theresa may brexit

Non stravedevo per la Thatcher vera, mentre quella del film mi piaceva un po’ di più, ma se Theresa May lasciasse nel Regno Unito un quarto del segno che lasciò the Iron Lady sarebbe già una statista. Premesso ciò, la partita per la premiership britannica mi è sembrata, in questi giorni post-Brexit, un campionato di traversone (noi romani chiamiamo così il tresette a non prendere, quello che i milanesi chiamano ciapanò): guidare l’uscita dall’Unione, con tutto da perdere e poco da guadagnare, è una discreta rogna per chiunque. Ma per Theresa May è anche la chance of a lifetime, e quindi in bocca al lupo. Sperando, senza troppa fiducia, che sugli immigrati si dimostri più moderata e meno miope di quanto fatto vedere finora da ministro dell’Interno. Se vi interessa il mio ritratto per i giornali locali del Gruppo Espresso, eccolo.

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