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Non ci sono i cantieri del Duemila, né ci saranno mai. Ma sottovalutare questo Giubileo, per la città di Roma e per il governo, sarebbe grave: l’anno santo che sta per partire a dicembre, infatti, è più pericoloso di un’Olimpiade o di un mondiale di calcio. Che almeno vengono decisi anni prima, sulla base di candidature ponderate anche economicamente, e che lasciano il tempo di programmare le opere necessarie. Questo no, arriva quasi all’improvviso, e in un contesto di vacche magre che obbliga ad arrangiarsi: non è detto che sia un male, visti gli sprechi di Italia ’90 e quelli degli ultimi mondiali di nuoto, purché appunto non si prenda l’evento sottogamba.

Il Campidoglio finora si è mosso bene, almeno sul fronte della programmazione nel breve periodo: l’esperienza insegna che il grande afflusso di turisti – e in particolare del turismo religioso, tutto pullman e panini portati da casa, con budget tirati all’osso e un indotto non particolarmente significativo – richiede più percorsi pedonali, più bagni, più lavoro per la pulizia e la raccolta dei rifiuti, più difficoltà per i romani che si muovono in macchina o in motorino. Si ottiene in cambio dal governo qualche deroga (sul patto di stabilità, o sullo smistamento dei rifiuti) ma si sa pure che, da qui a fine 2016, non sarà facile: ogni provvedimento è una battaglia che lascia per strada feriti, e le polemiche in corso contro la decisione di aumentare il ticket per l’ingresso in centro dei torpedoni lo dimostrano.
Non sarà dunque un anno semplice per Marino, che l’affiancamento di Gabrielli ha messo ora nella situazione peggiore: il rischio è quando la città andrà in sofferenza sarà colpa del Campidoglio, mentre se il Giubileo filerà liscio sarà merito del prefetto. Che infatti ha già capito l’antifona e non risparmia battute poco simpatiche sulle vacanze del sindaco, accarezzando la pancia di un’opinione pubblica ormai spietata: il primo cittadino di Roma è da mesi ai minimi storici di gradimento, mentre l’ex capo della Protezione civile continua a giocare la parte di mister Wolf, che in Pulp Fiction risolve i problemi più complicati e imbarazzanti.
La realtà, come spesso accade, è molto più sfumata, e l’anno che Roma si trova davanti può essere anche l’occasione di un rilancio per l’amministrazione: la situazione economica, infatti, non permette sperperi, e il clima di diffidenza nei confronti della politica obbliga a uno sforzo enorme di trasparenza. Marino dovrà mostrare che sarà possibile affrontare un Giubileo low cost, mettendo l’etica al centro delle scelte, e in questo modo darà una mano pure alla candidatura olimpica per il 2024, che magari potrebbe andare di pari passo a un altro anno Santo, quello del 2025: dipenderà da chi sarà Papa all’epoca, e non è escluso che sia ancora Bergoglio.
Se il Giubileo del 2000 era stato un fuoco d’artificio ininterrotto, una serie di grandi eventi che nello stile di Giovanni Paolo II avevano rimesso la Chiesa al centro del dibattito pubblico, quello che sta per iniziare sembra decisamente più francescano, con il rischio apparente di passare inosservato all’opinione pubblica. Ma lo stile dell’attuale Pontefice fa pensare che, tra un appuntamento e l’altro, gli spunti di riflessione non mancheranno: le parole di ieri sull’aborto – uno di quei peccati per i quali normalmente la Chiesa prevede l’intervento di un vescovo – e quelle sull’amnistia stanno già riaprendo dibattiti importanti, anche tra chi cristiano non è.
Per quanto sia lecito paragonare il sacro al profano, dunque, il Giubileo in arrivo pone due istituzioni di fronte a due sfide parallele: quelle di riavvicinarsi il più possibile alla propria platea di riferimento – i cittadini (anche non votanti) per il Campidoglio, i fedeli (anche non praticanti) per il Vaticano – passando per la porta stretta dell’esempio. È infatti il tempo in cui, come diceva Paolo VI quarant’anni fa e come Francesco ha ripetuto recentemente, l’uomo ascolta più i testimoni che non i maestri.

