Quando votiamo i provvedimenti blindati del governo, ci si accusa di essere inutili; quando li cambiamo, ci si accusa di smontarli: comunque vada, il Parlamento sbaglia. E quegli stessi giornali che ci accusano di aver smontato i decreti, dirottando fondi su altre emergenze, magari da un’altra parte denunciano l’assenza di interventi in quei settori che vogliamo aiutare. Faccio un esempio, perché se no mi capisco da solo: la legge di stabilità e il Fondo per la non autosufficienza, che incide direttamente sulla vita dei disabili gravi.

Premessa: il governo Prodi 2006 istituisce il Fondo per la non autosufficienza, che il governo Berlusconi via via ridimensiona fino ad azzerarlo completamente. Così, in ogni manovra (o qualcosa che le assomigli) in Commissione Affari Sociali cerchiamo di ripristinare almeno la cifra minima di 400 milioni; lo stesso cerchiamo di fare con il Fondo per l’inclusione sociale, azzerato da Tremonti per supplire ai soldi mancanti dell’Ici dopo la sua abolizione. Ieri ci abbiamo riprovato, ma sul Corriere della Sera (che titola, per stuzzicare la pancia dei lettori, sul “no dei deputati al decreto sui costi della politica”, senza entrare nel dettaglio del provvedimento) Mario Sensini la racconta così:

“Mentre la Finanze dettava ieri le sue condizioni per dare il via libera alla Legge, la Commissione Affari Sociali smontava letteralmente la manovra sulla sanità. Cancellando con un colpo di penna la riduzione del Fondo sanitario nazionale di 600 milioni messa in conto per il 2013, sostituendo i previsti risparmi con un ben poco fantasioso taglio lineare, di pari importo, al bilancio dei singoli ministeri. Non bastasse, la stessa commissione ha di fatto prosciugato il nuovo Fondo per le emergenze creato a Palazzo Chigi di 900 milioni: 400 ai non autosufficienti, 450 al Fondo sociale, il resto al servizio civile.”

Un giornale può avere le posizioni che vuole, ci mancherebbe: sulle politiche sociali, sul taglio di 600 milioni sull’acquisto dei dispositivi medici (del quale magari parliamo con calma, perché in effetti c’è un bel coperchio da sollevare), sulla lotta alla povertà. Ma poi sullo stesso Corriere della Sera, nella versione online, campeggia contemporaneamente un articolo toccante di Maria Giovanna Faiella sullo sciopero della fame dei disabili gravi a Milano, perché “il governo non rispetta le promesse”. A mio modo di vedere, i disabili hanno ragione da vendere: il Fondo per la non autosufficienza è pari a zero, il Piano nazionale annunciato dal governo in collaborazione con le Regioni non è stato ancora finanziato, molte famiglie sono costrette ad arrangiarsi da sole. Cosa fa allora la Commissione Affari Sociali, che proprio di questi temi si occupa? Prende il cosiddetto Fondo Catricalà (900 milioni per le emergenze) e dice: “Signori, per noi le emergenze sono queste”. Smonta un decreto? No, fa il suo lavoro: sarebbe colpevole, anzi, se tacesse. Il guaio di tutta questa storia, a voler essere onesti, è un altro: che ora i suddetti emendamenti, già approvati, passeranno alla Commissione Bilancio, e la Commissione Bilancio li boccerà (come già avvenuto, ad esempio, per il Fondo per la cura dei giocatori d’azzardo patologici, finanziato con una percentuale delle entrate dei giochi stessi). Noi avremo fatto la figura del poliziotto buono, loro quella del poliziotto cattivo, e le politiche sociali rimarranno ancora una volta scoperte.

