italicum fiducia camera

A guardarla da Marte, o per lo meno da un’altra parte del mondo, la vicenda dell’Italicum non è poi tanto diversa da qualsiasi vicenda di un governo di Centrosinistra negli ultimi vent’anni. Che fosse Prodi, o D’Alema, o lo stesso Letta, qualcosa del genere si è verificato sempre; è successo addirittura con i governi tecnici – vedi Monti, sulla legge Fornero – quando il Partito democratico era “soltanto” nella coalizione ma non aveva propri leader a capo dei ministeri. Il modo per uscirne fuori, in casi del genere, è sempre stato la fiducia, e le polemiche non sono mai mancate; figuriamoci ora che si tratta di una materia sensibile come la legge elettorale. Ma questa è la storia, e va raccontata.

La sinistra di governo in Italia è, per natura, friabile: tanto è vero che, nei bilanci alla fine del primo anno di governo Renzi, gli osservatori sottolineavano meravigliati il basso tasso di litigiosità interno. Dovuto, essenzialmente, a due motivi: l’assenza di una coalizione nel vero senso del termine, perché oltre al Pd esistono solo cespuglietti (Alfano compreso) che non hanno scelta, e lo strapotere post-congressuale di Renzi sull’unico interlocutore possibile, ossia il proprio partito. Il segretario avrebbe potuto avere un contraltare serio e autorevole, nei numeri e nei contenuti; ma la corsa a salire sul suo carro, quando si capiva che avrebbe vinto, è stata così massiccia che in pochi sono rimasti a terra. E lo hanno assecondato in tutto, anche nel prendere il posto di quell’Enrico Letta che ora alcuni di loro rimpiangono: uno come lui, questo è certo, la fiducia su una legge elettorale non l’avrebbe mai messa. Per rispetto del Parlamento, direbbero alcuni. Perché non aveva la forza di tirare dritto, ribatterebbero altri.
Il panorama degli ultimi mesi, dentro il Pd, è un po’ cambiato. Da un lato, la luna di miele del governo con gli elettori si sta fisiologicamente esaurendo; dall’altro, un pezzo di sinistra si è ritrovato in una sorta di partito della Nazione che non ha mai scelto, e che i suoi elettori non voterebbero. Così ha ripreso vita la dissidenza interna, convinta della possibilità di un’alleanza alternativa a quella con Alfano e pezzi di Forza Italia, e con l’elezione di Mattarella al Quirinale ha creduto davvero a un cambiamento di linea; la linea è rimasta invece la stessa (il pragmatismo del “votiamo con chi ci sta”) e ora qualche nodo sta venendo al pettine. Ma sono nodi che, secondo Renzi, non si sciolgono: si tagliano di netto, e la fiducia sull’Italicum lo dimostra.
In realtà, lo scontro interno al Partito democratico sulla legge elettorale – destinato a ricomporsi in gran parte, almeno nei numeri – riguarda più la linea che i contenuti: la legge, infatti, è il ritratto del compromesso, non è una conquista epocale della democrazia né un attentato alla Costituzione. In molti l’hanno votata finora, sia a destra che a sinistra, sapendolo benissimo; ma siccome adesso c’è parecchio altro in ballo – la campagna per le Regionali, gli equilibri interni al Pd e nella stessa Forza Italia, l’esigenza di mostrarsi decisi (per Renzi) o di uscire dall’angolo (per il resto del mondo) – si è trasformato il tutto in un referendum sul destino del governo, sulla dignità della politica, sulle sorti del mondo. Mentre invece si sta solo discutendo di una linea, appunto: se cioè sia giusto, pur avendo i numeri per cercare alternative, tenersi Alfano e qualche simpatizzante in Forza Italia o se invece non sia meglio ricominciare da capo, guardando più a sinistra e magari ai Cinquestelle delusi.
Ecco, il nodo dell’Italicum è tutto in questo bivio politico. E si riproporrà, sotto varie forme, anche nei prossimi mesi: il Pd avrà sempre bisogno di alcuni voti oltre ai propri, e con ogni probabilità pioveranno sul Parlamento altre fiducie per tenere a bada il dissenso. A meno che non vinca la tentazione – Mattarella permettendo – di sperimentare subito la nuova legge e di andare alle elezioni anticipate. Teoricamente, con il premio di maggioranza alla lista, Renzi potrebbe addirittura guadagnarci; in pratica, è la vecchia storia della gallina oggi e dell’uovo domani: se il Centrodestra azzeccasse tutte le mosse e il Centrosinistra ne sbagliasse alcune, infatti, il Pd rischierebbe anche di perdere tutto, proprio grazie all’Italicum che sta approvando in questi giorni.

