Berlusconi

Un anno fa sul palco c’era Epifani, oggi è cambiato il mondo: Renzi chiude la festa dell’Unità da segretario e premier. Ma il Pd gli serve ancora?

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Il M5S scopre di essere un partito e scende sulla terra: finisce in panchina il vaffa titolare ed entra in campo il dialogo, o almeno ci si prova.

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Sky vince la gara dei diritti tv, Mediaset spera di aggiustare il tutto all’italiana. Non è un problema di calcio, ma di Paese.

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C’era un ministro che si indignava se un rinviato a giudizio veniva chiamato colpevole. Oggi, sul caso Yara e senza Berlusconi da difendere, ha cambiato idea.

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Tanti giovani rampanti, un leader ingombrante: in Forza Italia c’è spazio per il ricambio, o l’unica strada è quella di Fini e Alfano?

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12 fiducie in meno di 4 mesi per il governo Renzi: alla stessa media, Monti venne rimproverato dal Quirinale. Mentre il Pd si lamentava.

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Alfano e i centristi alzano i toni sul decreto lavoro, ma non possono far nulla: l’unico avversario del Pd, in questo momento, è il Pd stesso.

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Miracoli della campagna elettorale: i rigoristi rinviano il pareggio di bilancio per trovare coperture, gli antirigoristi contrari per non favorire Renzi.

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Pochi numeri, ma raccontati bene: Renzi esce vivo dal primo Def e manda a Bruxelles un segnale positivo. Restano comunque parecchie incognite.

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