todi cattolici politica

Ho letto molto, forse anche troppo, sulla vicenda di Todi e sulle spaccature che hanno portato ad annullare l’incontro delle realtà cattoliche ormai programmato da tempo. Doveva essere il punto finale di un cammino durato anni, con il varo di una strategia comune da adottare in vista delle elezioni; in realtà il suo annullamento fa capire, a mio parere anche con troppo ritardo, che l’unica collocazione possibile per la Chiesa di oggi è quella di non collocarsi. Così come è plurale la società italiana, allo stesso modo sono plurali i suoi partiti; fra i radicali (2%) che giocano sull’anticlericalismo e l’Udc (5%) che punta su Binetti pluricapolista come immagine della campagna elettorale 2013, il restante 93% del panorama politico è la fotografia dell’Italia di oggi: credenti e non credenti vivono mischiati, cercando ognuno di portare il proprio contributo alla discussione e al bene comune.

Il Pdl ha sempre utilizzato la Chiesa secondo il criterio del do ut des: leggi gradite (anche se non condivise) in cambio di appoggio elettorale e di voti. Ora che anche i vescovi lo hanno mollato – tranne qualcuno, che continua a difenderlo pubblicamente – Berlusconi dice finalmente quello che pensa, tenendosi sempre il solito margine di ripensamento nel caso in cui la Chiesa dovesse cambiare idea. È il Pdl un partito di cattolici? Certamente no. Ha una presenza cattolica all’interno – un cattolicesimo identitario (e a volte faccendiere) molto diverso dal mio – e contemporaneamente una presenza altrettanto forte di segno opposto, che finora ha chinato il capo per convenienza ma non è detto che lo faccia sempre. La Lega è quella che è – crocifisso usato come clava, religione cristiana come categoria di differenziazione dall’altro, in particolare dall’Islam – dunque è inutile perderci tempo. Monti è un arcipelago composito anche lui, fatto di laici (i finiani, pezzi interi di Italia futura), di alcuni esponenti di realtà cattoliche (Sant’Egidio e Acli) e dell’Udc, che pure – al contrario di quanto tenda ad apparire sotto elezioni – non è così monolitica come sembra: mi ricordo un convegno alla Camera, l’anno scorso, in cui lo stesso Casini invitò apertamente Binetti e Santolini (quest’ultima non ricandidata alle prossime Politiche) a un atteggiamento più dialogante sui temi cosiddetti sensibili. Il Partito democratico è anch’esso un partito plurale, con sensibilità diverse sui temi: si va da Gigi Bobba a Barbara Pollastrini, per capirci, e anche le nuove candidature guardano con attenzione da una parte e dall’altra. Personalmente, non ho mai pensato che la distinzione laici-cattolici fosse il mio problema nel Pd: quei dissidi che ho avuto, in questa legislatura, li ho incontrati per lo più in campo economico, sull’asse lib-lab. Tra i militanti del Pd l’approccio anticlericale è magari più diffuso rispetto alla media, e questo può creare un inganno di prospettiva: la realtà è che, tra gli elettori semplici, le sensibilità sono assolutamente plurali. Poi ci sono i partiti tipo SeL o la lista Ingroia, che a una lettura superficiale potrebbero sembrare poco attraenti per l’elettorato cattolico: invece aggregano consenso nel cristianesimo di base, molto legato ai temi della pace e dell’egualitarismo, e non è un consenso da poco. Checché ne dicano dunque le principali realtà ecclesiali, per quanto stimate possano essere, i sondaggi confermano da anni che all’uscita della Messa i vicini di banco vanno a votare in ordine sparso: se Todi è fallita, insomma, non è per le ambizioni personali di Tizio o di Caio, ma perché in questo momento storico – e forse anche per gli anni che verranno – l’idea di un solo riferimento politico per i cattolici non fa i conti con la realtà italiana.

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7 commenti to “In ordine sparso”

  1. Corrado scrive:

    Hai toccato il mio punto debole: “Tra i militanti del Pd l’approccio anticlericale è magari più diffuso rispetto alla media”. Degli stalinisti non mi fido.