[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]

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5 commenti to “Il nodo dell’Italicum”

  1. FASCISTELLUM scrive:

    IL Partito-Regime che Renzi dirige otterra’,con questa legge voluta dal 30% degli elettori(se si va a fare i conti nel Parlamento),di guidare l’Italia per decenni.E’ la perversione assoluta della democrazia:una legge che coinvolgera’tutti,forse per decenni,votata da una piccola minoranza.Non capisco come mai la sinistra del PD non se ne renda conto e non l’apprezzi:hanno finalmente ottenuto l’avverarsi del sogno del PCI:governare l’Italia per sempre trasformandola in una farsa di democrazia.Poco importa ai suoi elettori che il partito,occupando tutti i centri di potere,imponendo su qualsiasi canale RAI e non(con un paio di eccezioni) le sue detestate facce,che farfugliano i soliti slogan propagandistici in sinistrese,asfissiandoci con Renzi in tutte le salse manco fosse il duce,alleandosi alla finanza internazionale come garante del suo potere e come protettore attraverso i suoi giornali,poco importa dico ai suoi ex elettori trinariciuti che siamo di fronte alla nascita di un regime di destra quanto a politica economica,e di sinistra quanto ad aberrante ideologia.Un mostro,diretto da un individuo limpidamente fascista quanto a faziosita’,prepotenza e protervia.Rinascesse,Peppone si vergognerebbe di come votano i suoi nipoti,Don Camillo si vergognerebbe anche,di Alfano e dei suoi complici.L’Italia politica del 2015 è incomprensibile ai suoi stessi cittadini.Infatti non vanno piu’a votare,avendo perso ogni speranza.A decidere sono i gangsters di Bruxelles,e se per strana combinazione si imponesse una maggioranza alternativa al regime,il giorno dopo si partirebbe con gli arresti:come è sempre successo,con le Procure infiltrate di militanti alla Boccassini ed alla Bruti Liberati:un semidio,costui,fondatore di Magistratura Democratica e principe dell’Ultracasta,che in Italia nessuno osa criticare,nemmeno dopo che si è dimostrata le sua responsabilita’nella sparatoria del tribunale di Milano,privo di controlli.Stando cosi’ le cose,si sta a casa sperando che un ulteriore crollo di Wall Steet non finisca per rivoluzionare non solo l’Italia,ma il mondo intero

  2. cicero tertio scrive:

    Poveri Piddini, non hanno più il bieco nemico visibile di prima cui condurre la guerra di liberazione (vedasi a tal proposito il bellissimo articolo del prof.Bagnai su Goofinomics in occasione della chiusura de L’Unità) e si sono poi fatti fottere da: Monti, Letta e ora dal logorroico Pittibimbo o Bimbominchia che dir si voglia. Ma il discorso vale anche in generale per gli italiani che sperano sempre che arrivi un Messia per tirare avanti la baracca e non si impegnano a capire il disastro che questa classe politica ha combinato negli ultimi due decenni specie con l’adesione alla moneta unica che li impoverirà per le future 7 generazioni.
    Non andare a votare finora era sterile protesta, ora andarci con l’Italicum effettivamente diventa esercizio inutile. L’Italia ritorna espressione geografica con un burattino nelle mani dei poteri forti che fa il bullo in casa e il servo con i suoi padroni stranieri credendo di essere un furbo in un paese di fessi. E non è che abbia tutti i torti.

