Uno dei temi chiave dell’ultima assemblea nazionale, quella in cui si approvarono le primarie, era relativo alle modalità di voto. Ne uscimmo con una formulazione abbastanza flessibile, che in sostanza fissava due cose: la registrazione obbligatoria e l’apertura di una finestra tra primo e secondo turno. Era così flessibile che, un minuto dopo la chiusura dei lavori, Rosy Bindi si precipitò in sala stampa per dettare l’interpretazione autentica della norma: per votare alle primarie ci si registra in un luogo diverso dal seggio, la finestra del secondo turno sarà aperta solo per gravi motivi. Per fortuna, con il tempo, ha prevalso il buon senso: la registrazione è stata possibile anche al seggio, e – con il 70% di votanti non preregistrati – non oso immaginare che cosa sarebbe accaduto altrimenti. Ora bisogna far prevalere il buonsenso anche per il secondo turno, non impedendo di votare a chi lo desidera: tutto il resto denoterebbe una paura insana che neppure sfiorò i socialisti francesi quando, alle primarie dell’anno scorso, permisero a 529 mila elettori in più di partecipare al ballottaggio che scelse Hollande.

Fino a qualche anno fa, in Italia ci voleva una fila per tutto. Ora, per fortuna, con l’autocertificazione si possono dichiarare un sacco di cose: lo stato di famiglia, la residenza, la cittadinanza, il godimento dei diritti civili e politici, l’iscrizione in albi, il titolo di studio e gli esami sostenuti, la qualificazione professionale, la situazione reddituale o economica (anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali) e potrei andare avanti parecchio. Tanta roba, insomma, ma non partecipare al ballottaggio di domenica del Centrosinistra, perché – a differenza dei socialisti francesi, ripeto – noi abbiamo paura dell’invasione dei fascisti e delle olgettine: anche se i nuovi possibili elettori sottoscrivessero il nostro programma di governo, come hanno fatto i 3 milioni e 100 mila che hanno già votato domenica scorsa, non sarebbe abbastanza. Nelle regole approvate, ripeto, non c’è scritto nulla nel dettaglio: è solo una questione di interpretazione e di buonsenso. E non mi pare di buonsenso l’intervista rilasciata oggi da Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Pd, al Corriere della Sera: per il ballottaggio, dice, chi è andato a New York dovrà portarci almeno il biglietto aereo. Il mio è qui sopra, come potete vedere, e l’ho messo in rete stamattina, con un tweet di protesta in stile radicale: basta andare sul generatore automatico e mandare – come ho fatto io – lo stesso Stumpo a Pechino, Beppe Fioroni in gita ai Castelli (gli ho stampato un Fiumicino-Ciampino), Mirko Vucinic in gita da Torino a San Siro (purtroppo domenica sera era in gita sul serio: col Milan non ha toccato palla). È una protesta civile e ironica, ma il problema – e lo vado dicendo da ben prima che Renzi si candidasse, perché ne faccio proprio una questione di approccio mentale – è molto serio: in un momento di così profonda crisi della politica, quale partito (o coalizione che sia) può permettersi di rimandare a casa chi si presenta a votarlo, dicendogli che il suo voto, per quanto tardivo, è indesiderato? E chi può dire in anticipo che i nuovi arrivati saranno pro-Tizio anziché pro-Caio? E chi può mettere in dubbio la loro buona fede? Se fossi del Pdl, tra l’altro, l’ultima persona per cui voterei sarebbe proprio Matteo Renzi: come ha detto intelligentemente Giuliano Cazzola, in questi giorni, una sua vittoria renderebbe “impietoso” il confronto con Berlusconi, che quindi sarebbe costretto a ritirarsi. Ma questo è un altro capitolo, che magari apriamo nei prossimi giorni. Per ora, spero solo che possa votare (anche per Bersani, naturalmente!) chiunque lo voglia.

