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Mattarella ha ripetuto il concetto due volte: prima nel discorso in Parlamento, poi nella cerimonia al Quirinale. Perché restasse ben chiaro, e perché lo ritiene una priorità assoluta: riavvicinare le istituzioni al popolo, scendere dal Palazzo e andare tra la gente. Un po’ come Gronchi, che nel 1955 sentiva una grande responsabilità (“mai la più alta istituzione della Repubblica è stata così vicina all’anima popolare”), e come Cossiga, che trent’anni dopo indicò “la misura della gente comune” come il “punto di riferimento” del proprio mandato.

C’era passato anche Scalfaro, in un momento difficilissimo: era il 1992, e Tangentopoli stava segnando il distacco definitivo tra politica e cittadini. Reagì, nel suo discorso d’insediamento, prendendosela con i professoroni e con la stampa, rei di attaccare indiscriminatamente le istituzioni e di buttare il bambino con l’acqua sporca. Mattarella invece l’ha fatto alla sua maniera: parlando, cioè, ad altezza d’uomo. Citando pezzi di vita quotidiana, per esempio, e facendo nomi e cognomi: alcuni noti, altri molto meno, tanto da gelare l’Aula di Montecitorio e costringere i giornalisti ad andare di corsa su Google.
Puoi parlare di terrorismo in vari modi: partendo dagli equilibri geopolitici internazionali, dalla distribuzione delle risorse energetiche, dal fanatismo religioso. Oppure puoi farlo raccontando la storia di “un nostro bambino, un bambino italiano” di due anni, che oggi sarebbe un uomo di 35, se un attentato non lo avesse ucciso all’uscita della sinagoga di Roma sabato 9 ottobre 1982. Mattarella pronuncia quel nome in Aula, Stefano Taché, e non si sente volare una mosca: sparito dalle cronache e dimenticato da tutti, misteriosamente mai incluso nella lista delle vittime del terrorismo, è tornato vivo e da ieri ha il posto che merita nella memoria collettiva.
C’è il piccolo Stefano e c’è Paolo Dall’Oglio, nel discorso del nuovo presidente: il gesuita romano vissuto nel nome del dialogo in Siria e sparito ormai da un anno e mezzo, sequestrato a Raqqa da un gruppo di estremisti islamici mentre si adoperava per la pace. Nemmeno la Farnesina sa dire oggi, con certezza, se sia vivo o morto. Ma è certamente vivo nel cuore del nuovo presidente della Repubblica, che lo ha citato insieme ad altri due italiani di cui si sono perse le tracce: il cooperante palermitano Giovanni Lo Porto, rapito tre anni fa al confine tra Afghanistan e Pakistan mentre lavorava per una ong tedesca, e il chirurgo catanese Ignazio Scaravilli, irreperibile dal 6 gennaio scorso in Libia, dove si era trasferito per prestare aiuto a un ospedale di Tripoli. Tre storie ad altezza d’uomo, appunto, che come milioni di altre – più o meno note – raccontano un pezzo d’Italia viva, come invece troppe volte le istituzioni non riescono ad essere.
Ecco allora i riferimenti concreti di Mattarella all’Italia quotidiana: alle nuove tecnologie che la pubblica amministrazione dovrà necessariamente adottare, per semplificare la vita dei cittadini; al divario digitale, perché la rete non è più una riserva indiana per ragazzini e smanettoni; alle scuole che cadono a pezzi, all’evasione fiscale nel piccolo e nel grande, ai diritti del malato di avere una sanità all’altezza delle proprie tasse, all’impossibilità di ottenere giustizia perché la certezza del diritto non abita qui. Cose che ognuno di noi pensa, e per le quali soffre: ascoltarle da un presidente della Repubblica, come priorità del settennato, ti aiuta a sentirti meno marziano e più cittadino.
Poi, certo, ci sono anche le citazioni che fanno notizia. I due marò, per esempio, richiesti a gran voce dalla destra e diventati ormai una questione di orgoglio nazionale. E naturalmente i giudici Falcone e Borsellino, che il capo dello Stato annovera tra gli eroi: potrebbe farlo anche per suo fratello, Piersanti, che invece non nomina per riservatezza e pudore. Ma anche sulla lotta alla mafia – il passaggio forse più toccante – il nuovo presidente riesce a non cadere nella tentazione dei santini, spiegando che la battaglia si vince con “una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci”. Perché l’Italia di Mattarella, questo è apparso chiaro, sarà un Paese che prova a farcela insieme.