  3. FASCISTELLUM II,LA VENDETTA scrive:

    Se qualcuno vuole conoscere l’Italia che il prepotentello fascistoide ci prepara dovrebbe(se c’è ancora)leggere l’articolo dell’ECONOMIST sulla Spagna.La Spagna va alla grande:quest’anno crescera’ il doppio della Germania,il quadruplo dell’Italia.Come funziona questa meraviglia lo spiega un blogger spagnolo:grazie alle “riforme” di Rajoy,nel paese iberico si è cacciati a 50 anni dal lavoro per essere sostituiti da giovani disoccupati disperati.A costoro viene imposto un contratto che inizia il Lunedi e finisce il Venerdi.Poi ricomincia il Lunedi.Cosi’ si guadagnano 1000 euro al mese per 11 mesi annui(Agosto,salario mio non ti conosco):salario (dice lo spagnolo)che fino a 5 anni fa in Spagna era considerato da terzo mondo.E’cosi’ che si”cresce”,è cosi’ che si assicura la”stabilita’ e crescita” care a Piercarlo(a proposito,avete notato che Renzi chiama amichevolmente per nome quelli che gli danno insiolenti ordini non trattabili e discutibili?La Merkel è”Angela”,il burattino della finanza mondiale è”Piercarlo”,etc).Renzi ha fretta di concludere con l’Italicum perchè deve riformare profondamente il Paese senza rischio di elezioni perse:alla fine dell’opera avremo la grazia di vivere felici nel Mediterraneo di Hitler,ovvero conosceremo la realizzazione di quel PIANO FUNK che il professor SAVONA denuncia in un libello praticamente introvabile(guarda caso).I terroni ridotti a schiavi,piuttosto che operai,che ingrasseranno la Germania e le sue industrie,le nostre belle spiagge piene di tedeschi e di servizievoli camerieri bruni piegati a 45 gradi a prendere ordini dalla razza padrona.Intanto,dal Colle nessuna parola sul crimine in corso:la salma che Renzi ci ha regalato,fedele esecutrice di ordini sionisti (al Quirinale vale ormai la regola:il burattino sionista segue quello massone che segue quello sionista,e via cosi’),la salma dicevo,non ha parlato per denunciare lo scandalo.Forse era a pranzo assieme a qualcuno della Comunita’ di SEgidio al Portico d’Ottavia(e chissa’ mai chi ha pagato il conto).Un giorno ci sveglieremo per nutrire il cammello(l’ultima auto venduta ad un tedesco per 100 euro),e di questo sappiamo fin d’ora chi rigraziare.

  4. cicero tertio scrive:

    riporto dal sito “Scenari economici” un ottimo articolo che spiega la nuova truffa elettorale del Ducetto:

    Se ce lo avessero raccontato anni fa nessuno ci avrebbe creduto.

    Erroneamente si credeva che la democrazia fosse una conquista ormai acquisita, un punto d’arrivo da cui non era più possible tornare indietro. Evidentemente solo oggi comprendiamo l’errore in cui siamo caduti. Matteo Renzi e la parte del PD che purtroppo lo segue, hanno messo la parola fine alla forma repubblicana del nostro Stato.

    Ovviamente ogni dittatura inizia così. Il golpe si consuma rompendo l’equilibrio tra i tre fondamentali poteri dello Stato ovvero quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario. Talvolta tale rottura avviene con il sangue, altre volte, avviene modificando le leggi che dovevano rendere impossibile tutto questo. In Italia il porcellum ha posto le basi al colpo di Stato. Peraltro trattasi di una tipologia atipica di colpo di Stato poiché in passato chi saliva al potere lo voleva detenere per se stesso. I moderni golpisti (davvero scadenti anche nell’ambizione personale) lavorano invece per conto di terzi, la finanza che controlla UE e gran parte del globo. Ma andiamo con ordine.

