renzi rimborso pensioni

La campagna elettorale è una brutta bestia, soprattutto se governi, e quando ti cade in testa una sentenza come quella della Consulta sulle pensioni non deve essere facile restare in piedi. Detto ciò, la promessa renziana di restituire ai pensionati due miliardi di euro ad agosto, annunciando di toglierli al piano di lotta alla povertà, fotografa perfettamente il rapporto tra la società italiana e la politica: da un lato, l’importanza del portafoglio nel guidare le scelte al seggio; dall’altro, l’assoluta irrilevanza delle fasce più deboli sul consenso popolare. Con una postilla, però, che non tutti conoscono: quei soldi, al momento, erano ancora in salvadanaio, e che sarebbero stati destinati davvero all’inclusione sociale è tutto da dimostrare.

Il fondo per la lotta alla povertà è storicamente la Cenerentola di tutti gli stanziamenti: da diversi anni e diversi governi, ormai, il mondo dell’associazionismo si sente promettere risorse che arrivano solo di rado e con qualche zero in meno rispetto al fabbisogno. Tanto per dare un’idea delle cifre in ballo, nel ddl stabilità di fine 2013 il governo Letta mise 250 milioni di euro per la carta acquisti e la sperimentazione di nuove misure di sostegno, e si gridò al miracolo. I due miliardi di ora (in realtà un miliardo e 600 milioni, quelli del famoso tesoretto) sarebbero stati dunque un colpaccio, se il governo avesse dato retta alla richiesta avanzata dalla Commissione Affari Sociali della Camera nel parere al Def: a sentire il Renzi di ieri sembrerebbe di sì, ma tra gli stessi parlamentari del Pd c’è chi avanza dubbi.
Al presidente del Consiglio la sentenza della Corte non è andata giù, questo è chiaro. E far sapere all’opinione pubblica che ci hanno rimesso i più poveri, alla fine, è una mossa mediatica molto scaltra. In più, c’è da considerare il clima attuale, a due settimane dal voto, e ricordare che i tagli (veri o eventuali che siano) al fondo per la povertà hanno un pregio enorme per chi cerca consenso: nessuno riempirà le piazze per scongiurarli, o affollerà i talk show per impostarci sopra la propria campagna elettorale. Se metti i poveri come priorità, infatti, hai molte più probabilità di diventare un santo sul calendario che non di finire a Palazzo Chigi.
L’altra lezione che l’annuncio di Renzi conferma – rassicurando i pensionati – è che l’unica esca per catturare voti in un panorama post-ideologico, in cui “l’uno o l’altro per me pari sono”, rimane la convenienza personale. Lo confermano gli 80 euro in busta paga alla vigilia delle Europee: nel corso dei mesi non si saranno dimostrati la misura migliore per rilanciare i consumi, ma di certo hanno avuto un ruolo fondamentale nel portare il Pd al record del 40,8%. E infatti, nel Partito democratico, non c’è nessuno che rimpianga quella scelta. Alla medesima filosofia appartengono i 500 euro promessi ieri per il prossimo agosto: se c’è un’obiezione che gli avversari politici – anch’essi a caccia di voti – muovono a Renzi, in piena campagna elettorale, non è che quei soldi vengano tolti ad altri fondamentali capitoli di spesa, ma piuttosto che siano troppo pochi (“dovevano essere duemila”, rilancia Brunetta) o che siano solo una toppa.
Onestà vorrebbe, per non prendere in giro nessuno, che destra e sinistra dicessero quale sarà il prezzo di tutto ciò. A caldo, prendendo sul serio la volontà del governo di destinarli all’inclusione sociale, viene da pensare che si chiudano qui, prima ancora di iniziare, i dibattiti in corso sul reddito di cittadinanza, sui quali la sinistra Pd e il Movimento 5 Stelle si stanno lanciando messaggi. E così anche tutti i buoni propositi di sradicare la povertà estrema, ripetuti allo sfinimento dal Centrosinistra nelle ultime legislature.
Che l’annuncio di ieri possa effettivamente servire a Renzi per aumentare i voti alle prossime Regionali è difficile, perché il risultato di un anno fa è irripetibile oggi; di certo, però, lo aiuterà a perderne qualcuno in meno, perché la platea dei pensionati fino a 3 mila euro è proprio un pezzo di elettorato storicamente vicino al Pd. E perdere qualche voto in meno, in alcune Regioni in bilico, potrebbe anche fare la differenza tra la sconfitta e la vittoria.

