Finché la legge non ci aiuta, aiutiamoci da soli. Sto parlando di cittadinanza, naturalmente, alla luce di un’iniziativa che abbiamo lanciato oggi in Campidoglio: hanno letto il titolo, Fratelli in Italia, e ci hanno mandato nella Sala del Carroccio, tanto per farci capire chi comanda nel nostro Paese. L’idea è quella di reggianizzare l’Italia, nel senso di Reggio Emilia: dove c’è un’amministrazione (guarda caso, di Centrosinistra) che non solo non boicotta i nuovi italiani, ma addirittura facilita loro la vita, avvisando i diciassettenni nati qui da genitori di origine straniera che si sta avvicinando il momento di chiedere la cittadinanza.

La raccomandata, firmata dal sindaco Delrio e dall’assessore alla Coesione sociale Corradini, dice così:

“Gentile…, scriviamo a Lei e ai suoi familiari per sottolineare che, con il compimento del 18° anno di età, Lei ha diritto – se i requisiti corrispondono alle richieste della legge – a vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana. Diventare cittadini italiani significa fare parte a pieno titolo del Paese in cui viviamo, accedendo ai diritti civili e politici: poter partecipare a concorsi pubblici, poter votare, poter viaggiare liberamente. A oggi, la legge italiana non riconosce automaticamente la cittadinanza a chi nasce in Italia, se i genitori non sono a loro volta cittadini. Come Amministrazione comunale di Reggio Emilia, crediamo molto nella Sua partecipazione alla vita della città da persona attiva e consapevole. Abbiamo voluto segnalarLe questa importante opportunità perché non vada perduta e perché la Sua cittadinanza di fatto diventi effettiva. La invitiamo quindi a seguire le indicazioni della lettera allegata e speriamo di poterLe ufficializzare presto la cittadinanza. Nel caso ciò non sia possibile per mancanza di requisiti, La invitiamo ugualmente ad attivare il percorso di acquisizione secondo le norme di legge”.

Questa lettera è accompagnata da un allegato, firmato dal dirigente dei Servizi ai Cittadini, con le indicazioni degli Uffici a cui rivolgersi per chiedere i documenti necessari; gli uffici, a loro volta, si impegnano ad evadere le pratiche entro un mese. Non è che ci voglia tanto, basta solo un po’ di buona volontà: quella buona volontà che ha contagiato anche il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, e la Regione Toscana, da dove sono partite lettere di sensibilizzazione ai sindaci perché facciano lo stesso, ma che in parecchie amministrazioni va sollecitata. A Torino hanno iniziato il discorso, ma non lo hanno portato a termine nell’ultima consiliatura: la mia amica Ilda Curti garantisce che nella prossima verrà fatto rapidamente. A Napoli, ho chiesto e ottenuto l’impegno formale di Mario Morcone, se – come spero – vincerà la sfida con Lettieri. E veniamo allora all’iniziativa di oggi, appoggiata da parecchie associazioni: l’idea è quella di convincere il proprio sindaco a seguire l’esempio di Reggio Emilia, attraverso una mozione del Consiglio comunale oppure tramite una pressione dal basso, affinché mandi una raccomandata ai futuri diciottenni e contemporaneamente istituisca una Giornata dei nuovi italiani, in coincidenza con l’anniversario dell’unità d’Italia. I frequentatori di Facebook trovano una pagina apposita con tutte le indicazioni e i facsimile: quello della mozione, riservato agli amministratori locali, che trovate anche qui, e quello della lettera da inviare al proprio sindaco, utilizzabile da tutti i cittadini, che trovate pure qui. Coraggio, ci serve una mano!
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3 commenti to “Fratelli in Italia”

  1. Signor D scrive:

    Bello, bravi!

    D

  2. MANLIO scrive:

    Notevole,il testo.”..diventare cittadino …accedendo ai diritti civili e politici…”.DOVERI? Manco pa capa.Diritti civili e POLITICI ovvero..quando andrai a votare,ricordati di votar PD.Ci aspetta il magico mondo a colori della societa’ multiculturale dove tua sorella sara’ libera di farsi infibulare e di coprirsi i capelli,dove notoriamente abita il diavolo,di imparare che la societa’ che ti ospita è malvagia,e Allah in persona la detesta,che papa’ volendo puo’ sposarsi 4 volte:perchè se è bello avere una mamma,figuriamoci quattro.Poi,se dovessi improvvisare uno scippo per procurarti quelle canne che tanto ami,i giornali scriveranno”lo scippatore era italiano”tanto,per mettere le cose in chiaro.Come a Milano,dove italioani si accoltellano fuoridai dancing etnici,tra una samba ed un merengue:italioani che di cognome fanno Ramirez,Rodriguez,mentre italiani di cognome Azis,Al Quattar gli forniscono la benzina per il prossimo viaggio.

  3. Gian Paolo di Ruvo scrive:

    Ma le canne che ti sei procurato dopo lo scippo te le sei anche fumate, vero Manlio? Io comunque spero che tu abbia le carte in regalo da almeno sei o sette generazioni per definirti veramente italiano.

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