[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]

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2 commenti to “Altezza d’uomo”

  1. standard&rich scrive:

    Ma si,proviamo a farcela insieme.Le prospettive sono allettanti:ieri,l’associazione a delinquere altresi denominata “Governo Tedesco” ha spiegato con la consueta diplomazia ai Greci che devono morire di fame:cosi’ si decide lassu’ dove si puote cio’ che si vuole,e piu’ non dimandare.Renzi? Renzi ha parlato chiaro,questa volta:i greci si fottano ed obbediscano alla BCE.Ho l’impressione che qualcuno in Italia non abbia capito che succede,che significa la guerra in Ucraina scatenata dai servizi tedeschi e da Misteriose entita’ che hanno pagato gli occupanti di Piazza Maidan.E che l’Italia del buffoncello subira’altre decisioni contrarie agli interessi nazionali,com’è da sempre nella tradizione DC codarda e vile.Che non consistono certo nello sfidare Putin,il quale va rovesciato per lasciare spazio alla versione russa del PARTITO DI REPUBBLICA,ovvero del NYTIMES,ovvero del FIGARO,LEMONDE,LES ECHOS.Ci avevano provato con YUKOS,ma Putin lo mise in galera.Quell’ infame assassino fondo’ un’aziendina che possedeva mezza Russia con denaro di sospetta(diciamo sionistica) provenienza.Putin lo fermo’e cosi’ divento’ nemico dell’Umanita’,da rovesciare.E poi c’è quel succoso frutto che è l’Ucraina,paese di 50 MILIONI di abitante da inserire nella UE per scatenare il crollo dei salari in tutta Europa.Che goduria,per le aziende tedesche e per i fondi di investimento.Come BLACKSTONE,che a Livorno sta licenziando 429 operai di altissima competenza e professionalita’,ammessa dalla stessa TRW(l’azienda in questione) per trasferirsi in Polonia e nella Spagna del Mario Monti spagnolo,Rajoy.Informa MASSIMO GAGGI a PAGINA UNO del suo libro VALANGA,che il proprietario del fondo,per il suo compleanno,ha organizzato a NYCITY un party da 3MILIONI DI $,e possiede un salvadanaio con dentro 8MILIARDI.Si chiama SCHWARZMAN ed è figlio,dice Gaggi,di “ebrei trasferitisi in America dalla Germania) per sfuggire all’olocausto.Sono questi,gli “ivestitori che Reanzi vuole attrarre in Italia.Ed a proposito di Tachè,ci risiamo,con i messaggi subliminali.A che serve averlo tirato fuori da un passato di 30 anni senza nominare i CADUTI DI NASSIRYA,molti poco piu’ che bimbi?Serve a mandare un amichevole messaggio a coloro dai quali la MARGHERITA,con la benedizione di papauoitiua,è stata fondata.L’Italia di Renzi,in poche parole,si prepara a diventare una succursale gollista sionista.Ed i criptonazisti di Berlino sono incazzati,e la loro stampa insulta l’Italia.Con queste prospettive di guerra in Ucraina,di disperazione in Grecia,con questi venti di fame e di guerra,noi eleggiamo un tartufo belante,che quando dovra’ prendere decisioni vedra’ di non contraddire le amicizie di Renzi e della sua squadretta:la Serracchiani,(L’orfanella),la Madia(Crème glacè,che sin dall’inizio ha capito che se ami il gelato e se studi al CHATEAUBRIAND,una carriera nel PD non te la nega nessuno),e la “Secchiona” Maria Elena,(se fossi in lei,starei attenta a certe battute renziane,che nel carattere protervo del personaggio non sembrano per nulla amichevoli).Dunque,un bell'”All together” in fila dietro a Mattarella.La Storia,quella vera,circola sulla complanare,lontano dal mesto corteo di questo lacrimevole presidente.Chi sono,quelli?,chiedera’ qualcuno che conta.L’Italia,rispondera’ qualcunaltro.Beh,L’Italia si fotta,come disse Nixon anni fa mentre i suoi soldati morivano in Vietnam e Moravia organizzava cortei antiamericani che sfilavano sotto l’elicottero AIR FORCE ONE che sorvolava Roma.Lo ripeteranno:sono i corsi e ricorsi dei quali si è vittima,se non si è protagonisti.Ma protagonisti con un DC al Quirinale?Non scherziamo,perdio!.La vita è una cosa seria,per gli uomini come per le Nazioni.

  2. cicero tertio scrive:

    Aggiungiamo che nel disinteresse generale l’ISIS sta conquistando la Libia destabilizzata a suo tempo da Sarkozi e Cameron per fregarci il petrolio dell’ENI e che ha annunciato che vuole sparare missili su Roma.
    Intanto la Mogherini in nome dei nostri alti valori europei condanna l’esecuzione per ritorsione da parte della Giordania della terrorista che non riuscì a farsi esplodere assieme i suoi pari che fecero a suo tempo 50 morti, dimenticandosi che quelli dell’ISIS possono capire solo la legge del taglione.
    E sempre in nome di questi alti valori noi consentiamo a far entrare nel paese, anzi andiamo a prendere con le navi indistintamente gente (dopo che magari altri nostri alleati hanno destabilizzato i loro paesi per i loro esclusivi interessi) tra cui si nascondono con forte probabilità terrosisti islamici. Il tutto a nostre spese mentre le politiche economiche di questa Europa degli egoismi nazionali e dell’euro consentono di mandare nella disperazione e spingere al suicidio la nostra gente che ha perso il lavoro e la dignità, cosa di cui ben poco si parla, di sicuro non quelli che hanno applaudito 42 volte l’altro giorno le solite vuote frasi retoriche di un’ ombra che cammina.

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