Casta

De Luca sì, no, forse: breve storia di una vicenda in cui alla fine decide la Corte Costituzionale. Come sempre, d’altronde.

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Marino divenne sindaco di Roma perché marziano, ora rischia di andarsene per lo stesso motivo. Due parole su Mafia Capitale e la maionese impazzita.

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Severino? Impresentabili? Una roba per pochi, che non ha pesato: il Pd ha perso voti da solo. Parola degli spin doctor di De Luca alle Regionali.

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Il mondo di mezzo gioca sulla linea di confine, a Roma piuttosto affollata. Chiare le responsabilità della destra, ma il Pd – da anni – è un gruviera.

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Rinvio, anzi, voto: purché palese. Meglio un deputato in manette che un trappolone elettorale, dice il Pd. Che ora non ha più bisogno di Genovese, il suo parlamentare più votato alle primarie.

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Dopo le tangenti, Renzi si gioca molta credibilità sull’Expo. Si scordi di essere il segretario del Pd, prenda l’accetta e non faccia sconti a nessuno.

Continue reading about La musica è cambiata?

Le manette grilline al Senato, la spigola leghista a Montecitorio: del Parlamento a favore di telecamera e della necessità di farsi notare a tutti i costi.

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Pochi numeri, ma raccontati bene: Renzi esce vivo dal primo Def e manda a Bruxelles un segnale positivo. Restano comunque parecchie incognite.

Continue reading about I numeri e le incognite

La riforma del Senato è cosa buona e giusta. Purché non si riduca tutto il dibattito a un problema di quantità e di indennità.

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L’approccio post-ideologico, il messaggio trasversale, la comunicazione al centro: 6 anni dopo lo Yes we can di Veltroni, Renzi studia da Obama.

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