[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]

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2 commenti to “L’anno (santo) che verrà”

  1. UN GIUBILEO,UN GIUBILATO. scrive:

    Con questo Giubileo avente per protagonista un giuggiolone incompetente buffo e falso ed un papa mezzo matto,ci presenteremo al mondo in condizioni assai adatte a garantire a Parigi la prossima Olimpiade.Il resto lo faranno le mafie giudaiche i stanza nella capitale francese con apposite mazzette al CIO.Quanto poi a quello di papapuoitia,io a Roma ci abitavo ai suoi tempi e posso testimoniare che nessuno se n’è accorto:la boriosa feccia francese che comandava a bacchetta il peggior nemico mai ospitato da noi,ed il cui insegnamento continua ad ispirare la Polonia in EU e NATO i9n senso antitaliano,fece in modo che tutto passasse sotto silenzio.Il povero Rutelli,grande sindaco in una sfilata di imbecilli e malfattori che lo hanno preceduto e seguito,aveva acquisito persino una flotta di azzurri autobus speciali da schierare su linee spaciali:presto ci si accorse che viaggiavano vuoti.Io non riesco ad immaginare che succedera’,visto l’accumularsi di buche e monnezza,disordine e traffico,giardini maltenuti e zingari ladri.Forse il papa ha creduto di farci un favore:la verita’ è che,come dimostra qualche demenziale richiesta recente,vedi quella sull’amnistia,costui sta facendo marketing strategico per allargare il bacino di utenza ed il numero dei clienti.Tiriamo dentro tutti dunque,all’insegna del paghi due compri tre:abortiste e froci,delinquenti e radicali.Spesso nella storia,ed anzi per secoli,Roma grazie al mostro detto”PAPATO” è,stata l’immondezzaio d’Europa,sede ineguagliata di miseria,crimini,incivilta’e corruzione.Con la coppia FRANCESCO MARINO rischiamo di superare qualche record.Intanto,torme di sbandati e tossici invadono le rive del Tevere,ansiosi di regalarci una nuova signora Reggiani.Mai dimenticarla,questo simbolo nobile,mite e buono di un’Italia civile e gwentile assassinata di fatto da Italiani come Veltroni e prossimamente Marino in nome dell’accoglienza.Mancherebbe che Marino non ci regalasse anche un omicidio con stupro.Questo ineguagliabile idiota vuole entrare nel cerchio magico che comprende Nerone,Caligola e Veltroni,e secondo me ci riuscira’.

  2. cicero teretio scrive:

    Marino e papa Francesco non stanno facendo un bella figura ultimamente .
    Siamo davvero alle comiche da parte del sindaco, forse un po’ stordito per il caldo o il cambiamento di fuso orario al rientro dalla sue spartane ferie in USA e nei Caraibi, che intervenendo al finale del sit-in “Antimafia Capitale” ha detto : “«La presenza delle persone in questa piazza dimostra che Roma è una città antifascista, antinazista e antimafia: abbiamo cacciato i fascisti e i nazisti, ora cacceremo anche la mafia».
    A me risulta che Mussolini non andò per niente a vino e tarallucci con la mafia anzi la combatté duramente, specie in Sicilia con il prefetto Mori rendendo per qualche anno quell’isola felice (mi ricordo di un siciliano amico di mio padre che mi raccontava che lì potevano dormire con le finestre aperte dopo il ripulisti), e dopo anche avere fatto approfondite ricerche anche su Google non mi saltano fuori fatti di collusione dei nazisti con i mafiosi, magari qualcuno facile che lo abbiano fatto fuori tra i tanti che caddero loro vittime. Quanto poi al fatto che i nazifascisti siano stati cacciati da Roma dal popolo romano e non dai carri armati americani mi pare che la Storia (quella con la S maiuscola) abbia già chiarito abbastanza.
    Quindi se si falsifica il passato è molto facile che si falsifichi anche il presente ed il futuro. Ma forse questa frase è solo demagogia da parte di un quacquaracquà privo di alcuno spessore e non meriterebbe nemmeno commenti.
    Se devo dir la verità è già da un po’ che non sentivo tirare in ballo i fascisti e nazisti per il mali che affliggono i nostri ultimi tempi, dopo 70 anni ritenerli responsabili del degrado in cui è caduta la capitale farebbe ridere anche Topo Gigio ! Ora i nemici antisistema sono chiamati “populisti”, termine certo contestabile ma almeno non impregnato di ricordi di storia finita e sepolta.
    E pure siamo alle comiche con l’ultima uscita di Papa Francesco che ha voluto far la cresta nel negozio dell’ottico papalino sulla montatura degli occhiali. Dopo che il bilancio del Vaticano ha chiuso in perdita l’esercizio 2014 per 25,6 milioni di euro averne risparmiato qualcuno sulla montatura degli occhiali non cambia di molto, speriamo che almeno le lenti le abbia prese buone per vederci meglio nei conti l’anno prossimo !

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