Negli anni della guerra fredda, in cui “l’avversario era sistematicamente presentato come il nemico assoluto e la minaccia nucleare come l’unica possibile salvezza, non era certo scontato proporre il disarmo, il dialogo, la nonviolenza, il riconoscimento delle proprie colpe e delle proprie ideologie: il rischio, infatti, era quello di essere tacciati di comunismo o di ingenuo idealismo”. Eppure – sto citando un saggio molto bello pubblicato nel 2008 dall’Università di Friburgo – la Chiesa lo fece, con “un coraggio ed un’audacia intellettuale non comuni”. Dopo la caduta del muro di Berlino, evidentemente, la tensione deve essersi un po’ allentata, se oggi il Papa arriva a citare nelle “ferite alla pace” anche i riconoscimenti delle unioni omosessuali.

Quello che la dottrina ecclesiale pensi delle unioni gay è abbastanza noto, e non da ora; ci possono essere opinioni diverse tra i credenti – e talvolta anche tra i teologi – sul tema, ma dalla cattedra di Pietro non mi pare che la prospettiva sia mai cambiata. Per dirla in altre parole, che Benedetto XVI si dichiari contrario al riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali è in sé una non-notizia: a livello giornalistico, dovrebbe avere la stessa rilevanza di una presa di posizione dell’imam Tantawi del Cairo contro la vendita dei superalcolici. In realtà, oggi la notiziabilità c’è tutta, per almeno due motivi: perché siamo in campagna elettorale e perché il Papa ha deciso di uccidere una mosca con un bazooka. Sul primo punto, quello della campagna elettorale, la colpa è tutta della politica, e in particolare di noi cristiani impegnati nel campo: se smettessimo di utilizzare le parole del Pontefice come se fossero sentenze della Corte costituzionale, magari faremmo un servizio a noi stessi e alla nazione. Ognuno di noi, sul tema, potrà avere le proprie convinzioni, ed è giusto confrontarci apertamente; per la credibilità che dobbiamo a noi stessi e alle istituzioni in cui operiamo, però, dobbiamo chiarire agli elettori che l’agenda politica dell’Italia si scrive solo in Parlamento. E vale pure per l’immigrazione, sia chiaro: il giorno in cui la destra si dirà favorevole alla cittadinanza ai figli degli immigrati soltanto perché lo ha sentito da Benedetto XVI nel post-Angelus, anziché confrontarsi con noi nel merito della questione, potremo portare a casa un risultato ma non sarà comunque una vittoria della buona politica. Ma i giornalisti, che non sono poi così fessi, hanno capito tutto in anticipo: e quindi la notizia di oggi – parliamoci chiaro – non sono le parole del Papa, ma la loro possibile ripercussione sull’atteggiamento delle forze politiche in campagna elettorale. C’è poi il secondo aspetto di cui parlavo, quello della metafora utilizzata da Benedetto XVI: già quando il Papa dice – e lo fa spesso – che il riconoscimento giuridico di unioni dello stesso sesso è “un attentato alla famiglia tradizionale” mi riesce complicato capire il nesso tra i due argomenti; quando arriva addirittura a scomodare “la pace”, poi, mi arrendo del tutto. E mi ritornano in mente la Gaudium et spes, che negli anni del Concilio Vaticano II cambiò le carte in tavola rispetto all’insegnamento tradizionale sulla teoria della guerra giusta, e – forse con un po’ di demagogia, lo ammetto – anche i 40 mila morti in Siria, dove pure l’omosessualità è espressamente vietata dal Codice penale, ma la pace non se la passa benissimo.

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10 commenti to “La pace ferita?”

  1. Raffaele scrive:

    Oramai è palese: a te che il Papa ribadisca che il
    matrimonio è tra uomo e donna e che condanni le nozze
    gay (come se a livello giuridico non esistessero altre
    soluzioni) dà parecchio fastidio.
    Sei forse caduto nella trappola radicale? Vuoi forse che
    la Chiesa stia zitta di fronte a certe proposte?

    Oggi è stato pubblicato il messaggio per la giornata
    della Pace 2013. E’ un documento che parla di tanti
    problemi, è molto bello. Non lo hai detto…..
    Dovresti anche sapere che il Papa i messaggi non li scrive
    il giorno prima della loro pubblicazione quindi che venga
    pubblicato oggi che in questo paese c’è l’ennesima crisi
    politica è una coincidenza…..

  2. Santapace scrive:

    Condivido e apprezzo molto l’equilibrio. Quando ho letto di questo “attentato alla pace” mi sono domandato in che mondo vive. Ma forse sono io fatto male, che mi angoscio ogni giorno per gli orrori con i quali siamo costretti a convivere. E siccome sono nonno, penso agli orrori inflitti quotidianamente ai bambini nel mondo. Francamente non mi sembra prioritario interessarsi al problema delle nozze o convivenze gay (alle quali sono naturalmente favorevolissimo, tanto per essere chiaro). Sono molto amareggiato e sconfortato.

