berlusconi maglia milan

Se c’è un vuoto normativo, ci si può arrangiare con la prassi o con la giurisprudenza. Ma se c’è un vuoto in politica, dice un vecchio proverbio, è destinato a durare pochissimo, perché qualcuno prima o poi lo riempirà. La conferma dell’assoluzione di Berlusconi in appello, da parte della Cassazione, non cambia il panorama politico italiano, ma cambia di nuovo quello di un pezzo del Centrodestra: il vuoto lasciato dall’ex Cavaliere – che non è eterno, ma ha amministrato Forza Italia come se non esistesse un futuro – era troppo grande per essere riempito da una persona sola, e i satrapi del partito si sono rivelati troppo ambiziosi per non approfittarne. Ora è tornato l’imperatore, ma non è detto che il vuoto ci sia ancora: da un lato Fitto e Verdini, dall’altro Salvini, dall’altro ancora lo stesso Renzi.

Il bollettino della guerra interna a Forza Italia viene pubblicato quotidianamente insieme al Mattinale, un notiziario online curato da Brunetta e schierato contro il resto del mondo, che due giorni fa è uscito in un’edizione da collezione. Ha raccontato di un partito balcanizzato, in cui il merito non esiste, ma contano solo le appartenenze e gli amici di Verdini: mazzate sarcastiche a Daniela Santanché (“diventata responsabile della raccolta di fondi del Partito dopo un appalto”), al capo ufficio stampa D’Alessandro (“scelto dopo accurato concorso tra le migliori penne”) e naturalmente allo stesso Parisi (eletto “coordinatore di Forza Italia in Toscana con “una messe di voti”, dopo “un’aspra campagna elettorale di paese in paese”). In assenza di Berlusconi, dicono in sostanza i fedelissimi, siamo finiti nelle mani di altri: meglio allora essere comandati dall’originale che da copie nemmeno somiglianti.
Ma il vuoto, si diceva, in politica non esiste, e non è solo una questione di equilibri interni a Forza Italia: perché Berlusconi, negli ultimi vent’anni, ha interpretato parecchi ruoli, e – come a volte accade ai calciatori, vittime di un infortunio pesante – al momento del suo ritorno in campo trova un o più giovane, e fisicamente più a posto, che gli ha rubato la maglia. Per riassumere e semplificare: Renzi si è portato via il centrocampo della vecchia area democristiana, di quella maggioranza silenziosa che tante elezioni ha deciso nei decenni di storia repubblicana; Salvini gli ha ormai rubato l’attacco, con posizioni populiste ai limiti del qualunquismo (le più care a Silvio in campagna elettorale); Verdini e Fitto gli stanno scippando la difesa, ossia il controllo di quel voto strutturato che – soprattutto in certe aree del Paese, come la vicenda campana dimostra da anni – costituisce una base irrinunciabile per continuare a sopravvivere anche se il mondo, nel frattempo, crollasse.
Il problema, dunque, non è se Berlusconi sia di nuovo in campo oppure no, ma se – e in che modo, e in quale ruolo – riesca a recuperare una maglia da titolare, in un panorama politico che invecchia molto rapidamente e che negli ultimi anni ha lasciato per strada diversi protagonisti della seconda Repubblica. Non ci sono più Di Pietro, D’Alema, Bossi, Dini, Bertinotti, lo stesso Fini; probabilmente non c’è più nemmeno Prodi, e gli stessi Casini e Veltroni sembrerebbero più destinati a ruoli istituzionali che non a un protagonismo attivo nella battaglia politica.
Quale spazio rimane, allora, all’ex Cavaliere, se davvero deciderà di riprendere a tempo pieno il mestiere degli ultimi vent’anni? La risposta razionale pare abbastanza scontata: nessuno, o al massimo qualche briciola. Per evitare di finire la carriera da comparsa, o da macchietta, gli converrebbe molto di più controllare le aziende di famiglia – come del resto ha fatto negli ultimi mesi – e ritagliarsi un ruolo da king maker (cosa che invece non gli è mai riuscita, un po’ per mancanza di quid tra i suoi e un po’ per la convinzione di essere insostituibile). Ma il tipo in questione non è esattamente un monumento alla razionalità, né lo è mai stato: altrimenti non avrebbe imbottito il suo Milan di trequartisti e seconde punte senza preoccuparsi di difesa e centrocampo.

