Mons. Giuseppe Betori nella Messa in cattedrale

mons. Betori nella Messa in cattedrale

Basterebbero tre versetti della prima lettura di questa domenica – il passaggio dell’Esodo che parla dell’accoglienza ai forestieri, nella versione francese immigrés – per chiarire ai cattolici italiani ogni dubbio sulle classi ponte o sull’ultima proposta della Lega in materia di cure sanitarie ai clandestini. Me lo diceva oggi un vescovo, con un sorriso amaro, mentre festeggiavamo a Firenze l’ingresso in diocesi di mons. Giuseppe Betori: un grande dono del Papa a una città meravigliosa. “Questa è la culla dell’umanesimo”, ha ricordato il nuovo arcivescovo in cattedrale, per ribadire che il suo programma nei prossimi anni “non è da inventare, ma è già scritto: cercare Dio per servire l’uomo”. Guardavo i miei colleghi politici, nella tribuna autorità, e li immaginavo attentissimi ad ogni passaggio dell’omelia, per capire se fosse di destra (“difesa della vita dal concepimento alla morte naturale”), di sinistra (“difesa degli ultimi, dei più poveri”) o di centro (“difesa della famiglia”). Io, invece, avevo deposto le armi prima di entrare, e così mi sono gustato le parole di mons. Betori sul rapporto tra fede e società (“Non vogliamo imporre sul piano civile una visione religiosa, ma illuminare con la luce della fede la ricerca del bene”), così come il richiamo all’impegno dei cristiani nella vita civile e politica: l’applauso alla citazione di Giorgio La Pira, il sindaco santo, mi ha fatto commuovere. Significativo anche il passaggio dedicato alla Chiesa, dopo il recente caso di pedofilia che ha visto coinvolto un sacerdote, ora ridotto allo stato laicale: mons. Betori è stato tanto onesto (citando espressamente lo “scandalo” nei confronti dei più piccoli) quanto fermo (“le responsabilità sono personali”, ma è innegabile che “il clima di vigilanza si è affievolito”). Prendevo appunti sul libretto e ripensavo a quante altre volte lo avevo fatto, con lui, in altre circostanze (don Giuseppe segretario generale della Cei, io conduttore di A sua immagine); a quante cose sono cambiate, nelle nostre vite, in quest’ultimo periodo, senza però che cambiasse il rapporto di stima reciproca e di affetto. Sì, sono proprio contento per Firenze, che sta vivendo un momento importante per la sua storia: oggi il nuovo vescovo, nei prossimi mesi il nuovo sindaco. Fra i quattro candidati del Pd c’è più di una persona molto in gamba, ma la coppia Betori-La Pira l’avrei vista in campo volentieri.

Did you like this? Share it:

Tags: , , , ,

11 commenti to “Il vescovo di Firenze”

  1. emanuele scrive:

    A volte gli interventi di mons. Betori mi sono sembrati troppo “invadenti”, soprattutto in pendenza di iter legislativi riguardanti proposte di legge a contenuto “potenzialmente sensibile”: si pensi ai disegni di legge sul testamento biologico e sulla libertà religiosa (mirante a sostituire la vecchia legge sui c.d. “culti ammessi” risalente al 1929).

    Tuttavia non posso non condividere le sue affermazioni sul “dualismo” cristiano, per me che sono un sostenitore di una temperata “potestas indirecta in temporalibus”; e, soprattutto, la questione dei preti pedofili, molto spenso sbandierata ideologicamente e strumentalmente da parte di alcune cozzaglie di anticlericali, che spesso hanno creato confusione (ahimé ho sentito tantissimi dire, con tanta superficialità: “tutti i preti sono pedofili”… quasi fosse diventato un luogo comune). Il riconoscimento da parte del neoArcivescovo dell’affievolirsi dell’attività di vigilanza intradiocesana costituisce un enorme passo in avanti per la Chiesa cattolica tutta, in modo tale da riacquistare quella credibilità forse un po’ malconcia e svilita da certi atteggiamenti corporativi di una Chiesa spesso chiusasi “a chioccia”, nell’affrontare al proprio interno – con gli strumenti profani del diritto e della tutela giurisdizionale – fenomeni così complessi e drammatici, sino a secretarli del tutto.

