eu migrants

Da un certo punto di vista si potrebbe dire che sui migranti in arrivo dalle coste nordafricane abbia vinto l’Italia, ma forse è più giusto dire che ieri a Bruxelles ha avuto la meglio il buonsenso. Se l’Europa non è solo un’espressione geografica, dividersi il fardello (espressione terribile, ma gli addetti ai lavori lo chiamano proprio così: burden sharing) dovrebbe essere automatico; invece ci sono gli uomini di mezzo – e la politica, e il consenso da ricercare nell’opinione pubblica – e quindi ci sono voluti anni perché venisse messo nero su bianco.

Tutto a posto, allora? Magari: lo schema approvato dalla Commissione deve ora passare al vaglio dei singoli governi, e le recentissime elezioni in Gran Bretagna hanno dimostrato che vince chi si tira fuori, chi sceglie l’Europa à la carte: sì ai fondi per lo sviluppo regionale, no ai vincoli di bilancio; sì agli accordi commerciali vantaggiosi, no a quelli umanitari. Sovranità e autonomia sono le parole chiave degli ultimi anni, e su alcuni punti Bruxelles ha già dovuto cedere parecchio; se lo facesse sui diritti umani, però, verrebbe meno la sua ragion d’essere, e per questo è importante che Juncker ieri abbia battuto un colpo.
Per molto, troppo, tempo, alcuni Paesi hanno fatto finta di non vedere quello che stava succedendo. Se Eurostat certifica che nel 2014 quasi due terzi dei richiedenti asilo bussano solo a quattro porte (Germania, Svezia, Italia e Francia) vuol dire che il regolamento di Dublino, finora aggiustato qua e là su pressioni soprattutto dei socialisti e democratici, va ripensato del tutto. Così come l’approccio comune nei confronti dei Paesi d’origine, e lo stesso ruolo di Frontex, e in prospettiva anche la disciplina delle migrazioni per motivi di lavoro: tutti aspetti contenuti nel piano approvato in queste ore, a conferma che a Bruxelles non sono mancate finora le competenze, ma piuttosto la volontà politica.
La cosa che interessa maggiormente ai singoli Stati, in queste ore, è la percentuale di migranti che dovranno accogliere nel nuovo sistema di quote: chi si lamenta del 10% assegnato all’Italia dovrà imparare a valutarlo in un quadro più vasto, perché gli arrivi via mare rappresentano solo una piccola parte del totale. Secondo il Times, ad esempio, la decisione della Gran Bretagna di tirarsi fuori avrà un impatto enorme sulla Germania, che nel prossimo anno prevede di accogliere 450 mila richiedenti asilo: più ancora che nel 1992, ai tempi della guerra nei Balcani, quando pure i tedeschi furono un esempio di accoglienza per molti.
Bene allora che il punto di partenza dell’agenda Ue sia “il dovere morale di proteggere”, attuando pienamente il sistema europeo di asilo, e che allo stesso tempo si preveda una presenza maggiore nei Paesi terzi strategici, per combattere in loco il traffico dei migranti. Certo, alcuni punti – il rimpatrio assistito, o il potenziamento di una cooperazione internazionale che negli ultimi anni ha sofferto molto la riduzione dei fondi da parte dei governi nazionali – sembrano quelli di sempre, tante volte annunciati e mai attuati davvero: toccherà solo attendere e vedere se finalmente l’Ue capirà che non c’è più tempo per rimandare, e che l’immigrazione (anche e soprattutto quella legale, in un momento di calo demografico) costituisce un nodo cruciale per il proprio futuro.
Rimane poi l’incognita dell’operazione militare, che secondo Federica Mogherini escluderebbe l’azione di terra rivelata dal Guardian nei giorni scorsi. L’ultima campagna di Libia, con alcuni Paesi sul campo e altri alla finestra, ha mostrato parecchi limiti sia nella gestione che nei risultati, facendo addirittura rimpiangere ad alcuni i tempi di Gheddafi: quelli, cioè, in cui si barattava la presunta affidabilità di un interlocutore con il mancato rispetto dei diritti umani, alla faccia di una Convenzione di Ginevra mai firmata e delle critiche dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. All’Europa, però, non mancano gli strumenti per coniugare le due cose: gestione delle frontiere e protezione umanitaria  possono andare tranquillamente di pari passo, purché si sappia bene cosa fare e lo si faccia insieme.