  3. cicero tertio scrive:

    “…che Benedetto XVI si dichiari contrario al riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali è in sé una non-notizia…”
    Allora vi indico io una notizia fresca letta poco fa on-line sul “Fatto Quotidiano” sezione cronaca:

    “Papa benedice promotrice legge che prevede pena di morte per gay in Uganda
    Il presidente del parlamento ugandese, Rebecca Kadaga, lo scorso 12 novembre aveva annunciato che quella sarebbe stata un ”regalo di Natale” per tutti gli ugandesi anti gay. Ieri la signora è stata ricevuta in Vaticano come racconta nella sua home page il sito del Parlamento del paese africano. Petizione on line contro la norma.
    Se non ci credete, come io non ci volevo credere, andate sul sito :”Parliament.go.ug” al titolo:

    Speaker Kadaga receives blessings from the Pope at Vatican mass

    Poi spiegatemi che il Papa è ecumenico e riceve tutti…

  4. Carmine scrive:

    Il messaggio del Papa è lunghissimo, è in questo lungo messaggio dedica giusto 4 righe alla promozione della famiglia. Però pare che ai più non interessi il resto del messaggio “Beati gli operatori di pace”. In modo strumentale, tutti i giornali hanno ridotto il messaggio a “Il Papa contro le nozze gay”, mentre il Papa afferma che aborto, eutanasia e gli attacchi alla famiglia naturale (cioè tutte le questioni che riguardano la bioetica) sono “ferite alla giustizia e alla pace”. Che poi il Papa parli anche di politica, economia, lavoro, riforma dei mercati, ecc. quasi nessuno lo dice.

  5. mariateresa scrive:

    http://www.boxturtlebulletin.com/2011/09/11/36896

    http://youtu.be/I6Mdjf8Q2Hw

    E se posso esprimere un parere, “Controcorrente” un par di balle.

  6. Maria scrive:

    Il papa ha perso ogni dignità spirituale. Con che coraggio osa accusare il matrimonio civile per le coppie omosessuali di ferire la pace, quando lui qualche giorno prima benedice una delle promotrici della pena di morte per i cristiani omosessuali in Uganda?

    Forse nel messaggio del pontefice c’era altro, ma perde tutto il suo valore, quando ci si fa sostenitori della persecuzione dei cittadini omosessuali.

  7. Dome scrive:

    Che la famiglia naturale sia quella tra uomo e donna per un Cattolico è scontato no? Che un rapporto omosessuale sia peccaminoso per un Cattolico è scontato no? Che il peccato sia alla base del male del mondo per un Cattolico è scontato no? allora cos’ha detto di strano il Papa?? Se un Cattolico non riesce a fare un ragionamento così elementare, che è alla basa della fede Cristiana è evidente che l’arrivismo supera la Fede. Mi dispiace molto per la disonestà/ingenuità intellettuale di Sarubbi che pensavo fosse quantomeno più preparato (almeno le basi) della religione Cattolica.

  8. Dome scrive:

    Ma signori non è così! quando mai il Papa ha benedetto la pensa di morte?? Quando mai?? Ha sembre accolto i capi di stato di tutto il mondo che favoriscano la libertà religiosa. Veramente il Papa ha sempre rimproverato ogni pena di morte in tutto il mondo per qualsiasi motivo!! In Uganda c’è un dibattito acceso e non è che si sta parlando di pena di morte per i Gay!! La realtà è diversa (sempre che interessi a qualcuno). La realtà è che in Uganda da sempre esiste un gravissimo problema HIV che è una vera e propria epidemia. L’omosessualità è da sempre intollerata al punto che già ora ci sono pene SEVERISSIME, e si sta parlando di arrivare all’ergastolo (la pena di morte è stata esclusa da tempo nel dibattito parlamentare Ugandese, tranne da qualche frangia estremista) per chi ha rapporti omosessuali pur sapendo di avere l’HIV!! Poi c’è un altro problema, quello dello sfruttamento minorile dei bambini di strada e malati che sono TANTISSIMI e sono nelle mani di chiunque abbia intenzione di utilizzarli come schiavi per soddisfare piaceri sessuali in cambio di qualche spiccio!! La situazione è gravissima. Se vogliamo fare delle critiche faccimole, ma non accusaimo il Papa e la Chiesa di cose ASSURDE che non stanno ne in cielo ne in terra. Come si fa ad essere Cattolici e non capire la religione Cattolica?!! Come si fa a pensare che il Papa benedica la pena di morte?? La verità è che per un Cristiano, l’unica speranza vera per un paese come l’Uganda è che diffonda il più possibile la Cristianità nel paese! Se poi la Sig.ra Rebecca Kadaga, che è un politico (che al momento è presidente del parlamento) ritiene di “sfruttare” le parole del Papa per le sue battaglie politiche lo può anche fare ma i Cattolici NON POSSONO ESSERE COSI’ SPROVVEDUTI!! COSA STA SUCCEDENDO RAGAZZI?? NON SIETE PIU’ IN GRADO DI DIFENDERE IL CREDO DELLA CHIESA PERCHE’ LO STATE DIMENTICANDO?? pensate che io non sono nemmeno Cattolico, e ne ho tante di critiche da fare alla Chiesa, ma vedere i Cattolici ridotti così mi fa impressione, non ci posso credere che per così poco ci siano dei Cattolici che “alzano le mani” NON CI POSSO CREDERE!!

  9. Gianluca scrive:

    Mi meraviglio che ci siano ancora persone che nel 2012 stiano dietro a quello che dice un monarca assoluto detentore di una “verità” che è solo superstizione.

  10. Gianluca scrive:

    A proposito… forse all’Uganda non serve più cristianesi ma solo più democrazia, più educazione, più tolleranza e meno sfruttamento ed ingerenza da parte del mondo occidentale, insomma tutto quello che i paesi africani non hanno. In tanti paesi africani negli ultimi venti anni anno fatto di più i cinesi che in 100 anni i missionari (nel bene e nel male in embrambi i casi!). La Cina è molto più vicina di quanto non si possa immaginare (povera di materie prime allunga la sua ombra potente nei confronti di un continente sfruttato da un occidente corrotto, sostituendo male con altro male).

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