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27 commenti to “Stumpo, ho preso l’aereo”

  1. Marco scrive:

    Questo modo di scrivere le regole, con contrattazioni estenuanti che generano solo pasticci e molto lasciato a “interpretazione e buonsenso” e qualche dinosauro tipo Rosy Bindi che “si precipitò in sala stampa per dettare l’interpretazione autentica della norma”… è già di per sè da dilettanti che non sono in grado di dirigere un Paese o piuttosto di ciarlatani che cercano di sopravvivere buttandola in caciara. Non abbiamo bisogno nè degli uni nè degli altri. Non ho votato al primo turno, stavo valutando se gettarmi nella mischia al ballottaggio, ma questa storia mi ha proprio fatto capire che non è cosa. Peccato. Mi dispiace molto per me e i miei figli, e anche un po’ per lei, On. Sarubbi, che continuo a stimare e seguire con interesse e una forma di affetto pur non avendola mai vista personalmente. Nelle primarie scorse sono andato a votare, appena rientrato in Italia dopo un lungo periodo all’estero, perchè pensavo che dall’interno del sistema potesse essere avviato un cambiamento radicale. Mi sono sbagliato ed ho anche buttato 20€ per iscrivermi al PD, perchè ho sempre pensato che se uno crede in una possibilità come minimo deve poter portare la mano al portafoglio. Ingenuo ed illuso. Come lo fui nel ’94 quando Berlusconi venne nella sicilia dove ancora si sentiva la puzza del tritolo, promettendo riforme e cambiamento. In casa vedevamo sempre la RAI e non sapevo neanche chi fosse costui. Troverò un modo diverso di contribuire al cambiamento, ma occorre farlo perchè così prima o poi qualcuno si farà male, sempre sperando di non dover fare di nuovo le valigie.

  2. Lorenzo M. scrive:

    Le regole si applicano versi i nemici, si interpretano per gli amici. Non so come finira’ il secondo turno, ma prego che ‘sti tangheri non arrivino mai al governo del Paese: non hanno il coraggio ne’ la capacita’ di gestire un evento del genere, figuriamoci il resto.

  3. Cristina S. scrive:

    Al governo del paese il PD non arriverà mai con Bersani e Vendola. L’unico che ha concrete possibilità di successo finale è proprio Renzi. Domenica vedremo se davvero la voglia di cambiare l’Italia da parte dei cittadini è reale, oppure se le lamentazioni continue sono solo vuote parole. Io ci proverò comunque votando Renzi.

  4. Santapace scrive:

    Non si cambiano le regole, perché in democrazia, cambiare le regole in corsa, durante una votazione, è come bestemmiare in chiesa. Non ha importanza se è più bello, o più comodo o più saggio, semplicemente non si cambiano le regole. Si potrà fare la prossima volta, ci si può rammaricare di non averlo fatto questa volta, ma non si cambiano le regole, nemmeno se la regola sembra un po’ tonta. In democrazia, in uno dei momenti più sacri della ritualità democratica, e cioè durante le votazioni, non si possono cambiare le regole, nemmeno per migliorarle (ammesso che si migliorino), perché le regole che ci si è liberamente dati costituiscono, in quel momento, la certificazione del diritto di tutti a partecipare con modalità certe. Le regole, tra l’altro, sono un complesso di tante norme, e non si può modificare solo qualche parte, a scelta. Ripeto: cambiare qualche regola in corsa, in democrazia, in una competizione elettorale, equivale a bestemmiare in chiesa.

  5. Andrea Sarubbi scrive:

    @Santapace: mi dici dove ho scritto di cambiare le regole? Ho parlato di interpretazione flessibile. Se permetti, la mia ha diritto di cittadinanza come quella di Rosy Bindi, opposta alla mia.

  6. aldo dell'oro scrive:

    Caro Sarubbi, anche se mi rendo conto di fare qualcosa di sgradevole, non posso esimermi dal mandarti a …. quel paese per le tue argomentazioni inconsistenti,subdole e false.