    Il porcellum ha inciso negli equilibri istituzionali. Ciò in quanto ha reso il Parlamento un organo composto da meri nominati, ovvero dagli uomini scelti dai partiti formando le liste e non dagli elettori per mezzo delle preferenze, come impone la nostra Costituzione. I nominati, per definizione, sapevano (come sanno oggi) che qualsiasi opposizione alle scelte del partito avrebbe certamente comportato l’esclusione dalle successive elezioni. Senza preferenze individuali il peso dei parlamentari è stato azzerato ed i più hanno purtroppo anteposto la poltrona al rispetto delle proprie idee, con buona pace del divieto del cd. vincolo di mandato. Ovvero quello strumento fondamentale di democrazia che lascia libero il parlamentare eletto di decidere in coscienza su ogni provvedimento, senza subordinazione al partito in cui è stato eletto.

    In più il porcellum garantiva un premio di maggioranza che consentiva alla lista vincente di avere la maggioranza assoluta alla Camera e ciò senza alcuno sbarramento per raggiungerlo. Per il Senato la legge invece prevedeva che la lista o la coalizione che otteneva la maggioranza nella regione ma che, sulla base dei voti effettivamente conseguiti, non avesse comunque ottenuto il 55% dei seggi assegnati, avrebbe in ogni caso avuto diritto al 55% degli stessi.

    Ovviamente il modello costituzionale impone che il voto debba essere libero, diretto, eguale e personale e pertanto la legge elettorale è stata dichiarata incostituzionale con la sentenza n. 1/2014, benché la sentenza risulti palesemente illogica nella parte in cui ha maldestramente trattato gli effetti della pronuncia (clicca qui per un articolo specifico sul tema). La Cassazione, con la successiva pronuncia 8878/14, ha poi rincarato la dose ricordando come in vigenza del porcellum si sia verificata una grave alterazione del sistema di rappresentanza democratica. In sostanza la democrazia è stata sospesa e proprio a democrazia sospesa il governo Renzi ha deciso di superare il porcellum andando oltre e completando la distruzione dell’equilibrio tra poteri dello Stato senza alcun correttivo istituzionale che possa impedire derive autoritarie. Renzi ha infatti abbinato una riforma incostituzionale (fatto indegno se compiuto da un parlamento frutto della violazione della rappresentanza democratica) all’italicum, ovvero la nuova illegittima legge elettorale.

    L’italicum riguarda solo la Camera visto che con la riforma costituzionale il sistema bicamerale viene abolito, rimanendo in vita solo l’assurda figura di un Senato non elettivo e svuotato di poteri legislativi. L’italicum dunque rappresenta la pietra tombale della nostra democrazia.

    Viene confermata la presenza di capilista bloccati e dunque nominati direttamente dai partiti, con buona pace del voto personale e diretto riconosciuto dalla costituzione. Ancora una volta si avrà un numero sostanziale di parlamentari sottoposti surrettiziamente al vincolo di mandato, precisamente uno per ogni collegio elettorale.

    Altresì l’italicum, abbinato allo svuotamento delle funzioni del Senato, consente di porre sempre e comunque un uomo solo al comando visto che prevede che la lista vincitrice della tornata elettorale abbia la maggioranza assoluta in parlamento, maggioranza già acquisibile al primo turno se si supera il 40% delle preferenze oppure ottenibile al ballottaggio successivo anche per un solo voto in più (voto che evidentemente diverrà più eguale degli altri). In ogni caso chi vincerà avrà la maggioranza e potrà controllare anche tutti gli organi istituzionali preposti al bilanciamento ed al controllo dei poteri che la nostra Costituzione prevede. Così il governo del momento potrà imporre le nomine gradite sia in riferimento alla Presidenza della Repubblica che alla Corte Costituzionale ed al CSM, ottenendo ovunque la maggioranza.

