Batman Fiorito le esclude, ma le dimissioni sono l’unica strada possibile per il presidente della Regione Lazio, che a questo punto – e lo conferma anche la richiesta d’incontro al ministro dell’Interno – si sta rendendo conto di quanto sarebbe difficile resistere con lo scotch fino al 2015. Al di là dell’inadeguatezza amministrativa, dalla sanità ai rifiuti, Renata Polverini ha fallito prima di tutto sul piano morale: fatti dimenticare in fretta i suoi trascorsi sulle tessere gonfiate nell’Ugl, si era presentata come la donna nuova e tutta di un pezzo, chiamata a riscattare il Lazio dalla vergogna del caso Marrazzo. Ma il suo discorso inaugurale in Consiglio regionale, mercoledì 12 maggio 2010, riletto oggi fa rabbrividire.

“Signor Presidente, onorevoli consiglieri, con il voto del 28 e 29 marzo gli elettori del Lazio hanno lanciato alla politica una richiesta di rinnovamento che non intendo far cadere o tantomeno deludere. Sostenere, per di più in una situazione come quella che tutti ricordiamo, una donna esterna al mondo politico, proveniente da una organizzazione di lavoratrici e lavoratori, esprime l’attesa di un cambiamento che sto provando ad interpretare sin dai primi momenti del mio governo. (…) Intendo mantenere questo atteggiamento per tutta la legislatura, provando così a riconciliare, dopo i noti fatti del 2009, il cittadino con l’istituzione Regione che dovrà tornare ad essere una casa trasparente, accogliente, aperta ed efficiente. (…) È un impegno mantenuto sul fronte del contenimento dei costi visto che la riduzione delle direzioni regionali, primo tassello della riorganizzazione che immagino, consentirà un risparmio complessivo a regime di circa 4 milioni per le casse regionali; risparmio al quale avrei voluto volentieri aggiungere quello relativo alle spese di rappresentanza della Presidenza se non avessi già trovato l’intera somma del 2010 completamente impegnata. (…) La Regione Lazio vuole concorrere all’obiettivo comune di una Europa unita e coesa, attraverso l’assunzione di comportamenti virtuosi sotto il profilo economico. (…)Assistiamo in molti casi a una duplicazione delle spese per attività che la Regione potrebbe svolgere benissimo al suo interno valorizzando o semplicemente utilizzando meglio le professionalità di cui dispone. La proliferazione delle consulenze, quella degli incarichi dirigenziali, assegnati addirittura a tempo indeterminato e mai sottoposti a una verifica di merito sul raggiungimento degli obiettivi assegnati, la bulimia dei consigli di amministrazione rappresentano una voce clamorosa di spreco del denaro pubblico che intendo rivedere radicalmente e al più presto. (…) Nella nostra attività abbiamo sempre messo al primo posto la moralità. Molti lo sanno, altri fingono di non saperlo, pochi lo ignorano. Oggi assumiamo su di noi un impegno che richiede coraggio e dedizione, che ci accingiamo a svolgere nell’interesse della nostra collettività liberi da qualsiasi condizionamento. Sul piano morale e politico dobbiamo rappresentare l’antitesi al servilismo, agli antiprofittatori, i fustigatori dei corrotti, coloro che non sognano e tantomeno ottengono prebende, coloro che non scadono a compromessi con la propria coscienza”.

L’ha detto lei: “dobbiamo rappresentare coloro che non scadono a compromessi con la propria coscienza”. Se non ha cambiato idea nel frattempo, Renata Polverini si dimetta almeno per salvare la propria dignità.

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2 commenti to “La coscienza di Renata”

  1. strabene scrive:

    Peccato che 1 anno fa quando la Polverini alle 2:30 di notte ha
    elargito 14 vitalizi ai suoi assessori esterni, di cui 13 trombati del
    PdL nessuno si è soffermato sul merito di quella questione. Il vitalizio
    altro non è che una forma di corruzione con cui Renata diceva ai suoi assessori:
    sostenete il governo della Regione Lazio fino al 2015. Altrimenti col cazzo
    prendete il vitalizio(bisogna concludere la legislatura). Del resto un caso
    analogo riguarda il Responsabile Razzi che teneva in vita il Governo Berlkusconi per far entrare la pensione “facendosi i cazzi suoi” perchè in quel Parlamento c’era chi poteva “mettergliela nel culo senza vasellina”
    Un solo giornale allora diede risalto alla questione: Il Fatto Quotidiano…
    viene il dubbio se non siano meglio loro all’opposizione del PdL…o comunque
    della malapolitica in generale che nel PdL ha la sua massima espressione

  2. Jacopo scrive:

    da lettore saltuario di questo come di altri blog, nelle (molte, per quanto brevi) pause che mii concedo mentre scrivo la tesi, ho notato questo. da tre giorni su questo blog (e non solo su questo, in realtà) leggo post sull’affaire polverini. e scrivi tutte cose giuste. giusto l’affondo severo sul governatore; giusto l’accenno al fatto che lei, con l’onestà, ha poco a che spartire; giustissimo il tuo non giustificare assolutamente la condotta non trasparentissima del gruppo pd nel consiglio regionale del lazio. giustissimissimo che tu senta particolarmente il tema, essendo un parlamentare di roma (anche se, mi par di capire, non “eletto” in un collegio romano).
    però.
    in questi giorni c’è anche un’altra grossa notizia. fiat ha abbandonato il pano fabbrica italia, in nome del quale ha distrutto il modo di condurre le relazioni industriali, ha fatto carta straccia dei diritti, ha aperto parecchi e non secondari problemi giuridici. il pd come sempre farfuglia su questo tema (facendosi superare in chiarezza e lucidità d’analisi perfino da romiti!), e mi piacerebbe sapere cosa ne pensa un suo esponente che a suo tempo aveva sposato senza se e senza ma la linea di marchionne. è una richiesta indebita, certo, perchè il blog non lo scrivo mica io; ma sai, quando si dice la curiosità…

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