berlusconi monti crisi

Dicono gli esperti che il déjà vu sia un’alterazione dei ricordi: lì per lì hai l’impressione di vivere una scena che hai già vissuto, o almeno sognato, ma poi – se vai nei dettagli – il ricordo fa acqua da più parti. Non ti ricordi quando, né dove, né sapresti aggiungere particolari: ti resta solo una memoria che di fatto memoria non è, e che gli scienziati definiscono paramnesia. Ma per fortuna c’è Google, che in certi casi ti dà una mano a ricordare meglio.

Fine ottobre 2012, governo Monti in fase calante. Si è varata una manovra, la base di Pd e Pdl è sempre più insofferente, qualcuno strizza l’occhiolino al “no Monti day” organizzato a Roma da sigle sindacali e studentesche. Il tribunale di Milano condanna Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione per frode fiscale a conclusione del processo Mediaset, con interdizione di 5 anni dai pubblici uffici: una pena più dura di quella richiesta dall’accusa. Il leader Pdl parla di condanna “politica, incredibile e intollerabile”, da “Paese barbaro e incivile”, e cambia immediatamente strategia politica: le primarie Pdl, annunciate pochi giorni prima per il 16 dicembre, vengono annullate; Berlusconi, che si dice “costretto a restare in campo”, pensa ormai alle elezioni.
In realtà, la tattica preferita sarebbe un’altra: sparare il più possibile contro il governo in carica, scaricando le colpe sul Pd, e tenerlo in vita fingendo di non farne parte. A novembre è un crescendo di distinguo contro Monti e crescono le astensioni sui provvedimenti in esame, finché il 6 dicembre, alla Camera, Alfano verserà la goccia che farà traboccare il vaso: “Consideriamo conclusa l’esperienza di questo governo”.
Ma già a novembre si capisce che la grande coalizione ha i giorni contati: il voto anticipato è ormai certo, si tratta solo di stabilire il come e il quando. Più che altro il quando, perché sul come gli addetti ai lavori non hanno dubbi: si voterà con il Porcellum. Nonostante i mesi di discussione in Commissione Affari Costituzionali del Senato per far finta di cambiarlo, nonostante le mille dichiarazioni d’intenti a favore di telecamera da una parte e dall’altra, nonostante gli appelli di Napolitano e le proteste anche eclatanti, come il lungo sciopero della fame del democratico Giachetti. Che negli ultimi sei mesi del 2012 parla apertamente di melina del Pd, e che oggi – guarda caso – ripete quasi alla lettera le denunce di allora: la decisione di iniziare la discussione della legge elettorale dal Senato, dove c’è una maggioranza più debole, conferma a suo parere la volontà di non cambiare nulla o di apportare, al massimo, qualche modifica marginale.
Ma non è questo, naturalmente, l’unico déjà vu di oggi. C’è un governo di unità nazionale, fortemente voluto da Napolitano ma poco tollerato dalla base dei due principali partiti, che sembra aver finito in fretta la luna di miele; c’è un Pdl che cerca spazio politico nei distinguo – dall’Imu all’Iva – e che alza sempre più l’asticella (l’ultimo gradino sarà la non decadenza del suo leader?), sapendo che prima o poi si andrà a sbattere; c’è Berlusconi reduce da una condanna, stavolta definitiva, e con una prospettiva elettorale che gli pare l’unica (seppur parziale) uscita di sicurezza.
C’è poi un Pd diviso, proiettato verso il congresso, che dovrà restare unito per interesse e magari imparare dagli errori precedenti se non vorrà sbagliare un altro rigore a porta vuota. Chissà se i dirigenti democratici credono ai déjà vu o se li considerano, anche loro, anomalie della memoria, ricordi di fatti mai avvenuti.

[Ho scritto questo articolo per alcuni giornali del Gruppo Espresso: Corriere delle Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Reggio, Il Centro, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, Il Tirreno, La Città – Quotidiano di Salerno e Provincia, La Nuova Ferrara, Libertà di Piacenza, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Tribuna di Treviso, Messaggero Veneto, Nuova Gazzetta di Modena]

Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Un commento to “Déjà vu”

  1. giorgio scrive:

    Quale potrebbe essere la prospettiva diversa per uscire dalla spirale di interessi particolari di Berlusconi? Come avere una destra ed una sinistra moderne ed europee?

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 2 + 7 ?
Please leave these two fields as-is: