Ne avevo sentite parecchie, in questi due giorni, sul fatto che l’episodio dello scotch non fosse vero. E tutto sommato lo speravo anch’io, perché avrei di gran lunga preferito un’interrogazione parlamentare a vuoto rispetto alla conferma che abbiamo avuto stamattina dal ministro dell’Interno: la foto era vera, lo scotch sulla bocca c’era davvero, e lo stesso Viminale si è reso conto della gravità del fatto. E tutte le contestualizzazioni possibili – che non minimizzo neanche io, perché sarebbe ideologico non tenerne conto – non sono bastate neppure ad Anna Maria Cancellieri, che nell’informativa in Aula ha definito il comportamento delle forze dell’ordine “offensivo” della “dignità della persona”.

Non voglio minimizzare, dicevo, ma raccontare le cose come le ho sentite dal ministro. I due migranti erano due cittadini algerini (30 e 35 anni), che avrebbero dovuto fare scalo a Fiumicino in direzione Turchia ma che invece hanno tentato di entrare illegalmente in Italia: la polizia di frontiera li ha scoperti sabato scorso (14 aprile) e ha tentato di rimandarli subito in Tunisia (da dove immagino provenissero, altrimenti non capirei). Per altri due giorni loro si sono opposti (con “un atteggiamento caratterizzato da aggressività e da una forte resistenza passiva”, ha detto il ministro) e così, il 17, è intervenuta la Polizia di Stato: quattro agenti del nucleo scorte nazionali. Ancora resistenza (“sputi, morsi, calci e pugni”) fino a dopo il decollo, e così è scattato il piano B (“interventi coercitivi, anche a salvaguardia della sicurezza fisica degli altri passeggeri”): per “prevenire il tentativo di sputare il sangue fuoriuscito dalle labbra che avevano cominciato a mordersi”, gli agenti hanno messo ai due migranti delle “mascherine sanitarie verdi, morbide, di tipo chirurgico”. Che in sé, a detta del Viminale, non violerebbero alle norme europee in materia di rimpatri forzati:

“Tale normativa, infatti, ammette misure coercitive a condizione che (…) siano proporzionate e non eccedano un uso ragionevole della forza, né ledano la dignità o l’integrità fisica del rimpatriando, e non compromettano o minaccino la facoltà di respirare normalmente”.

In modo “del tutto estemporaneo”, ha proseguito però Anna Maria Cancellieri, le forze dell’ordine l’hanno fatta grossa:

“L’impiego del nastro adesivo, sia pure accompagnato da rudimentali accorgimenti per assicurare la respirazione e dettato dalla comprensibile concitazione del momento, non appare corrispondere a nessuna delle misure coercitive previste e, nei fatti, si traduce in un comportamento che la coscienza collettiva percepisce come offensivo alla dignità della persona”.

Gli agenti avevano detto al testimone, Francesco Sperandeo, che si trattava di una prassi consueta. Il ministro sostiene invece che non sia così, e che nei 24 mila rimpatri avvenuti da inizio 2011 ad oggi non si siano registrate “evidenti criticità”. O per lo meno, aggiungo io, nessuno le aveva mai denunciate. Premesso questo, le cose che volevo dire sono tre:

  1. L’ammissione di responsabilità, pur nella contestualizzazione dei fatti, depone a favore dell’onestà del ministro e fa sperare che la lezione dello scotch sia stata digerita per sempre.
  2. Nel nostro intervento in Aula, svolto da Livia Turco, abbiamo ricordato anche al ministro la situazione dei Cie, chiedendole poi di verificarla personalmente, e abbiamo chiesto di uscire dalla fase di emergenza nel trattamento dei migranti arrivati dal Maghreb: i Comuni non sanno più cosa fare, il governo deve decidere se prolungare il soggiorno, concedere status umanitario, stringere accordi bilaterali con i Paesi di provenienza, rimpatriarli. O tutte e 4 queste cose insieme. Ma deve farlo in fretta.
  3. Gruppi presenti alla discussione di oggi: Pd, Udc, Pdl, Fli. Tutti gli altri (Idv, Lega, Responsabili, tutti quelli del Misto dall’Api in giù) assenti. Forse perché, come ha scritto su twitter il mio collega Roberto Giachetti, il venerdì mattina la difesa dei diritti umani non va di moda.
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5 commenti to “La lezione dello scotch”

