franco Vaccari, presidente Rondine Cittadella della pace
Massimo Vallati, presidente Calciosociale Italia
Francesco Vignarca, Rete disarmo

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9 commenti to “Grazie e basta”

  1. DanieleP scrive:

    Per quello che conta (e perchè ti meriti i complimenti in pubblico) in coda a quelle firme ci metto anche la mia, sottoscrivendone le ragioni e aggiungendone di personali: perchè le tue battaglie e il modo in cui le hai combattute (in modo fermo ma senza alzare i toni) mi ha fatto sentire un po’ meno solo e un po’ meno “sbagliato” da quando ho scelto di impegnarmi nel Partito Democratico.

    Ci aggiungo questa piccola riflessione politica legata alle “mie” primarie. L’altra sera, nel nostro piccolo circolo, in una tormentata discussione sulle candidature sottolineavo come il dato che mi colpiva di più, per il nostro territorio, fosse la totale assenza di nomi provenienti o riconosciuti dalla società civile che fossero allo stesso tempo vicini al Partito Democratico, mentre ricorrevano quelli di persone cresciute, spesso soltanto, nel Partito. Una dimostrazione della difficoltà, almeno sul nostro territorio, di attrarre quel pezzo di società civile che invece, come dimostrano le tue battaglie, dovrebbe esserci vicino. Per questo mi rammaricherebbe ancora di più se nella prossima legislatura non ci fosse un’#opencamera da seguire.

    Daniele – Cittadino ed elettore

  2. magociclo scrive:

    Riprendo l’incipit di Daniele: Per quello che conta (e perché ti meriti i complimenti in pubblico) in coda a quelle firme ci metto anche la mia, sottoscrivendone le ragioni e aggiungendone di personali: ho molto apprezzato il modo in cui hai fatto politica in questi 56 mesi e i contenuti e i valori che hai sostenuto, difeso e promosso. Infatti oltre a batterti per iniziative a favore della dignità umana e dell’eguaglianza fra le persone, hai saputo creare un canale diretto fra il mondo della politica e i cittadini. Il tuo #opencamera rimane un caposaldo nella storia della comunicazione politica. Il tuo impegno quotidiano di aggiornare il blog, di aggiornarci con i tweet, di accettare il dibattito su FB non può rimanere solo un ricordo ma è una realtà da cui si dovrà ripartire nella prossima legislatura. E chi, meglio di chi l’ha creato, potrà innovare e migliorare questo metodo di lavoro? Anche per questo vorrei che l’on. Sarubbi fosse messo nelle condizioni di rappresentare i cittadini nel prossimo Parlamento. Paolo

  3. Daniele Morini scrive:

    Le cose “serie” stanno già tutte nella lettera e nei commenti qui sopra. Per l’amicizia che mi lega ad Andrea, vorrei aggiungere qualcosa di (solo apparentemente) meno serio. L’on. Sarubbi deve tornare assolutamente in Parlamento perché in mezzo ai tanti lifting, trucchi e barba-trucchi, nani e titani, veline e contro-veline, ci sta proprio bene un quarantenne che esibisce fieramente la sua folta capigliatura bianca! Come dire: “Senza trucchi e senza inganni”. Forza Andrea!

  4. gianluca foà scrive:

    Ciao Andrea, tu sai della mia disaffezione all’intera classe politica e della disistima che provo per le chi continua a rappresentare noi cittadini fornendo un pessimo esempio di comportamento civile ed etico. Tu sei la classica mosca bianca (a parte la capigliatura!).
    Meriti di far parte della prossima legislatura per l’impegno profuso e per la correttezza morale che anima i tuoi ideali e mi auguro che il tuo esempio sia la classica goccia di cui è composto l’oceano.
    Complimenti! Farò il tifo per te.

  5. Alessandra Decina scrive:

    Anche se mi conosci meglio come @gianfranciscalo, ti voglio dire solo una cosa: vedi di non fare cazzate, ti aspettiamo. (e scusa se mi permetto il “tu”.)
    A.

  6. marco scrive:

    che in quota Renzi , nel listino bloccato, c’entri uno offensivo come Reggi – sostanzialmente tra i corresponsabili della sua sconfitta- e non te, che hai dimostrato un coraggio enorme nell’appoggiarlo quasi da solo in parlamento, senza mai contribuire allo scaldamento di toni dell’ultimo mese, è un errore grave.
    Renzi non doveva così rapidamente adattarsi a “corrente”, ma se lo fa, almeno scelga meglio chi merita di essere portato avanti.

  7. Stefania Magi scrive:

    Come fa un assessore al personale di un comune capoluogo, membro di commissione immigrazione di Anci e del network città del dialogo, a firmare? Se come temo da Arezzo non potrò votarti voglio almeno dire la mia firmando!
    Non vedo candidati della tua qualità, a 360*: contenuti, etica, efficacia della comunicazione, capacità di unire su obiettivi condivisi.
    Costruire regole che limitano la tua possibilità di candidarti è un’altra espressione dell’ autolesionismo della politica.

  8. Ilda Curti scrive:

    Rischiamo di avere un’idea distorta del termine rappresentanza. Per quanto mi riguarda mi sono sentita rappresentata in Parlamento da te perchè, invece di curare le buche nell’asfalto nel tuo collegio elettorale, hai girato l’Italia per ascoltare amministratori locali, realtà associative, pratiche urbane sui temi della cittadinanza, dell’integrazione, dell’inclusione. E hai trasformato l’ascolto in proposte di legge..quello che mi aspetto da un parlamentare. Spero che nel nuovo parlamento ci sia tu e tanti come te..

  9. Esprimo rammarico, insieme a consenso, condivisione, simpatia per Andrea Sarubbi, che ho sentito a Brescia, in una serata dedicata al suo progetto di cittadinanza Un tema che mi è caro, come può vedere dando un’occhiata al mio sito.
    Gli auguro ogni bene, per la sua futura attività di scrittore, giornalista, conferenziere, in attesa di rientrare in Parlamento. Luciano Corradini

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