    Infine Andrea, non per carineria…Ma l’aver “deposto le armi” per un approccio puramente apolitico al discorso di Betori è degno di lode! In un periodo in cui, tra le principali conseguenze della “diaspora cattolica” nella realtà politica italiana, vi è stato di sicuro l’incremento della superbia da parte di coloro che, convinti di possedere la verità cristiana, o sorretti dalla convinzione di essere pienamente coerenti ai principi del magistero ecclesiastico, pretendo di scrutarti e giudicarti “dall’alto” di un’effimera superiorità, in special modo nel confrontarsi con un avversario politico (cattolico, ovviamente).

  2. Francesco scrive:

    In fondo è tutto quello di cui abbiamo bisogno.
    In base alla tua magistrale sintesi, Andrea, abbiamo bisogno di una Chiesa che sia contemporaneamente di destra, di centro e di sinistra. Ovvero che non sia niente.
    Mi piacerebbe sentire la Chiesa parlare di politica (sono contro ai bavagli) ma vorrei anche che al termine di ogni discorso resti il dubbio: con chi ce l’aveva? Era d’accordo con me? Stava bacchettando me? E invece, a ogni dichiarazione del Papa, di Mons. Bagnasco, di chiunque, c’è sempre chi è pronto a dire “Vedete? CI DA ragione”.
    In modo da sfatare il mito che esista un partito unico che rappresenta la Chiesa: la trasversalità dei Cristiani è una ricchezza, non una diaspora.

    PS Purtroppo a Mons. Betori difficilmente perdonerò il suo atto di apostasia nei confronti della Vecchia Signora :-)

  3. umberto ingrosso scrive:

    Certo La Pira,sindaco santo,sara’ a disagio lassu’ in Paradiso,senza poter seder su di una panchina dei Campi Elisi a farsi due chiacchiere col suo amico Ho Ci Minh.Preghiamo tutti perchè l’anima del Compagno salga in cielo al piu’ presto,e Dio dimentichi le migliaia di cattolici Vietnamiti che ha fatto assassinare dalla sua polizia.Amen.

  4. Giovanna scrive:

    Quello che dice Francesco “la trasversalità dei Cristiani è una ricchezza, non una diaspora” è molto bello purché si concretizzi nei fatti, ma se quelli che si dicono cattolici cominciano a dare lezioni al Papa…

  5. emanuele scrive:

    Tengo a precisare: il termine “diaspora” l’ho utilizzato solo per rendere l’idea delle attuali collocazioni politiche dei cattolici in Italia, presenti in ogni schieramento. Ovviamente, sono d’accordo con tutti coloro che considerano come una “risorsa” fondamentale il contributo dei cattolici di sinistra, di destra e di centro.

  6. Francesco scrive:

    Partecipai a un incontro con l’On. Bindi. Era un’incontro sulla politica, non di politica.
    Durante un dibattito molto intimo e colloquiale, disse: “Ma lo volete capire che *siamo una minoranza*? Quando chiedo cento, sono contenta se mi danno dieci. Ma a volte mi accontento se mi danno nove e mezzo”.
    Anche se ci fosse la volontà di tutti i cattolici italiani, siamo sicuri che un unico partito dei cattolici potrebbe davvero funzionare?
    Mi pare che l’UDC cerchi di presentarsi come unico partito che rappresenta al 100% la Dottrina sociale della Chiesa. E’ una posizione che può essere pericolosa, perchè in questi casi o accetti di rappresentare una minoranza, sapendo che non governerai mai, a meno di non accontentarti di “nove e mezzo quando chiedi cento”; o, sentendoti depositario *della* verità, rischi l’integralismo.
    Che piaccia o no, ci sono sensibilità diverse, e anche un partito unico dei cattolici non riuscirà mai a realizzare la Dottrina sociale della Chiesa, proprio per la sua pluralità.

  7. emanuele scrive:

    Caro Francesco, condivido la tua analisi. E ti dirò di più: a mio modestissimo parere, è impossibile, in un terreno impervio come quello della politica, mantenere un’assoluta coerenza ai principi del magistero ecclesiastico: in uno Stato laico infatti, su qualunque tema si è spesso costretti a scendere a compromessi (che per un cattolico, dovrebbero essere il più possibile “nobili”). in quanto è diritto-dovere del Parlamento legiferare in modo equo per tutti.