  7. Santapace scrive:

    E’ vero, non si tratta di “cambiare le regole” ma di “interpretarle in modo più flessibile”. E quindi, se tutti sono d’accordo, un’interpretazione più flessibile delle regole sarebbe la benvenuta. Ma se non sono tutti d’accordo, purtroppo la flessibilità invocata ha inevitabilmente il sapore di una richiesta di cambiamento di regole. E speriamo che arrivi presto domenica sera, così ci calmiamo tutti e ci mettiamo tutti a lavorare (ognuno come può e come sa) per il bene dell’Italia. E forza PD!

  8. Marco scrive:

    Citando Santapace, “le regole che ci si è liberamente dati costituiscono, in quel momento, la certificazione del diritto di tutti a partecipare con modalità certe”

    Il problema è che se queste sono regole che stabiliscono “modalità certe”, beh c’è veramente da stare lontani da chi le ha scritte e/o approvate. In cosa consiste la “modalità certa” se poi posso facilmente aggirare le regole (come brillantemente dimostrato nel post dell’On. Sarubbi) o se tutto dipende dalla volontà di un manipolo di funzionari (burocrati?) che localmente decide se la giustificazione è buona o no… mah.
    Sappiamo fin troppo bene dove portano le regole già fatte per essere interpretate ed il potere discrezionale dei funzionari. Non ho mai visto un’elezione in cui chi non ha votato al primo turno è per default escluso al ballottaggio, salvo portare un pezzo di carta che dica una frottola qualsiasi. In questo caso era meglio una regola certa ma imperfetta (chi non ha votato al primo turno non vota e basta) oppure nessuna regola in merito e registrazioni aperte anche il giorno del ballottaggio finchè le urne sono aperte), ma ancora una volta si è entrati nel solito conflitto tra le parti che vogliono fare regole per usarle a proprio vantaggio e ne esce un ibrido inguardabile. Per me il danno è fatto. E lo stesso sta succedendo, in scala, con la legge elettorale nazionale.

    @Sarubbi: credevo che lo spirito del post, a cominciare dalla falsa carta d’imbarco dimostrasse proprio che le regole fatte per essere interpretate sono ridicole… la sua risposta @Santapace qui sopra, che a questo punto giustamente rivendica diritto di cittadinanza per tutte le interpretazioni, francamente mi spiazza. Se lo ritiene opportuno mi chiarisca la sua posizione, per quell’onestà intellettuale che continuamente dimostra e che le attribuisco e riconosco.

  9. magociclo scrive:

    Andrea, è chiaro che la disputa sull’interpretazione delle regole mira ad incidere sul risultato finale delle primarie: i “renziani” spingono per consentire il voto anche a chi non si è presentato domenica scorsa, contando su una maggior affluenza di giovani e, forse (dichiaro che c’è malizia in questa frase) sperando anche in qualche pidiellino centrista disgustato da ciò che avviene a destra. Altrettanto chiaramente i “bersaniani” vorrebbero limitare i recuperi di elettori, contando sulla forza e la compatezza del voto di apparato.
    Certo che anche l’autocertificazione fa acqua, perché è recente la notizia di frodi di massa sulle autocertificazioni ai fini delle esenzioni fiscali. E se non c’è ritegno a certificare il falso davanti allo Stato, perché dovrebbe essercene nell’autocertificare il falso davanti ad un’associazione privata?
    So che la mia è una posizione di piccola minoranza, ma sostengo che per correttezza solo chi abbia votato al primo turno possa votare una seconda volta al ballottaggio. Non mi convincono paragoni con altre democrazie: ognuna ha le sue regole e le sue abitudini. Credo che solo casi di effettivo e grave impedimento possano consentire una riammissione di chi, iscrittosi prima del 25 novembre alle primarie, non abbia potuto votare nel primo turno. Lo sostengo perché questo voto è una cosa seria e merita un approccio serio, anche se poi la serietà possa essere scambiata per rigore. La logica del “più siamo meglio stiamo” va bene per le gite scolastiche, Andrea, non per la scelta del candidato premier di una grande democrazia occidentale.