  1. Federico scrive:

    Tutto giusto. Solo una cosa: Api doveva intervenire, era iscritto Mosella, che però dato che non ha autoblu o altro è rimasto bloccato dallo sciopero dei mezzi pubblici che a Roma ha creato il solito casino…Quindi almeno per il piccolissimo gruppo alla Camera non si tratta di moda…

  2. Andrea Sarubbi scrive:

    @Federico: se Donato mi chiamava, gli davo un passaggio io. Che non ho l’auto blu o altro, ma sono arrivato alla Camera lo stesso.

  3. cicero tertio scrive:

    Se ho capito bene il commento sopra di Federico lamenta che un parlamentare (Mosella)non abbia potuto usufruire di un’auto blu per partecipare questo importantissimo appuntamento.
    Ecco come si specherebbe volentieri il denaro pubblico per un dibattito che non vale un fico secco di fronte ai drammatici problemi che investono ora il nostro paese: aziende che chiudono, 5 milioni di disoccupati, gente alla fame, imprenditori che ogni giorno si suicidano, spread risalito ad oltre 400 punti alla faccia del rag. Monti, che se continua così ci svenerà e porterà il paese al default.
    Complimenti !

  4. cicero tertio scrive:

    Ah, dienticavo:
    l’altro ieri una mia conoscente di 74 anni che si muove a malapena col bastone, essendo stata parzialmente colpita da un ictus, è stata vigliaccamente vittima di un scippo con strappo di una catenina d’oro mentre rientrava verso casa accompagnata dal marito 80enne da parte di un giovane magrebino che si è dato subito alla fuga. Per fortuna non è caduta.
    Naturalmente si dovrà porre attenzione alle presunte condizioni di disagio che avranno spinto lo scippatore a tale disperato gesto, vero ?

  5. pfra64 scrive:

    No, stavolta non sono d’accordo. Per nulla.

    Ci si scandalizza perché gli agenti hanno cercato di arginare con ogni mezzo i due aggressori, gente che sputava.

    E con che cosa avrebbero dovuto impedire ciò, con qualche predica o con le mascherine ?

    Le mascherine….non posso smettere di ridere, è più forte di me. Ma le avete mai usate le mascherine ?

    Evidentemente no, perché pensare che servano in casi come questo è semplicemente ridicolo: basta inclinare la testa e portare il mento verso una spalla per togliersele (come per grattarsi le labbra con la spalla senza usare mani).

    Costano poche decine di centesimi l’una, comperatene una e fate la prova. Poi ne riparliamo.

    Ma è il solito discorso, lo Stato dovrebbe far valere le leggi senza però usare la coercizione, senza far male a nessuno.
    Anzi in questo caso non avrebbe fatto male a nessuno, avrebbe però degradato la dignità di gente che voleva tranquillamente, dignitosamente, sputare in quà e in là.

    Ergo lo Stato avrebbe palesemente violato le regole del Bon Ton e del Cambridge Golf Club. Regole a cui si dovrebbe attenere ogni democrazia.

    Suvvia, torniamo ad essere seri, parlare di degrado in un caso come questo, quasi come se stessimo parlando di Guantanamo, è semplicemente ridicolo. Una roba da far cadere le braccia.

    Mi sono stufato che in una scala di priorità si ponga l’accento su questioni marginali e si lascino in secondo piano, o addirittura si sorvolino, le motivazioni e le cose sostanziali.
    Come il far rispettare la legge, che è alla base di ogni democrazia.

    Ma dirò di più: (anche) su cose come questa la sinistra si gioca una buona fetta di voti e, cosa molto più importante dei voti, si rende colpevole di una ingiustizia di fondo.

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