Premetto che gli spot elettorali del Pd, usciti ieri, mi sono piaciuti: molto per l’idea stessa che c’è dietro, un po’ perché parlano anche di me, che al pontile di Ostia beach sono cresciuto (spot del bacio) e che ho provato due volte l’attesa di un figlio (spot del parto). Premesso questo, dicevo, mi sono venute in mente alcune riflessioni a margine, forse senza filo logico: se ne avete altre, mi piacerebbe sentirle.

  1. Le elezioni non sono una scelta tra leader di partito, tra dirigenti politici (negli spot manca appositamente un riferimento che sia uno al Pd e allo stesso Bersani, che pure è il candidato alla presidenza del Consiglio), ma tra idee dell’Italia. Puoi pensare, ad esempio, che lo Stato debba avere un ruolo in quelle due storie apparentemente private (il bacio e il parto), oppure che debba tenersene al di fuori. Naturalmente è una scelta fatta di mille sfumature, che però rende molto più concreto – e vero – il dibattito politico, apparentemente confinato agli slogan televisivi o al possibile impatto dell’acquisto di Balotelli.
  2. Per il Pd, il ruolo dello Stato non è indifferente rispetto al futuro di quella relazione affettiva tra due ragazzi (a cominciare dal suo riconoscimento, dai diritti-doveri che si instaurano, per finire alle politiche di sostegno alla famiglia) e nemmeno rispetto alla vita appena nata. Essendo una bambina, poi, si apre la questione delle pari opportunità, che richiede anch’essa un intervento pubblico. In sostanza, lo Stato è come quel bastone che si mette accanto agli alberelli appena piantati, perché vengano su dritti: non è l’albero stesso, non lo sostituisce, ma è necessario per stargli accanto e dargli forza. Il dibattito attuale offre anche qui parecchie sfumature: da chi vede quel bastone come un’intrusione (il liberismo puro) a chi confonde il bastone con il tronco dell’albero (un certo approccio ideologico ai beni comuni).
  3. Lo spot del bacio mi ha fatto tornare in mente diverse cose: la prima è che, purtroppo, le relazioni affettive oggi non sono sempre legate a un progetto di vita (come invece appare dai due ragazzi sul pontile). È un problema di precarietà di vita e di sentimenti: quel “per sempre” che ai nostri nonni sembrava naturale, perché spesso era “per sempre” anche il loro primo lavoro, oggi è sparito; il “finché morte non ci separi” è diventato “finché vita non ci separi”. La seconda riflessione istintiva su quei due ragazzi del pontile è che, nelle circostanze attuali, possono farcela solo se hanno una famiglia generosa alle spalle: se i genitori li aiutano a comprare casa, a crescere i bimbi (la conciliazione dei tempi casa-lavoro è uno dei drammi irrisolti), talvolta anche a fare la spesa (perché due ministipendi, da soli, possono non bastare). In attesa delle politiche a favore di famiglia, insomma, andiamo avanti con l’autogestione.
  4. Nello spot del parto, il papà sta in sala d’aspetto, con un mazzo di fiori. Io glielo farei ingoiare, quel mazzo di fiori, perché secondo me il papà deve stare dentro, accanto alla mamma. Il dolore, purtroppo, è solo della donna, ma il parto è di entrambi. Le nascite di Mattia e di Assia sono stati i momenti più belli della mia vita e quelli di unione più grande con Solen. Ero lì ad accarezzarla, a darle coraggio, a prendere in braccio i bambini, a lavarli, ad assistere al test di Apgar, e poi di nuovo da lei, che mi stringeva forte la mano e mi chiedeva aiuto tra le sofferenze. Mentre quel fessacchiotto, là fuori, stava a farsi domande sulle quote rosa.
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3 commenti to “Tra pubblico e privato”

  1. è uno spot che rappresenta un?italia che non esiste più: un ragazzo che si fa paranoie prima di baciare, il padre fuori in sala d’attesa. Quello spot racconta l’Italia di chi oggi ha più di 50 anni. E ho il sospetto che lo spot sia per loro.

  2. Fabio Ceseri scrive:

    Grazie Andrea…come sempre

  3. Francesco scrive:

    che bello sentire parlare del ‘per sempre’ dei nostri nonni, io ho 39 anni e mi sembra di averne 250 quando sento parlare oggi di relazioni affettive.
    anch’io ho assistito alla nascita dei miei due bambini e devo dire che sarebbe stato più facile stare fuori dalla stanza a mangiare un mazzo di fiori che stare lì a vedere mia moglie soffrire………malgrado ciò sarebbe bello averne qualche altro di bambino, ma questo desiderio lo posso esprimere solo perchè non vivo più in Italia dove la situazione politico-sociale è praticamente un anticoncezionale su scala nazionale

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