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Un commento to “La colpa è tacere”

  1. cicero tertio scrive:

    Quanti post di questo tenore ci saranno riservati ancora ?
    Si,la colpa sarà anche di tacere ma la colpa è anche non capire o non voler capire che con l’euro e con quest’Europa che si arricchisce al nord a spese del sud le cose non potranno che peggiorare e che i più deboli saranno quelli che pagheranno il prezzo più caro e doloroso. Notizia di oggi: la Spagna ha il 25% di disoccupati, di ieri che la Grecia invece di 13 milardi ne ha ora bisogno di 30, dell’altro ieri che il Portogallo è alla fame mentre da noi le mense della Caritas sono semnpre più frequentate da connazionali. Le colpa non è solo tacere ma anche colpevole è chi non vuol capire, non vuole informarsi, o non gliene frega, non ha quindi le capacità di far qualcosa come singolo o gruppo che spezzi queste catene che ci hanno messo chi aveva capito come fregarci. Ma specie questa classe politica è tutta colpevole, incapace, autoreferenziale, la messa al potere di Monti, la foglia di fico che doveva coprire le sue vergogne , è stata il suo capolavoro di inettitudine nel migliore dei casi o di complicità con chi non fa gli interessi nostri ma di altri . Il fatto che venga fatto passare da questa classe politica come il salvatore della patria mentre invece è quello che la sta mandando definitivamente in rovina è un’altra colpa imperdonabile di cui tra non molto qualcuno dovrà pure rispondere.
    Tanto per rinfrescare la memoria ecco un elenco dei successsi di questo governo dopo neanche un anno (ripreso da uno dei siti che leggo per informarmi al di fuori dei mass-media collusi):

    1) Il PIL è crollato nel 2012 e chiuderemo al -2,5/-2,7% (ben il 2,0-2,5% meno della media UE, mentre negli ultimi 15 anni crescevamo “soltanto” dello 0,7/1,0% in meno rispetto alla media europea)
    2) Sono stati creati 800.000 nuovi disoccupati, 200.000 nuovi cassaintegrati, 400.000 lavoratori sono passati dal full time al part time
    3) Sono crollati la produzione industriale, i consumi, gli investimenti, con percentuali che per settore e comparto vanno dal 2% fino all’8%-9%
    4) Sono peggiorate brutalmente le finanze pubbliche: il debito pubblico cresceva nel 2010 e nel 2011 di circa il 2% all’anno, con Monti siamo arrivati al +7% in un solo anno (dal 120% al 127%), ed il deficit di bilancio non ne vuole sapere di ridursi per raggiungere quell’agognato e più che mai inutile pareggio di bilancio nel 2013
    5) L’inflazione è salita in un solo anno dal 2,2% al 3,3%.
    Una vera sciagura, che ha davvero pochi precedenti nella storia repubblicana. Tuttavia ricordando ancora una volta che il professore Monti non ha mai lavorato per conto della Repubblica Italiana, ma è chiaramente al soldo e alle dipendenze di altri committenti che si trovano sparpagliati nei consigli di amministrazione delle maggiori banche e società finanziarie del mondo, dalla Goldman Sachs alla Deutsche Bank, da Morgan Stanley a Credit Agricole, non bisogna stupirsi troppo se per lui questi dati siano il frutto di un grande successo, che hanno consentito in vario modo a questi interlocutori internazionali di incassare il bottino del furto commesso in Italia. Per capire in quale modo scrupoloso ed egregio Monti e la sua banda di briganti stiano svolgendo il compito e siano in pari con il programma, basta ricordare brevemente alcuni passaggi fondamentali: la garanzia statale apposta in fretta e furia a dicembre sui prestiti e sulle obbligazioni bancarie con il decreto salva-Italia (meglio noto come salva-Banche), i €2,6 miliardi accreditati a gennaio alla Morgan Stanley per chiudere anticipatamente una posizione in contratti derivati, i €3,9 miliardi regalati a giugno alla banca fallita Monte Paschi di Siena per acquistare le sue obbligazioni spazzatura, i €10 miliardi forniti a settembre al fondo di strozzinaggio MES, che verranno utilizzati per acquistare titoli di stato di Germania, Finlandia, Olanda, alla faccia della sua iniziale funzione di solidarietà e sussidiarietà per aiutare i paesi della periferia più in difficoltà”
    E adesso aspetto di leggere il prossimo piagnisteo.

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