    Tutto questo nel nome della falsa necessità di legiferare rapidamente imposta dai mercati finanziari che si sono sostituiti in tutto e per tutto alla sovranità popolare che prevedeva (e prevede ancora) la Costituzione. L’italicum è ovviamente incostituzionale visto che i nominati sono illegittimi a prescindere dal loro numero ed il premio di maggioranza esclude sempre e comunque che il voto di ogni cittadino sia eguale all’altro. Una minoranza potrebbe da oggi governare da sola il paese. Speriamo che la Corte Costituzionale sappia cancellare questa legge, le cause sono già in corso (due sono promosse dallo scrivente in collaborazione all’Avv. Claudio Calvello del foro di Padova) ed altre ne arriveranno, aspettiamo in particolare i grandi giuristi che hanno già affondato il porcellum e che hanno promesso battaglia. Tuttavia la Corte sconta già gli effetti nefasti del porcellum. Vi sono state una serie di nomine volute da chi pedissequamente avvalla le politiche di austerità amate dalla dittatura finanziaria UE per cancellare le sovranità nazionali.

    Facciamo infine un’ultima riflessione. Merita rilievo il fatto che l’italicum sia addirittura una legge elettorale peggiore di due precedenti storici molto famosi (non certo in positivo) ovvero la legge Acerbo del 1923 (legge voluta da Benito Mussolini, dunque non certo un democratico) e la cd. “legge truffa” del 1953. Il confronto con entrambe è impietoso.

    La legge Acerbo, una legge fascista, era più liberale dell’italicum visto che almeno prevedeva le preferenze, benché il partito che avesse superato il 25% dei voti avrebbe eletto tutti i candidati prendendosi i 2/3 della Camera. Dunque una legge fatta per consolidare la dittatura in Italia prevedeva, al contrario dell’abberrante italicum, una soglia per far scattare il premio di maggioranza e le preferenze. Surreale.

    Anche la legge elettorale del 1953, chiamata dagli oppositori con il duro appellativo di “truffa” era decisamente più democratica dell’italicum. Infatti prevedeva che, per ottenere il premio di maggioranza che garantiva il 65% dei seggi alla Camera dei deputati, fosse raggiunto il 50% più uno dei voti validi. Anche la legge “truffa” fu approvata dalla sola maggioranza con tumulti in aula e la dimissione contemporanea dei Presidenti di Camera e Senato, nonché il successivo scioglimento delle camere da parte di Luigi Einaudi. Alle successive elezioni la maggioranza del 50% non fu raggiunta per un soffio e la neonata Repubblica si salvò consentendo all’Italia, senza governi stabili, ma nel pieno rispetto della funzione sovrana del parlamento, di diventare una straordinaria democrazia ed una solida potenza economica.

    Renzi, l’inqualificabile Boschi, ed i membri del PD che hanno votato questa legge hanno eliminato la nostra Repubblica Parlamentare per creare, al suo posto, un Governo che agisca in esecuzione di interessi esterni al Paese ormai ridotto ad un mero protettorato della finanza.

    E tutto questo, alla Procura della Repubblica di Roma continua a sembrare normale…

  5. fasistellum,a volte ritornano scrive:

    Tutto vero,quel che riporta Cicero.Senonchè la democrazia,in Italia,è morta col colpo di Stato di Monti.L’intendenza ha poi seguito,a dirla napoleonicamente.La democrazia sta morendo anche in Grecia:il suo Parlamento eletto democraticamente,esautorato dalle troike.E’ tutto ovvio:il piano di dominazione e colonizzazione,sfruttamento e schiavizzazione della Germania alleata alle lobbies finanziarie sioniste,non poteva certo realizzarsi in democrazia.Quel che sta avvenendo in Europa(e non dimentichiamo la sporca guerra voluta in Ucraina dagli stessi criminali che sognano la fine della liberta’ e della dignita’umana nel Mediterraneo,e che vogliono aggiungervi l’esteuropa)quel che sta avvenendo nel continente,dico,è spaventevole.

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