[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]

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3 commenti to “Buongiorno, Europa”

  1. FAVOLE PER BIMBI BUONI scrive:

    Cosi’ la “ragion d’essere dell’Europa sono i diritti umani?”C’è qualcuno in Europa che non se n’era accorto.Oggi il SOLE24 pubblica una’interessante servizio sulla Spagna.La conclusione? La formidabile ripresa delle Spagna è dovuta all’export,che a sua volta cresce grazia al crollo dei salari.Gli spagnoli,e presto italiani,greci e portoghesi,producono grandi quantita’ di beni che vanno all’estero:come i bambini poveri delle favole,stanno col nasino all’insu’a guardare cio’ che non potranno mai permettersi,pur essendo stato prodotto da loro.Il Professor GIACCHE’ conferma cio’ che ha gia’ scritto SAVONA:la suddivisione del lavoro in Europa è gia’ stata decisa:i Paesi del Mediterraneo contribuiranno come fornitori di semilavorati,come economie complementari a quelle nordeuropee,rischiando disoccupazione a livelli record(ed i fatti l’occupazione in Spagna sale pochissimo)e la desertificazione industriale.Questa scelta ha una ragion d’essere precisa:la scelta xenofoba e razzista della Germania e dei suoi alleati della finanza mondiale:gli stessi che hanno provocato e finnziato la guerra civile in Ucraina con lo scopo di aggiungere l’Est Europa alla fila degli sfruttati.Non meraviglia allora che il gangsterismo di Bruxelles fatichi tanto a scoprire il significato della parola “solidarieta”.L’Europa solidale è come le dame della San Vincenzo:un po’ di aiuto ai bisognosi per lavarsi la coscienza,e molti quattrini fatti sfruttando i piu’ deboli.E per chi non è d’accordo,minacce e scandali,menzogne e diffamazioni della stampa dei banchieri e del grande Capitale(tutta,in effetti).Le conseguenze dei provvedimenti del Governo Monti pesano ancora su milioni di famiglie,ed eccoci qui a celebrare l’eticita’ dell'”Europa”.La Grecia muore,ed eccoci qua a congratularci con Bruxelles.La Spagna guida il programma di sfruttamento e dominazione degli schiavi mediterranei,ed eccoci qui a festeggiare l’arrivo di nuovi schiavi.Le statistiche sopra pubblicate sull'”accoglienza” della Germania non meravigliano:7,4 milioni di stranieri,tra cui un numero crescente di Italiani,vi lavorano per stipendi(Minijob)da 400 euro al mese.La barbarie avanza, e qui si parla di Europa solidale.

  2. cicero tertio scrive:

    Altro che buongiorno, buonanotte Europa. Oltre tutto quanto detto da chi ha commentato prima di me stiamo anche perdendo la nostra identità civile, culturale e religiosa, verrà fuori un miscuglio di genti da torre di Babele e chi domani sarà più forte prenderà il sopravvento. Alla faccia del buonismo dell’accoglienza del regime imperante che intanto sta distruggendo la nostra economia con la sua ideologia eurista provocando miseria e povertà alla popolazione residente, quindi accoglierne altri significa solo aggiungere altri problemi di povertà, con i conflitti relativi. Poi arriverà il conto: vi conquisteremo con le vostre leggi dissero già da tempo certi imam. Ci sono già proiezioni sulla futura islamizzazione dell’Europa. Per chi volesse già allenarsi il 18 giugno comincia il Ramadan.

  3. cicero tertio scrive:

    Aggiornamento: se avete visto il servizio di Report di ieri sera dove si metteva in evidenza quanti migranti sfuggono alla identificazione nei centri (oltre alle inefficienze e alle mangerie attorno alla rete dell’accoglienza) e le parole dell’ineffabile ministro dell’interno Alfano che rassicura sul fatto che non c’è pericolo di infiltrazioni di terroristi dell’ISIS c’è da mettersi le mani nei capelli (non quelli di Alfano che è pelato).

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