    Chi crede (superbemente) di essere coerente ai principi che “Santa Romana Chiesa ci propone a credere”, si sbaglia di grosso. O perlomeno, agisce superficialmente, in quanto si è assistiti in questi ultimi anni ad un’autentica “scissione dell’etica”: ebbene sì, un’etica di destra e un’etica di sinistra. E l’attenzione dei media (e anche di una certa parte della gerarchia ecclesiastica) si è focalizzata non tanto sui temi sociali, come l’immigrazione, così come sono “visti” dal “punto di vista” cristiano, ma sui temi “eticamente sensibili”, con la conseguenza che chi li difende con maggiore intransigenza, è visto oggi come il vero “portabandiera” e “difensore” dell’ortodossia cattolica. Una visione certamente riduttiva della fede cristiana, ma che purtroppo è dilagata in questi ultimi anni, alimentando quella superbia (di cui accennavo nel mio precedente intervento) propria di alcuni esponenti politici, in special modo di quelli ascrivibili alla categoria dei “teo-con”.

  8. Giovanna scrive:

    Scusatemi il mio semplicistico modo terra terra di vedere le cose – nella mia cattiveria (Mt 7,11) potrei anche pensare che non vi degnate neanche di abbassarvi a rispondermi :
    io mica sto nella Chiesa o dietro il Papa per difendere assurdi principi astratti ma perché non ho trovato nessuno che si occupa così tanto del mio vero bene! Le ideologie nel concreto mietono troppe vittime…io ho trovato nella Chiesa Cattolica il vero antropocentrismo che l’illuminismo non ha per niente realizzato…anche la politica dovrebbe lavorare per questo…o fabbrica soltanto TROPPE parole vuote???

  9. Francesco scrive:

    Non so chi sono quei “voi” che non dovrebbero risponderti… Spero che ti accontenti della risposta di un ospite come te.
    Io vedo la politica come qualcosa di bello e di grande… ma non troppo grande. La politica ha molti limiti. Ho paura anch’io delle ideologie, come te, per cui desidero una politica più leggera: mi accontento di politici mediamente competenti ed onesti, possibilmente un po’ innovatori. Non mi interessano gli uomini della provvidenza (con la minuscola, in questo caso), anzi li temo.
    Come Cristiano so la politica non mi permetterà di vedere realizzati in pratica tutti i miei valori.
    Credo che l’errore sia quello di pensare che la politica possa realizzare il bene assoluto (ideologico, razziale, religioso), quando questo può solo portare a disastri.
    Credo che la risposta alla domanda con cui chiudi il post sia la solita: trovare una via di mezzo. La politica deve amministrare e trovare soluzioni per fare qualcosa di buono per la maggior parte delle persone: non credo produca solo vuoto. Del resto, la grande visione cristiana del mondo non spetta alla politica – per lo meno a come la concepiamo oggi nelle Nazioni democratiche – realizzarla. Può aiutarla, il politico può operare sulla base di questi valori e di questa visione, ma ricordando sempre che si tratta di un mezzo umano e, per questo, limitato.

  10. “Ma se queste cose accadono, è anche perché l’attenzione e la vigilanza di tutti si sono in qualche modo affievolite. Ognuno di noi, e io per primo, secondo il proprio ruolo e responsabilità, siamo chiamati a impegnarci attivamente a risalire la china, in un percorso di purificazione che non ammette alibi” dice Betori. Insomma , in parole povere: “Il prete abusa di tuo figlio? Potevi fare attenzione!”
    http://noirpink.blogspot.com/2.....prete.html

  11. Giovanna scrive:

    Grazie Francesco per le ottime riflessioni! Sono molto contenta del mio attuale ruolo di mamma casalinga, anche se per il fatto che non lo è stato nei miei sogni di bambina e che, mi rendo conto, non lo è neppure nei sogni di molte donne di questi tempi, mi rende un po’ vulnerabile alle facili spallucce di spocchiosi intellettuali…perdonatemi per lo sfogo generalizzato…
    Oggi il Papa si è espresso al riguardoDistinguere tra religione e politica è una specifica conquista della Cristianità.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 11 + 12 ?
Please leave these two fields as-is: