italia 5 stelle imola beppe grillo

La tentazione normale, quando si parla dei Cinquestelle, è di finire per usare il loro linguaggio: lo notavo anche l’altro giorno, quando – con Ban Ki Moon alla Camera e il settore M5S vuoto – i deputati Pd rimproveravano ai grillini di non essere presenti in Aula perché in quella occasione non c’era una diaria da riscuotere. Parlare dei Cinquestelle in modo neutrale, invece, è un po’ più complicato, anche perché di solito non accontenti nessuno: né la Casaleggio associati, che apprezza solo l’agiografia, né i detrattori di Grillo, che trovano soddisfazione nello scambio di insulti. Nel mio pezzo di oggi sulla loro festa di Imola, comunque, ci provo, raccontando ciò che mi sembra di vedere nel MoVimento dopo due anni e mezzo trascorsi nelle istituzioni. Buona lettura.

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Un commento to “Dalle urla al governo”

  1. ON S'ENGAGE,PUIS L'ON VOIT scrive:

    La presenza nella politica italiana di un movimento come quello di Grillo è la prova provata della decadenza,dell’involuzione della vita pubblica in questo paese.La colpa,ke te lo diko affa’,è di Berlusconi.Certo vedere in azione quel campione di volgarita’ che è Paola Taverna mentre con quella sua splendida voce roca sbraita in Parlamento,quella faccia da santo locale di qualche paesino della Basilicata che è Di Maio o quella inequivocabile faccia da scorreggione di Di Battista non consolera’ gli italiani circa la possibile alternativa al regime.Il quale,per nulla impaurito,continua senza alcun pudore ad arrestare gli oppositori,ed a prepararsi a mettere le mani sulla Lombardia.Non lo dico io,lo ha detto ieri sera l’italomarocchino Ciaoki,con una raggelante previsione di quello che accadra’ prossimamente nella piu’ importante regione d’Italia.Ciaoki,ancorchè magrebino,ha perfettamente mutuato il vero spirito del PD:l’arroganza,la malafede,il disprezzo per la liberta’,la falsa coscienza.Per fermare costoro non basta quella macchietta di Grillo,con la sua auto di lusso che varra’ il doppio di quella del papa,e le sua vacanze in Costa Smeralda.La politica è la politica,le palanche sono le palanche,belin.Grillo ha gia’ scelto:dovesse costargli troppo,da buon genovese risparmiera’ ritirandosi dall’agone.Per quello non ha programmi.Lui si impegna per allargare il business della sua notorieta’:l’impegno per la liberta’ costa troppo.

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