primarie pd liguria

Un bagno di folla o un bagno di sangue: tranne che in rare occasioni, le primarie del Pd non hanno mai conosciuto mezze misure. Fin al 2007, infatti, hanno dato il meglio di sé quando contavano di meno: quando il risultato, cioè, non era seriamente in discussione e dunque servivano soltanto a legittimare il candidato forte e a riconquistare la scena politica con una grande mobilitazione popolare. In caso di battaglia serrata, invece, si è visto di tutto: tanto che ora – con il dossier Liguria portato da Cofferati sul tavolo della Procura – la tentazione forte è quella di lasciar perdere. Che sarebbe uno schiaffo all’idea stessa di Partito democratico e al suo statuto.

Oggi o domani, dicono gli informati, si dovrebbero decidere le sorti delle primarie in Campania, a campagna elettorale ormai in corso. Il passato non incoraggia: alle Regionali 2010 non si tennero per mancanza di candidati nel post-Bassolino; alle Comunali 2011 finirono annullate (e poi insabbiate definitivamente, perché il comitato dei garanti si sciolse senza emettere un verdetto) e oggetto di indagini, anche dell’antimafia; persino quelle dell’anno scorso per scegliere il segretario regionale si sono chiuse con l’occupazione della sede da parte dello sconfitto, che ha denunciato brogli. Ogni volta è un trauma, e ogni volta si cerca di aggirare l’ostacolo cercando disperatamente un candidato unitario (che stavolta sarebbe Migliore): non per paura di contarsi, quanto per paura di non riuscire a garantire la validità della conta stessa.
La battuta che gira da tempo, nei corridoi del Nazareno, è che le preferenze avranno pure moltissimi difetti, ma le primarie ne hanno due in più: l’assenza delle forze dell’ordine all’entrata dei seggi e quella del ministero dell’Interno al momento dello spoglio. Si riconosce, in sostanza, che una buonissima idea a volte non è sufficiente, se non sei in grado di metterla in pratica. E questo Pd, oggettivamente, non è ancora in grado di evitare che la festa della democrazia interna si trasformi in una guerra di bande, nella quale tutto è lecito pur di vincere: brogli, voti comprati, accordi con avversari politici di altri schieramenti – da ricompensare poi in futuro – perché mandino le proprie truppe. Il risultato – commentava in Transatlantico un deputato non renziano, scherzando ma non troppo – è che “oggi un ristorante cinese rischia di contare più di un circolo di iscritti”: metafora magari non raffinatissima, che ha poco a che vedere con il voto consapevole di molti immigrati, ma che fotografa bene i dubbi diffusi all’interno del partito.
Non sono dubbi di ora, di Cofferati e degli sconfitti della Liguria: già nel 2009, quando si candidò alla segreteria del Pd, Bersani aveva inserito nella sua mozione la proposta di istituire un albo degli elettori, separato da quello degli iscritti ma comunque pubblico. Pur contando sulla maggioranza dell’assemblea nazionale, però, non ebbe mai i numeri per modificare lo statuto, perché anche tra i suoi sostenitori c’era scetticismo sull’idea della registrazione, che – eliminando la privacy  – avrebbe potuto limitare la partecipazione al voto. Poi arrivò il reggente Epifani, e in una direzione nazionale il tema venne riproposto dallo stesso Franceschini, all’epoca non ancora sostenitore di Renzi: chiese che il segretario venisse eletto solo dagli iscritti, ma i tre candidati obiettarono che le consultazioni dovessero essere aperte.
Ora, con il nuovo corso renziano, un’inversione di rotta diventa improbabile: l’attuale segretario si è infatti battuto sempre per allargare il più possibile la platea dei partecipanti, con l’obiettivo dichiarato di cercare voti nell’altro schieramento e con la convinzione che solo chi ruba elettori al Centrodestra vince le elezioni vere. Ma il confine tra il voto d’opinione, sottratto all’avversario, e quello organizzato, preso solo in prestito o addirittura comprato, è piuttosto labile, e il rischio di inquinamento altissimo: il primo partito d’Italia ha oggi il dovere di dire se è in grado di controllare le primarie meglio di quanto non gli sia riuscito finora oppure se, per impotenza, si arrende e rimette il sogno nel cassetto. L’unica cosa che non gli è concessa, e che invece ha fatto già, è derubricare il caos in Liguria a una questione locale.