  2. Raffaele scrive:

    Bel tentativo Andrea di salvare l’immagine del PD, che in questi anni è stato sì plurale ma su certi temi ha, alla fin fine, sempre visto le cosiddette estreme vincere. Diciamolo tranquillamente, è sempre andata così e, tu che sei onesto, lo sai.
    Sull’analisi hai comunque ragione: i cattolici votano in ordine sparso. Ormai anche l’episcopato appare meno monolitico. E in entrambi i casi mi sembra un bene.
    Solo, mi fa ridere il perenne attacco all’UDC su questi temi ma questo è un problema mio.

  3. giorgio scrive:

    Concordo su tutto, Stalinisti in giro però non ne vedo, e l’attacco all’UDC è chiaramente dovuto alla voglia dell’UDC di assumere un ruolo che nessuno gli può riconoscere, proprio perché i cattolici, alla fine votano in ordine sparso.

  4. cicero tertio scrive:

    Sinceramente a me di come siano rappresentati nei partiti e come votino i cattolici, i musulmani o i testimoni di Geova interessa relativamente, mi interessa di più magari osservare le pressioni che il Vaticano fa sui suoi fedeli per spingerli dove a lei più conviene a secondo dei tempi: a quanto pare ora è il tempo di Mario Monti, scelta che evidentemente sarà stata ritenuta la più opportuna e vantaggiosa Oltretevere, non certo per questioni teologiche ma per qualcosa di molto più terreno che le pecorelle ignorano e non devono sapere.
    Vien da pensare come possa essere che scegliendo come favorito un personaggio che ha mandato il paese in recessione con le sue politiche si facciano anche gli interesssi di chi dice di dedicarsi ai poveri, a meno che il loro accresciuto numero dopo un anno di cura montiana sia motivo di compiacimento.
    Ritornando alla foto del convegno di Todi, con i cinque personaggi raffigurati e lo striscione sotto di loro con quella scritta patetica sulla crescita (sic), mi ha colpito l’immagine del sovrastante grande crocifisso ed ho trovato in lui la raffiguarazione dell’attuale povero cristo italiano medio tartassato e vilentato dalla “cura” di Monti. Qualche dato per non dimenticare che le chiacchere sono chiacche ed i dati sono dati: il PIL mostra un calo del 2.6 tendenziale, a fronte di un aumento dello 0.4 nel 2011; peggio ancora vanno i consumi ( meno 3.7), le vendite al dettaglio ( meno 3.8), la produzione industriale ( meno 6). Alcuni settori economici evidenziano un vero e proprio tracollo, a partire da quello edile ( meno 54%), a quello turistico, per finire a quello automobilistico, dove il 75 % dei concessionari intende addirittura abbandonare il mestiere. Nonostante l’aumento della pressione fiscale ( salita di oltre due punti rispetto allo scorso anno, soprattutto grazie all’introduzione dell’Imu, che ha fruttato all’erario 24 miliardi di euro), il rapporto debito pubblico-PIL e’ salito al 126.1 per cento, a fronte del 119.9 lasciato dal governo Berlusconi, con il debito aumentato di circa 100 miliardi che supera la soglia dei 2000 miliardi di euro, pari a 33000 euro pro capite; il numero dei disoccupati e’ salito in dieci mesi di oltre 700.000 unita’, raggiungendo l’11.1 per cento, a fronte dell’ 8.4 per cento del novembre 2011. La disoccupazione giovanile poi è ai massimi storici del 37 % !
    In questo scenario fosco, paragonabile solo ai livelli di sussistenza del secondo dopoguerra, l’unico dato in controtendenza e’ un certo abbassamento dello spread, anche se va rilevato che tale miglioramento si deve in buona sostanza al decisivo intervento della BCE di Draghi nel luglio scorso, rimanendo peraltro la media dello spread del governo Monti più alta che sotto quello precedente. Il quadro e’ dunque disastroso e la responsabilita’ va equamente divisa tra Monti e le ricette di rigore e austerita’ predicate dall’Europa germanocentrica. Ricette che lungi dal guarire il paziente, lo stanno definitivamente affossando. La cosa che sconcerta di più, tuttavia, e’ che il circuito mediatico continui a stravolgere la realtà, incensando il governo dei tecnici.
    Insomma si vogliono far fessi gli italiani e lasciarli lì attacati crocifissi mentre sotto di loro personaggi come quelli raffigurati parlano di “buon governo per la crescita”e si fanno invece gli affari loro e del loro “entourage”.

