Giornali

Oggi è uscita una mia intervista su Wired, a proposito di #opencamera. Che sono sicuro continuerà anche in questa legislatura, per almeno quattro motivi: il primo è che sono stati rieletti alcuni deputati che facevano già #opencamera insieme a me e che certamente proseguiranno; il secondo è che i deputati del M5S, così attenti alla […]

Continue reading about The show must go on

Il miglior endorsement a Matteo Renzi che mi sia capitato di leggere in questi giorni – ce ne sono stati diversi, così come del resto agli altri candidati – non è stato scritto da una persona, ma da una redazione: quella del Post, una delle principali testate italiane online. Il direttore Luca Sofri ed io […]

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Stamattina ad Agorà, su Raitre, Francesco Rutelli voleva convincermi della bontà dell’emendamento sul carcere per i giornalisti colpevoli di diffamazione: scrivo questo post per mia madre, che ci è quasi cascata. La tesi di Rutelli era articolata su un paio di punti: il primo è che il carcere serve come misura deterrente, ma tanto poi […]

Continue reading about Nonostante Sallusti

Se tutto va bene, questa settimana – o al massimo la prossima – uscirà dal Senato una legge che i giornalisti precari attendono da parecchio tempo. Poi toccherà fare un altro passaggio alla Camera, perché i senatori hanno introdotto qualche piccola modifica, ma entro fine ottobre verrà stabilito il concetto di equo compenso per i […]

Continue reading about I nuovi proletari

La morte di Loris D’Ambrosio, consigliere del presidente della Repubblica, sta tirando fuori il peggio da un’Italia in cui faccio fatica a riconoscermi: non so chi sia stato a cominciare, ma arrivati a questo punto sto perdendo le speranze. L’attenuante c’è, ed è quella di un Paese che ha assistito a troppe stragi senza colpevole, […]

Continue reading about Fuori il peggio

Che i giornali debbano prendere soldi o meno è una vecchia diatriba, parallela a quella dei partiti, e non credo di poterla risolvere oggi in un post: dovrei parlare dell’azzeramento dell’Iva nel Regno Unito, delle tariffe postali agevolate negli Usa, delle varie forme di sostegno in altri Paesi dell’Unione europea, e via a seguire. Che […]

Continue reading about Troppa carta

Stavolta non mi limito al solito tema dell’Italia che cambia, che mi occupa più sere alla settimana nei dibattiti dedicati alla cittadinanza dai vari circoli Pd: stavolta approfitto di Mario Balotelli per parlare anche dell’Italia che non cambia, di un Paese mentalmente pigro e impreparato a raccontare cose nuove. Grazie a un paio di goal […]

Continue reading about Ancora qui?

Oggi me la cavo con poco: una prima pagina di giornale e un’autocitazione. Inizio dalla prima pagina, che è quella (odierna) del Fatto quotidiano. Titolo: “In un Paese di ladri”. Poi nel sommario si mette tutto nel calderone: “dopo il caso Lusi (Margherita), l’impudenza di Bossi e famiglia foraggiati con i soldi dei cittadini dimostra […]

Continue reading about Il partito degli scontenti

La settimana scorsa, durante il vertice tra governo e sindacati sulla riforma del lavoro, un delegato della Cgil scattò una foto con il palmare e la postò su twitter, come Casini aveva fatto qualche giorno prima nel suo incontro a Palazzo Chigi con Monti, Alfano e Bersani. I fotografi protestarono aspramente (“Non avete rispetto per […]

Continue reading about La protesta dei portieri

Se avessi avuto qualche dubbio sulle capacità di leadership di Monti, le dichiarazioni di ieri sulla Tav me lo hanno tolto. A questo punto non è più soltanto un problema di merito dell’infrastruttura, che tra l’altro è oggetto di discussione da parecchi anni, ma di credibilità di un Paese. Con la violenza non si tratta. […]

Continue reading about C’è chi dice sì