[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]

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3 commenti to “Il leader senza maglia”

  1. cicero tertio scrive:

    Faceva contemporaneamente il Presidente del Consiglio, il presidente del Milan e di notte le ore piccole in lieta compagnia …con i relativi risultati. Davvero non mi manca questo personaggio millantatore e contaballe seriale; si presentò come l’Imprenditore capace contro il teatrino della politica e invece recitava farse e avanspettacoli, negava quello che aveva appena affermato cinque minuti prima, durante il suo lungo potere ha fatto danni immensi al paese per come lo ha (s)governato: in economia crescita zero per anni e anni, però le sue aziende e il suo patrimonio la crescita l’hanno vista eccome. Si è circondato da amcizie più che discutibili affaristi e faccendieri e talora di bassa lega che lo ricattavano anche, faceva eleggere i suoi favoriti o meglio favorite scelte non per la competenza ma per la conturbanza , ha disonorato l’Italia per l’immagine che ne ha dato con i suoi vizi, potrei continuare… E ora questo sarcofago resuscitato da un’assoluzione discutibile (stanno venendo fuori sempre nuovi particolari su come comprava il silenzio) vuole ancora ripresentarsi in politica? Ci sono ancora gonzi che credono alle sue balle? scommetto che farà la campagna elettorale alla Vanna Marchi promettendo di azzerare le tasse anche ai cani e per il livello culturale del paese una certa percentuale potrebbe ancora prenderla. Certo il confronto con chi è venuto dopo di lui come Monti e Letta giocherebbe a suo favore: con Renzi è più difficile dato che come contaballe l’allievo ha superato il maestro: Ma tant’è, “vulgus vult decipi”.

  2. standard yet poor scrive:

    Giustizia vorrebbe che si parlasse anche della politica estera di Berlusconi,del resuscitato NATO RUSSIA COUNCIL,dell’amicizia con Gheddafi e Putin,della partecipazione alla IRAQI COALITION,della ferma reazione alla strage di Nassirya:tutte cose che hanno dato maledettamente fastidio a coloro che a tempo debito assassinarono fisicamente Enrico Mattei,e politicamente hanno assassinato lui.Cosi’,messi in moto i burattini francosionisti delle Procure,lo si è accusato di ogni crimine tranne l’abigeato.Gli stessi crimini imputati recentemente a Janukowitch in Ucraina per potere scatenare la guerra civile in quel Paese,ed utilizzarlo come strumento per rovesciare Putin,e come area di sfruttamento e colonizzazione per procurare succosi profitti a multinazionali tedesche e detentori sionisti di pacchetti azionari.Berlusconi ha purtroppo seguito una triste parabola:da orgoglioso padre di famiglia a puttaniere ed a compagno di una lesbica che pretende di fargli da maitre a penser,nonchè padrone orgoglioso di un mostriciattolo vocato all’inseguimento di palline da tennis(“ha l’intelligenza di un bambino”,senonchè da anni nei dipartimenti di Cibernetica si creano robot capaci fare fare meglio).Illudersi che Renzie
    raddrizzera’ l’Italia,ed abbandonarsi ad un non nascosto odio per il Berlusca,significa non avere capito di non avere ancora visto niente,del paese di merda dove viviamo.Se con Berlusconi avevamo una disoccupazione all’8,6% ed ora è al 13,se in arrivo sono tasse per 72 MILIARDI,cio’ vuol dire che col Berlusca non avevamo toccato il fondo.La differenza sta nel fatto che il regime renziano mente sapendo di mentire,ma copre le sue menzogne con una propaganda di stile sovietico.Nessuna procura lo arrestera’,visto che dalle Procure,di fatto,è stato eletto,oltre che dai soliti trinariciuti che votano per il partito anche se nel frattempo,alla chetichella,si è trasformato in referente della turbofinanza sionista.Cosi’continuiamo a sentir parlare di”stabilita'” che vuol dire tasse,e di “crescita” che vuol dire recessione,mentre il bulletto inaugura nuove aziende che altro non sono che il rimasuglio di altre decotte.I carri armati di Mussolini e la propaganda sovietica.Questo è Renzi.I risultati non mancheranno:essere orgogliosamente amico di chi sta assassinando la Grecia,sentirsi dire da Landini che con i diritti dei lavoratori sta morendo anche la democrazia in Europa,assistere indifferente alla violazione della dignita’ e della sovranita’ del popolo greco gli fa credere di essere in una botte di ferro,dalla parte dei vincenti.Ma cavalcare la tigre non è mai servito a nessun domatore da quattro soldi.Quel che è peggio,è che con lui andremo a rotoli anche noi.Renzi intanto,avra’fatto carriera in qualcuna delle istituzioni internazionali che ci vogliono rovinare.