  10. nino russo scrive:

    “ma quale flessibile ..ce n’è troppa di flessibilità qui” (Beppe Viola nel film “Romanzo popolare”: faceva la parte del bigliettaio del cinema, democristiano e bigotto)

  11. Andrea Sarubbi scrive:

    @Marco: è chiaro che per me questa interpretazione delle regole sia ridicola (ma soprattutto controproducente), e mi sembra di averlo detto. Sulle regole in sé non ho molto da dire, perché sono così vaghe da permettere un’apertura o una chiusura a seconda di chi le legga. Io propendo per l’interpretazione larga, e vorrei rassicurare Magociclo che lo farei pure se sostenessi Bersani.

  12. red. cac. scrive:

    Altrettanto chiaramente i “bersaniani” vorrebbero limitare i recuperi di elettori, contando sulla forza e la compatezza del voto di apparato.

    Giusto. Non c’è nulla infatti di più conservatore dell’apparato del PD.

  13. Gabriele scrive:

    Saranno regole incomplete, scritte male e da incompetenti, ma sono quelle fin dall’inizio, quelle che hanno permesso una partecipazione di quasi quattro milioni di persone, le prossime le farà Matteo e saranno perfette. Sempre a polemizzare per far apparire il Tenero Matteo come boicottato dalla gerontocrazia partitica, l’enfant prodige che viene tenuto sotto i dinosauri per distogliere l’attenzione dall’inconsistenza della sua proposta politica arrivando ad offendere, in modo elegante, i militanti volontari trattandoli come “partigiani disonesti” che truccano i verbali. Mai riconoscere il merito, anzi nasconderne i simboli, di un partito che è presente e forte a testimonianza di un lavoro precedente tutto sommato più che positivo. Questo si è un modo di fare politica vecchio, già ampiamente visto nel ventennio precedente. E’ Renzi che incarna il vecchio sotto l’abito del grande innovatore c’è l’immagine, l’apparenza delle idee ma non la sostanza della conoscenza degli argomenti. Aspettiamo il riconteggio delle schede.

  14. Andrea Sarubbi scrive:

    scrive Paolo Gentiloni, or ora, su Facebook: “In tutte le elezioni a doppio turno si può votare liberamente al ballottaggio . Perché da noi no? Si dice: non si cambiano le regole in corsa. Ma quali regole? L’assemblea del pd, le cui decisioni ovviamente non possono essere cambiate, non ha regolato le modalita di registrazione al ballottaggio. Anzi, Bersani ha fatto ritirare un emendamento che avrebbe escluso nuove registrazioni. Le regole di cui si parla non sono state decise dall’assemblea ma da un comitato di garanti,nominato da Bersani Vendola e Nencini, al quale i rappresentanti di Renzi non erano, all’epoca delle decisioni, neppure invitati. E’ dunque assolutamente possibile, ed e’ già stato fatto per il primo turno, cambiare le regole dei garanti senza contraddire le decisioni prese dall’assemblea nazionale. Confido quindi nel buon senso per consentire a qualche centinaio di migliaio di nostri elettori di registrarsi per il secondo turno senza inutili porte chiuse”.

  15. Santapace scrive:

    Comprendo le motivazioni di fondo di Gentiloni, ma vorrei che venissero comprese anche le motivazioni dei tanti iscritti ed elettori che vedrebbero comunque, in un cambiamento di qualsiasi natura, un gesto poco serio. E d’altra parte, siccome l’argomento mi sta interessando assai e leggo un po’ tutto al riguardo, rilevo che ci sono innumerevoli voci contrarie -con motivazioni varie- a qualsiasi allargamento della platea elettorale, ma pochissime richieste di aperture e allargamenti. Mi spiego meglio: non sto parlando della dirigenza politica del PD, ma della base. Rarissime le richieste di persone che chiedono “aperture” per poter votare domenica, numerosissime le persone che chiedono il rispetto ferreo delle regole. Insomma, ma dove stanno queste centinaia di migliaia di persone alle quali si starebbe negando il diritto di votare al ballottaggio?

