L’unico dubbio era che la cosa non fosse vera, perché ogni tanto in rete girano pure fesserie, ma la fotografia piuttosto casareccia e certamente rubata me lo ha fatto superare. In ogni caso nell’interrogazione al ministro Cancellieri ho usato il condizionale in abbondanza e ho chiesto innanzitutto di accertare lo svolgimento dei fatti, perché il mio cervello si rifiuta ancora di credere che una cosa del genere possa verificarsi nella civilissima Italia.  I due cittadini tunisini imbarcati sul Roma-Tunisi di ieri mattina, lo scotch marrone da pacchi sulla bocca, le fascette ai polsi; le rimostranze di Francesco Sperandeo, il film maker che ha pubblicato la foto su Facebook, e l’invito da parte degli agenti di scorta a farsi gli affari suoi, perché si trattava di “una normale operazione di polizia”. Io di normale non vedo nulla, e la scena – che pare rubata ai reportage di Roman Herzog sugli immigrati in Libia ai tempi di Gheddafi – mi fa vergognare. Ma non può finire qui.

Comincio dal testo della mia interrogazione, depositata in tempo reale:

SARUBBI – Al ministro dell’Interno.
Per sapere – premesso che:

secondo quanto riportato dalla stampa, sul volo Alitalia Roma–Tunisi delle 9.20 di martedì 17 aprile, sarebbero state imbarcate anche due persone di probabile nazionalità tunisina, scortate da quattro agenti di P.S. in borghese;
i due migranti avrebbero avuto i polsi legati con delle fascette ai polsi e la bocca tappata con un nastro da pacchi;
i testimoni – che hanno scattato anche una foto, diffondendola in rete – raccontano che, alle loro rimostranze, gli agenti avrebbero risposto dichiarando che si sarebbe trattato di una “prassi usuale” – :

se i fatti esposti in premessa corrispondano al vero;
se, in caso affermativo, si sia trattato di un rimpatrio e quali fossero le sue motivazioni;
se il ministro intenda agire in sede disciplinare contro gli agenti che avrebbero praticato tali trattamenti inumani verso i due cittadini stranieri;
nel caso in cui fosse invece verificato che questo tipo di azione costituisce una prassi usuale, se il ministro non intenda agire immediatamente affinché tali metodi siano immediatamente interrotti e sanzionati.

Arrivati in Aula, poco dopo, Roberto Giachetti ha sollevato il caso e ha chiesto che il ministro Cancellieri venga qui a riferire sull’episodio; lo hanno seguito colleghi di Fli (Perina), Idv (Evangelisti) e Pdl (lo stesso vicepresidente Lupi). Nessun leghista, naturalmente, ma visti i precedenti di Borghezio sul treno è già un buon segno che non sia intervenuto qualcuno a lamentare il mancato utilizzo dello spray disinfettante. Ci avevano detto che bisognava rafforzare lo strumento del rimpatrio assistito, ma lo scotch da pacchi sulla bocca mi pare un’interpretazione un po’ troppo zelante. E ora qualcuno paghi, per piacere.

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4 commenti to “Una normale operazione di polizia”

  1. mattia scrive:

    ma la fotografia piuttosto casareccia e certamente rubata me lo ha fatto superare

    Perché mai l’essere casereccia e certamente (su quali basi?) rubata rende la foto autentica?
    Se fossi un regista semi sconosciuto in cerca di visibilità cercherei di rendere la cosa il più verosimile possibile. Anche fingendo di fare una foto rubata. Che ci vuole a fare una foto appositamente casereccia per darle un sapore di rubato e quindi di autentico? Di certo non avrei messo il tizio in posa.
    Un po’ come i “finti rubati” delle riviste di gossip, in cui concordano col vip di turno la paparazzata e poi fanno finta di riprenderli col teleobiettivo per dare parvenza di rubato.
    Poi magari è tutto vero, per carità,, ma la foto in sé non dice niente. Volete che ne faccia una identica domani in combutta con un amico magrebino e due amici che poi nel racconto diventano poliziotti in borghese?
    Di fatto ci si sta basando solo sul racconto di quel tizio.

  2. cicero tertio scrive:

    Naturalmente mi aspettato questo post. A parte il fatto che l’episodio è tutto da accertare nella sua veridicità e nelle eventuali motivazioni se fossse un reale rimpatrio coatto mi chiedo come mai quando un simile trattamento viene applicato alle vittime di rapine in villa di cui sono spesso specializzati delinquenti exrea-comunitari non suscisti una simile vibrata indignazione ed una interrogazione parlamentare.

  3. marco scrive:

    perchè i rapinatori se li prendono vanno in galera, mentre chi ha fatto questo a fine mese si becca lo stipendio dallo stato.

    se permetti, eh.

  4. cicero tertio scrive:

    @Marco
    e se tu permetti lo stipendio dello stato che i poliziotti si “beccano” per quello che rischiano mi sembra alquanto magro (tranne certi grossi dirigenti…) e così la mitezza del nostro sistema giudiziario che lascia spesso a piede libero od impuniti i delinquenti mi sembra troppo vergognosa.

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