  3. cicero tertio scrive:

    Berlusconi dei meriti li ha amche avuti, non è tutto negativo il suo periodo, ma mi ha deluso profondamente quando si è lasciato deporre con disarmante inerzia dal complotto internazionale che è stato ordito contro il nostro paese e già prima aveva soggiaciuto con Tremonti al ricatto della famosa lettera dell’estate 2011 da parte dei poteri europei (leggi tedeschi) in cui ci chiedevano i primi giri di vite, cosa che assecondò. C’è una foto in cui sorridente consegnava la campanella a simbolo del passaggio di potere a Monti che poi appoggiò in Parlamento per diversi mesi. Allora, o non aveva capito niente del golpe che era stato organizzato contro il nostro paese, e questo è grave perchè denota una sua mancanza di competenza o era connivente. Avrebbe invece dovuto gridare alla sospensione della democrazia e al torto subito per essere stato esautorato non per volere di un voto di sfiducia ma per un’imposizione esterna, la pugnalata dello spread. Non capi? L’ipotesi che io ho sempre sostentuto, è che che accettasse di lasciare temporaneamente credendo che Monti in qualche modo rimettesse le cose a posto per poi poter tornare sulla scena. Quindi era un calcolo opportunistico il suo, ma molto miope non avendo capito cosa Monti rappresentava e ancor più poi votando i suoi criminali provvedimenti economici. Ebbi la conferma che a lui interressava solo sè stesso ed i suoi interessi. Quanto alla sua politica estera, ugualmente mi deluse profondamente: dopo aver cercato servilente la benevolenza di un ex-terrorista come Gheddafi e addirittura fatto un trattato di amicizia e collaborazione militare con la Libia, subì passivamente ed assecondò l’altro criminale Sarkozi che ci voleva fregare il petrolio dell’ENI e mise a disposizione le nostri basi in Sicilia per i bombardamenti della NATO a cui pure noi partecipammo. Quanto a Putin mi sono sempre chiesto, senza darmi una risposta, cosa vedesse di meraviglioso in Berlusconi. In un’intervista disse che vedeva in lui un”uomo sincero e leale” (sic) ! Probabilmente vale il detto “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” ma certo Putin mi sembra che abbia ben altri attributi.
    Quanto alle sue persecuzioni giudiziarie è vero che un accanimento c’è stato, anche i 7 anni che gli diedero per le sue vicende notturne sono uno sproposito in un paese dove delitti ben maggiori hanno pene ben minori ma che non avesse i suoi conflitti d’interesse è innegabile anche se molto meno di chi è venuto dopo di lui per far interessi altrui.
    Non è che io abbia dell’odio per Berlusconi che non mi faccia capire chi è Renzi, ben peggio di lui per spegiudicatezza ed immoralità, servo della Merkel, un invasato che si crede un genio, lasciamo poi valutare la sua ideologia ai trinariciuti del Partito della Distruzione che devono subirselo, ma tanto non è affar mio, ben gli sta. L’Unità intitolò la pagina di frontespizio con la scritta “LIBERAZIONE” sopra la bandiera italiana quando Berlusconi fu deposto. Loro si che sprizzavano odio da tutte le parti e ora sono falliti, ringrazino Monti, pure a loro ben gli sta. Se poi ora andiamo ben peggio economicamente di quando c’era lui è dovuto anche al suo appoggio al governo Monti di cui ha avvallato lo sciagurato operato senza essersi saputo opporre per le ragioni sopra esposte.
    Quello che rimprovero a Berlusconi è di aver tradito i valori della destra e di chi di quella parte aveva creduto in lui, l’imprenditore capace… nulla a che fare con quella seria tradizione di destra di Einaudi,lui è stato solo un cialtrone. Ho già detto in passato che lui e Forza Italia non erano destra, era solo peronismo con Ruby al posto di Evita.
    Le sue ultime vicende personali poi non fanno che dimostrare il suo definitivo declino. Cosa abbia ancora da raccontare e vedere quanto pervicacemente sia ancora attaccato a voler cavalcare la scena è solo penoso.
    Con lui l’Italia ha cominciato il suo declino ora putroppo irreversibile.

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