  16. Lorenzo M. scrive:

    @Santapace
    Stai confondendo la base con la sua dirigenza: e’ da questa che si levano grida isteriche per non interpretare le regole a loro svantaggio, chiedendone l’applicazione in “stile Bindi”. Cosa chieda la base, non e’ dato sapere, cosi’ come non e’ dato sapere in quanti potrebbero andare a votare al ballottaggio, visto che e’ stato negato loro il diritto di farlo. Quanti potrebbero essere? Bho, ma e’ meglio non rischiare, dovesse finire come a Parma…
    E come se non bastasse, tanto per certificarne la perfetta idiozia, questo regolamento per le primarie lombarde col cavolo che verra’ applicato. Cosi’ come certamente avverra’ per le altre consultazioni nel Lazio e in Molise ( se mai si faranno, viste le manovre in atto con l’Udc per andare verso il candidato unico ).
    Temo fortemente che questa dirigenza si avvii a vincere trionfalmente le primarie e perdere clamorosamente le secondarie, come gia’ avvenuto in molte realta’ locali.

  17. Marco scrive:

    OK, dov’erano i Renzi, i Gentiloni e (mi perdoni, Onorevole) anche i Sarubbi quando venivano sancite regole che evidentemente non si potevano applicare? Qui il problema non è solo di chi ha fatto le regole, ma anche di chi doveva farle insieme a loro o, quanto meno, controllare e denunciare laddove le regole fossero inapplicabili, perverse o “di parte”. Ha ragione Bersani a dire che le regole non si cambiano in corsa o Gentiloni a dire che le regole sono assurde? Hanno ragione entrambi, ma francamente quel che resta è la certezza che nessuno di questi personaggi è in grado di governare un Paese, nè di controllare che chi governa lo faccia in modo efficace e senza “giochini”. Quindi? l’alternativa? Ciascun elettore a un certo punto dovrà farsi questa domanda e darsi una risposta, perchè il “meno peggio” non basta più.

  18. Andrea Sarubbi scrive:

    @Marco: i Sarubbi, per dire, non erano nel comitato dei garanti (e neppure i Renzi, né i Gentiloni). Dove c’erano invece rappresentanti di Bersani, Vendola e Nencini. Quanto a governare il Paese, quello che stiamo facendo in questi giorni (un confronto interno, anche aspro) è fatto proprio con il voluto anticipo di tre mesi: da lunedì, spero, parliamo finalmente d’altro.

  19. Marco scrive:

    Ammetto la mia ignoranza in materia e, ovviamente, non me ne voglia se l’ho citata direttamente ma un po’ di peperoncino nella discussione non guasta. Non voglio attaccare personalmente nessuno.

    Da quel poco che capisco, quindi, il comitato dei “garanti” è costituito quattro rappresentanti (ho trovato: Luigi Berlinguer, Francesco Forgione, Francesca Brezzi e il docente di diritto amministrativo Mario Chiti) che rappresentano, da quel che scrive, i 3 segretari (PD-SEL-PSI) di cui 2 sono a loro volta anche candidati alle primarie. Tirando il filo di Arianna, andando a monte del processo, forse si trova il baco… Un comitato di garanti che nasce in una situazione di conflitto di interessi non poteva garantire un bel nulla, no? Infatti ha partorito/avallato una regola assurda ed inapplicabile nel tentativo maldestro di avvantaggiare il segretario del PD, dando comunque l’idea di un certo pluralismo democratico e prendendosi la responsabilità di gestire le deroghe alla regola. Le cose stanno davvero così? La controparte (Renzi) ha segnalato l’anomalia (da quel che leggo sembra di si, vedi link qui sotto)? Non era normale proporre che il Comitato avesse rappresentanti di tutti i candidati e non dei segretari di partito? E’ stato fatto? Chiaramente se non è stato fatto e si è stati costretti ad accettare un confronto con queste regole e questo Comitato, beh allora mi stampo anch’io una carta di imbarco FCO-JFK e vado a votare Renzi, direttamente e senza passare dal via.