[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]

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3 commenti to “Bandiera bianca?”

  1. Sabino scrive:

    Spero che in Campania vada tutto liscio. Ma perché non si fanno votare solo gli iscritti? o al massimo gli iscritti dei partiti del Centrosinistra? se ci sono candidati di più partiti, in un unico seggio, con liste alla mano, ogni partito spunta i suoi iscritti, e cosi “levammo o burdello a miezo” ( eliminiamo la confusione). Ricordiamoci che gli italiani, in momenti di crisi, per due euro votano pure il loro salumiere. Qualcuno dirà che poi ci saranno imbrogli per le iscrizioni. Un partito “maturo” deve avere i suoi dirigenti “maturi”, dal segretario di sezione al direttivo. Se questo non è, il PD non è pronto per le primarie. Non vuol dire arrendersi, ma prendere atto che i dirigenti locali del PD non sono maturi e consapevoli dello “strumento” di democrazia che malamente gestiscono.
    Sabino

  2. cicero tertio scrive:

    Quanto Sabino dice è il minimo del buonsenso ma a quanto pare tale parola è sconosciuta nel Partito della Distruzione che spero si autodistrugga definitivamente molto presto per il bene della nazione. Far votare altri estranei ai tesserati di un partito è come se alla mia assemblea condominiale ci fossero a decidere anche i condomini del palazzo accanto…. è incredibile… già ma se poi sono zingari, cinesi, rumeni comprati con qualche euro nelle varie”primarie” (ma poi che stupido nome scimiottato dagli americani) da parte di personaggi mezze-tacche arrivisti e spregiudicati è una bella furbata vero ? semplicemente vergognoso e squallido oltre indicativo del concetto che costoro hanno di democrazia!.
    E pensare che ora questo partito è chiamato a fornire il nuovo presidente della repubblica: circolano i nomi di Prodi, (quello del buco dell’IRI e dell’entrata nell’euro), Amato (quello che mise le mani nei conti correnti degli italiani), Veltroni (noto esperto cinematografico), Fassino (quello che disse “abbiamo una banca?”).
    La loro posizione raggiunta deriva da precedenti “democratiche” primarie o dal fatto che “ciascuno raggiunge la sua posizione inversamente al suo livello di competenza”?”ì
    E che ne pensano i cinesi, zingari, rumeni… ? anzi facciamoli votare anche loro nell’emiciclo della Camera riunita in seduta congiunta, un po’ più di democrazia, suvvia !

  3. standard &rich scrive:

    Il primo partito d’Italia?Ma è un partito quello che ha le mani su
    Presidenza della Repubblica
    Presidenza del Senato
    Presidenza del Consiglio
    Presidenza della Corte Costituzionale
    Migliaia di Comuni e province
    tutte le Regioni tranne DUE
    le case editrici ed i premi letterari,mediante i quali manipola la cultura letteraria,e ricatta gli scrittori non allineati
    i registi ed attori schierati mediante i quali manipola la cultura cinematografica
    quella nuova fabbrica di asini colti di partito che è la Scuola Normale di Pisa
    la magistratura
    i ladri di regime che la magistratura dovrebbe avere arrestato(visto che siamo in Campania nominiamo Bassolino)
    la Chiesa di regime dei DonMazzi,Don Ciotti,Comunita’ di Sant’Egidio
    Il festival di San Remo
    i Giornaloni
    la gran parte delle tv
    il piu’ importante sindacato
    una grossa parte della Confindustria
    il rettorato di infinite Universita’
    infiniti professori di ogni materia e facolta’,tranne Giurisprudenza
    l’amicizia della Comunita’ Ebraica,e dunque
    I principali banchieri
    i principali ministeri,inclusi quelli altamente strategici di Esteri e Difesa
    Ho dimenticato qualcosa? Probabile.Probabile che Kim Il Sung si vergognerebbe,di controllare tutta sta roba.

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