Riassunto della situazione per non addetti ai lavori. Bersani vince le primarie del Pd e il povero Silvio – schivata la minaccia di Renzi, che lo avrebbe costretto alla pensione – decide di giocarsi il tutto per tutto: d’altra parte i sondaggi danno il Pdl in calo e il Pd in ascesa (vista Repubblica di oggi?), e se va avanti così il suo partito si spegne come una candela. Allora Berlusconi decide di andare a votare appena possibile, con le uniche due armi praticabili: la prima è la sua candidatura, l’unica in grado di tenere insieme le varie bande del Pdl; la seconda è il profilo battagliero-populista e antigovernativo, l’unico in grado di fargli vincere le elezioni (1994, 2001, 2008) da quando è entrato in politica. Il copione è già pronto – e Bersani oggi alla Camera l’ha sintetizzato perfettamente: “no Stato, no tasse, no Europa, no comunisti” – anche perché Berlusconi conosce un solo schema di gioco, ma c’è il problema dei tempi: l’obiettivo è di far votare Regionali e Politiche in un giorno solo, perché sarebbe dura inventarsi qualcosa in campagna elettorale se il Centrodestra perdesse la “sua” Lombardia un mese prima delle Politiche. Fine del riassunto, passiamo alla cronaca.

Il dibattito di oggi in Aula sul decreto enti locali – che introduce anche diverse misure molto valide sui costi della politica – si è trasformato, in realtà, in una serie di comizi in diretta televisiva: più che a un confronto sul merito del provvedimento, pareva di assistere agli spazi autogestiti delle Tribune elettorali nelle settimane prima del voto. La Lega ci ha sguazzato, rivendicando per sé il ruolo di anti-Monti dal principio: se volete salire sul nostro carro, era il messaggio al Pdl, sappiate che non c’è posto. L’Idv ha troppi problemi a cui pensare per poter fare lo stesso: il gruppo è ormai ai minimi termini (ne sono rimasti 17 e, senza una deroga di Fini, dovrebbero finire tutti al Misto), al suo interno non mancano gli screzi, qualcuno (il solito Barbato) si sta ormai proponendo come l’avamposto di Grillo, insultando tutto e tutti, senza sapere che le parlamentarie del Movimento 5 Stelle si sono già chiuse o magari sperando in un ripescaggio. Tolti i messaggi d’amore incrociati tra Casini e Fli, sulla linea del montismo spinto, il confronto vero è stato tra noi e il Pdl: Alfano ha avuto un compito ai limiti del grottesco (giustificare il cambio di linea berlusconiano come se fosse una scelta seria e condivisa, dire un sacco di bugie tipo “siamo sicuri di vincere le elezioni” facendo finta di crederci, scaricare su Monti le responsabilità del governo precedente) ma se l’è giocata discretamente. Un marziano, per dire, ci sarebbe quasi cascato.  Bersani ha spiegato, senza fronzoli, che noi siamo leali ma non fessi, e che non siamo disposti a mandare avanti la baracca altri 3 mesi lasciando al Pdl le mani libere per fare propaganda: se si caricano anche loro il peso della responsabilità di sostenere Monti, ci stiamo; altrimenti, se pensano di astenersi da qui a fine legislatura per poi farci campagna elettorale contro, andiamo a votare il prima possibile: non siamo certo noi ad avere paura di vincere.

PIER LUIGI BERSANI. Noi conosciamo bene l’incoerenza e la spregiudicatezza di chi ha compiuto questi gesti in queste ore e sappiamo quindi che non c’è niente di nuovo sotto il sole.
(…) Poco più di un anno fa è caduto il Governo Berlusconi e in un intero anno noi non abbiamo mai, dico mai, avuto notizia di una discussione in casa vostra sul seguente ordine del giorno: ma negli ultimi dieci anni abbiamo forse sbagliato qualcosa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)? Noi non abbiamo mai saputo che questa ipotesi vi abbia sfiorato per un attimo, né a proposito dell’azione di Governo né a proposito della natura personalistica, si potrebbe dire padronale, del vostro meccanismo politico. È evidente che, se non vi è niente da riflettere su questo, niente da cambiare, è ovvio che il Governo Monti, dal vostro punto di vista, non sia una transizione verso un’altra cosa, come è per noi.
No, è una parentesi: la apri, la chiudi e torna tutto come prima. (…)Non tutto quello che ha fatto e fa il Governo Monti a noi piace, lo sapete benissimo, lo abbiamo detto, però noi abbiamo una parola sola: abbiamo detto qui un anno fa che noi saremmo stati leali, e saremo leali, cercando di correggere e dicendo le cose che non ci piacciono. Saremo leali, siamo pronti ad essere leali fino alla fine della legislatura (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà), leali nel sostegno al Governo e leali alle indicazioni del Capo dello Stato, che, ancora una volta, saprà guidarci in questo frangente difficile. Leali sì, leali sì (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)…
State buoni. Leali sì, ma ingenui no (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Ingenui no, perché non potete mica pensare che noi, oltre il peso della transizione, ci mettiamo sulle spalle anche il peso della vostra propaganda (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Questo non esisterà. Questo non esisterà! (…) Gli italiani decideranno. Se voi proporrete favole, noi non le proporremo. Non proporremo favole (Commenti dei deputati dei gruppo Popolo della Libertà)! Se voi proporrete l’uomo del miracolo, noi parleremo di uno sforzo comune, dove chi ha di più deve dare di più (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Nel solco classico di quelli che hanno già visto – ve lo dico da subito – lasceremo a voi tutti gli effetti speciali e le campagne di comunicazione, i cieli azzurri ed i soli in tasca: tutto a voi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)! Noi andremo sobri, dicendo due parole: moralità e lavoro. Non ce le ha spiegate nessun comunicatore, le abbiamo sentite in un viaggio che abbiamo fatto con milioni di persone (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Quindi, se per voi è ancora il tempo dell’uomo solo al comando, per noi è il tempo nuovo della verità, della partecipazione, della riscossa civica, del cambiamento. E abbiamo l’ambizione – ve la dico – di metterci alla testa di questo cambiamento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico e di deputati dei gruppi Unione di Centro per il Terzo Polo e Italia dei Valori – Prolungati applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Congratulazioni).

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Un commento to “Leali sì, ingenui no”

  1. cicero tertio scrive:

    Bene, alle elezioni politiche gli elettori che ci andranno (perchè molti ormai schifati dalle solite facce non lo faranno) avranno da scegliere fra tre comici: uno che fa ridere, uno che fa piangere, uno che fa pena. Lascio libera l’interpretaziomne.

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