    Sul fatto che da lunedì si parlerà d’altro… aspetterei lunedì.

    Leggermente OT ma sempre in tema di primarie: qualcuno sa che fine faranno i 7M€ (7.000.000) che sono stati raccolti per l’evento?

    Il link, articolo datato 14/10/2012: http://www.today.it/politica/p.....tenti.html

  20. Jacopo scrive:

    premettendo che queste regole non sono nè belle nè brutte, ma semplicemente scritte in modo barbaro (e si prestano quindi a tante interpretazioni), pongo una domanda? ma le “centinaia di migliaia di nostri elettori”, di cui dice gentiloni, dov’erano al primo turno? perchè non si sono registrate in tempo? qui non si sta parlando di gente che non è andata a votare perchè aveva il raffreddore, ma di gente che, nonostante avesse avuto tutto il tempo possibile per preregistrarsi, non lo ha fatto. e allora, sono davvero “nostri” (nel senso nostri gentiloni) elettori? perchè se no i casi sono 3:
    1) in realtà si tratta di un non meglio precisato “soccorso azzurro” che si cerca di mandare a votare per renzi. ipotesi che rasenta l’impossibile, perchè, pur con tutta la disistima, non credo che renzi possa arrivare a questi trucchetti!
    2) ci sono alcune centinaia di elettori di renzi che sono piuttosto negligenti (“bischeri”, direbbe il sindaco), e che, pur conoscendo cosa si deve fare per poter andare a votare, non hanno seguito la procedura anche se il tempo non mancava e allora è giusto che non votino neanche al ballottaggio, perchè in rtealtà nessuno ha impedito loro di preregistrarsi in tempo utile, semplicemente hanno dimostrato di non tenerci abbastanza); anche questa ipotesi è improbabile: pur con tutta la disistima per gli elettori di renzi, fra i quali sicuramente qualche bischero ci sarà, non penso che i bischeri siano “centinaia di migliaia”
    3) non è vero che ci sono “centinaia di migliaia” di elettori che, dopo aver evitato di registrarsi ed essere andati a pescare quando invece avrebbero dovuto mettersi in coda per votare, oggi sgomitino per votare renzi. quindi gentiloni, in un attacco di estasi renziana, esagera un po’; chi gli vuole bene, cerchi magari di calmarlo…

  21. Sabino scrive:

    In Italia due persone interpretano e/o vogliono cambiare le regole durante il “gioco”: Silvio e Renzi.
    Prima l’argomento principe era la rottamazione, “adesso” le regole.
    Programmi, programmi, in circa 20 commenti sull’argomento, non leggo ne programmi per il futuro ne LAVORO ( parole mai citate ).
    Andrè, ho notato che negli ultimi argomenti seri trattati, pochi commenti purtroppo, quando si parla di cose sterili e/o futili discussione a iosa. Mica il tuo blog sta diventando lo sfogatoio dell’inutile? Non farai mica concorrenza a Mara Venier e Barbara D’urso?
    Sabino

  22. Christian scrive:

    70% di votanti non preregistrati. Scusi qual’è la fonte del dato? Significherebbe mezzo milione di nuovi potenziali elettori al secondo turno…

  23. roberto baroni scrive:

    Caro Andrea, questa volta mi pare che in nome della democrazia tu stia commettendo il più tragico degli errori “quello di cambiare le regole in corso d’opera”.
    Mi dispiace constatare che stai gurdando la partita come un tifoso che davanti alla palla che oltrepassa la riga della porta dice che non è Goallll.
    Andrea questa volta proprio non mi convinci!!!!

