migranti europa

La difficoltà maggiore di fare politica, secondo me, è conciliare la razionalità con l’emotività, che è strettamente legata al consenso: difficile su tutto, ma su certi argomenti – tipo l’immigrazione e la sicurezza – ancora di più. Mi vengono in mente due momenti: muore il piccolo Aylan e “siamo tutti siriani, benvenuti, poveracci, aiutiamoli”; a Capodanno alcune donne vengono molestate a Colonia, anche da profughi, e la vignetta di Charlie Hebdo ci spiega – con la crudeltà di una satira che traduce un pensiero diffuso – che Aylan da grande sarebbe diventato un pizzicatore di chiappe. Finché è il cittadino comune, passi; il politico, però, è chiamato a guardare un po’ più lontano. Invece, tanto per fare un esempio, il dibattito sul reato di clandestinità in Italia è un caso-scuola di miopia. I giornali locali del Gruppo Espresso mi hanno chiesto una riflessione su questi temi: eccola.

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