    PS: se

  5. cicero tertio scrive:

    Volevo ancora indicare nel post scriptum un video che rappresenta con dati e proiezioni questo economicidio del governo Monti, si tratta di un relatore di un blog economico tra altri, ad un convegno a cui ho partecipato ed ora disponibile sul suo sito “Il grande bluff(punto)com. Questo per smentire tutte le fandonie che ci sono stare raccontate da questo governo sulla “luce in fondo al tunnel” e da larghissima parte di questa classe politica ora interessata solo alle sue elezioni.

  6. CICERO QUARTIOET QUINTIO scrive:

    Il partito dei cattolici esiste,eccome,e lo si dentifica da una serie di SI e NO chiaramente pronunciati
    1)No all’aborto,se non in casi estremi
    2)no alle unioni gay
    3)Adozione dei bimbi da coppie gay?LUCA 17.MEGLIO SAREBBE CHE GLI FOSSE APPESA UNA MACINA AL COLLO E FOSSERO GETTATI NEGLI ABISSI
    4)Assoluta intransigenza sul piano criminale di sfruttamento e dominazione “europeo”,sul tentativo di privarci della nostra sovranita’ e della nostra storia,di colonizzarci ed umiliarci.Tale piano mira a distruggere una delle radici del cristianesimo:la liberta’ umana e la dignita’ della persona
    5)Presa di coscienza della storia recente della DC,degli scandali e del cinismo mostrati durante i lunghi anni della Prima Repubblica,del vergognoso balletto che ha portato a cambiare 52 governi in 48 anni.IL cattolico che non sia confuso non puo’ votare per Casini,residuato bellico di un periodo che desta indignazione.Inoltre,l’UDC e’ con tutta evidenza una marionetta della CDU.IL cattolico che ami la sua Patria e la sua famiglia sa per chi votare:non necessariamente per Berlusconi.Sicuramnete non a sinistra,nè per i cloni andreottiani che è ora di buttare nell’immondezzaio della Storia

  7. cicero tertio scrive:

    @Manlio
    perchè hai paura della tua ombra non esci con il tuo vecchio glorioso nick? e non tripudi di gioia pubblicamente per i 350.000 (non 800.000 come dicono loro)… vabbè… francesi tuoi consmili intolleranti cloni che hanno dimostrato per negare ad altri quella libertà e desiderio di essere felici che per loro si concedono nella scelta del loro partner? Holland mica sta facendo una legge per obbligare anche loro a unioni gay, lo sai o ci fai ?
    Quanto alle adozioni gay il caso sentenziato dalla cassazione riguarda una famiglia problematica in cui c’era violenza e soprusi da parte del marito (islamico) sulla moglie che lo ha lasciato partandosi la figlioletta ed ha trovato una nuova serenità con un’altra persona, immagino che tale clima abbia giovato anche all figlia. Ah no! è una lesbica ! la figlia chissà come crescerà ! Certo che crescerà male con tale madre perversa! si, è molto probabile che in una società intollerante come quella che a te piace e a cui tu contribuisci che discrimina e condanna crescerà con dei problemi, i problemi che le saranno creati non certo da chi le vuol bene ma da estranei come te che non si fanno i c…. loro !
    Inutile dirti che lo sviluppo dell’orientamento sessuale non è condizionato dall’ambiente ma è un percorso che si sviluppa per istinto naturale. Ma la tua tolleranza è indietro di qualche migliaio di anni, non perdi occasione di dimostrarlo.

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