  24. cicero tertio scrive:

    Hai ragione Sabino, si commentano sempre più facilmente le cose meno importanti e futili e più che altro per polemizzare. F finora infattiavevo evitato l’argomento.
    Quanto a questa moda recente delle “primarie” mi sembra il solito scimmiottamento delle mode americane, mi ricorda i leghisti che si mettono la mano sul cuore quando risuona il “va pensiero.
    Non sono un grande esperto ma perchè non si riservano queste simil-elezioni ai soli tesserati del partito, sono loro i veri titolati a scegliersi il proprio candidato, cosa centrano gli altri? si eviterebbero tutte queste polemiche e trucchi, per un candidato che al massimo farà il vice-predsidente del consiglio di un paese già pesantemente condizionato e che ha perso gran parte della sua sovranità. Tutte cose che i magnifici cinque hanno glissato nei loro inerventi.

  25. cicero tertio scrive:

    Commento pubblicato ieri da Bloomberg sulla situazione dell’economia mondiale per la parte che ci riguarda : “L’Italia si distingue in negativo e arranca sotto i colpi dell’austerity. A settembre il governo ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita del Pil a -2,4% per quest’anno e a una contrazione dello 0,2% nel 2013, citando un deterioramento della congiuntura internazionale. Previsto un ritorno alla crescita dell’1,1% nel 2014 e dell’1,3% nel 2015″.
    Prima della ripresa, secondo l’Ocse, l’Italia potrebbe aver bisogno di una MANOVRA SUPPLEMENTARE sui conti pubblici. Le previsioni sono piu’ negative di quelle governtive: -1% l’anno prossimo e +0,6% quello successivo. La disoccupazione salira’ all’11,8% nel 2014 e il debito tocchera’ il 131,4% del Pil tra due anni. Il calo dei consumi e’ il piu’ accentuato dalla Seconda Guerra Mondiale”.

    Ieri nel talk show tra il gerontocrate ed il rottammatore non ho sentito alcun cenno al riguardo dello stato della nostra economia.

  26. clamazzo scrive:

    Io vorrei fare un piccolo commmento ma qualcuno mi spiegasse qual’è la sicurezza nel dare un risultato così scontato !
    Comuque volevo dire che l’elasticità mostrata da Bersani andando senza indugi alle primarie ( malgrado non previste ) non dev’essere minimizzata, nè annullata da possibili ” truppe cammellate ” inviate da Confindustria, PDL, Montezemolo o Berlusconi in persona che ,dice lui, potrebbe fare a meno di presentarsi come candidato alle Politiche . Meditate gente ……
    Cla

  27. Sia mai che Domenica 2 novembre,per il voto al ballottaggio Bersani- Renzi,mi venga impedito di votare per le note denunciate sulla rubrica di Elisa Calessi, in quanto appartengo a quella categoria di quel Giovanni denunciato in rubrica.

    CON RENZI C’E’ SPERANZA CHE LA PAROLA POLITICA VENGA ELIMINATA DAL VOCABOLARIO DELLA FUTURA TERZA REPUBBLICA PER UNA NUOVA DEMOCRAZIA CHE DOVREBBE IMPEGNARE UNA NAZIONE AD ASPIRARE AD UN GOVERNO UNICO,E SE PER GLI SCIOCCHI,CIO’ DOVESSE ESSERE CONSIDERATO UNA NORMA IN USO DALLE DITTATURE,ALLORA VUOL DIRE,CHE L’ITALIA,SI MERITA LA DITTATURA DELLA POLITICA ODIERNA,LE CUI CONSEGUENZE SONO PIU’ CHE EVIDENTI,CAPACE DI AVERE CREATO UNA NUOVA DITTATURA DANDO L’IMPRESSIONE AL POPOLO DI ESSERE LIBERO,SI CERTO,LIBERO DI CHE? LA POLITICA E’ LIBERA LIBERA DI FARE TUTTO CIO’ CHE IN QUESTI 70′ ANNI è AFFIORATO ALLA LUCE DEL SOLE.

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