[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]

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3 commenti to “A caccia di voti”

  1. GIOCARE CON I SOLDI ALTRUI scrive:

    E’ anche il titolo di un libretto ben riuscito di un professore che ci spiega come funzioni la finanza internazionale.Ma qui il problema è “interno”:il regime renziano usa i soldi pubblici per accrescere il suo elettorato,come usa la RAI pagata dai contribuenti per fare pubblicita’ al suo duce con soldi altrettanto pubblici.Non c’è nulla di cui meravigliarsi:la assoluta mancanza di scrupoli della banda ex PCI,riciclatasi in referente delle lobbies della finanza mondiale,preso il potere dopo avere mandato in galera l’opposizione,ora mette le mani ovunque con uno scopo ben preciso:governare per saecula saeculorum.Nessuno si sogna di contraddirli:le Procure sono li in agguato.Salvini,che io non votero’ mai ma del quale condivido qualche idea,affermava giorni fa che sa gia’ di essere indagato,se andra’ troppo oltre con la prevista vittoria elettorale.Intanto,il supremo con la s minuscola garante con la g minuscola che sta al colle con la c minuscola afferma che “occorre lottare contro la corruzione” e che bisogna “garantire i diritti dei gay”.Poi dira’ che “è necessario che le istituzioni siano al servizio dei cittadini”,che”l’economia deve essere piu’ sensibile ai bisogni dei meno abbienti”e che”la pace nel mondo si potrebbe’ ottenere con piu’ buona volonta’di tutti gli stati”.Trasformata REPUBBLICA nella PRAVDA,iL CORRIERE nelle IZVESTIA,il giorno della felicita’ obbligatoria è vicino.Ieri un altra intervista RAI”a MATTEO RENZI”.Se qualcuno tiene il conto di quelle di Kim Il Sung alla TV NORDCOREANA,parli,fin quando è in tempo,e ci indichi il vincitore.

  2. cicero tertio scrive:

    Di 17 miliardi dovuti il governo potrà rimborsarne solo 2 ai pensionati, naturalmente a scapito di altre categorie, la coperta è corta con l’euro, non si può più stampare come ai bei tempi della lira però in contropartita abbiamo risolto il problema dell’inflazione che tanto sta a cuore ai padroni del lager chiamato Europa (da loro si pronuncia Oiropa), poi se c’è la deflazione ancor meglio i prezzi scendono che figata… E se poi la gente non ha redditi perdendo il lavoro e non approfitta dei saldi di fine stagione chissenefrega, tanto è ggente che nonostante su internet ci siano dei siti che spiegano la truffa dell’euro si bevono le fregnacce del mainstream controllato dal sistema preferendo la rete per farsi i selfies su Facebook.
    E molti si bevono e voteranno di nuovo Bimbominkia che vive nel mondo sei sogni quando dice che sta facendo ripartire l’Italia perchè è uscito un +0,1% di PIL dopo che ne abbiamo persi 10 dallo scoppio della crisi! Non hanno ancora capito che con l’attuale assetto economico che trova la sua più grande distorsione a nostro svantaggio con l’adozione della moneta unica che ci taglia la competitività non c’è via di uscita se non il fallimento.
    FALLITAGLIA si chiama il post con ben 11 grafici da far paura sul sito “Il Grande Bluff”, dategli un’occhiata così non sto qui a scrivere altre parole, ne ho già scritto troppe . Mi piacerebbe solo che saltassero fuori i commentatori piddini del pensiero unico che c’erano una volta, tutti i mali allora erano di Berlusconi e salutavano Monti come il salvatore, che fine hanno fatto?
    REQUIESCANT IN PACE.

  3. Eurocrimes scrive:

    Un giorno raccontero’ come l’Euro abbia rovinato i PIGS.L’Italia visse una storia diversa ed in un certo senso peggiore,visto che nessuno di questi Paesi fu mai governato da un famigerato criminale come Monti,nè subi’ un colpo di stato.Nè purtroppo ebbe alla sua testa uno sporcaccione logorato ed obnubilato dal bunga bunga.

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