Non sono ancora sicuro che le primarie del Centrosinistra si facciano, e per me non è una buona notizia. Le vorrei con una bella varietà di scelte possibili per confrontare le idee, e con il doppio turno per indicare poi nel ballottaggio il candidato leader di tutti. Non le vedo come una minaccia al Pd e anzi, se devo dirla tutta, mi insospettisce pure questa improvvisa unità d’intenti fra i leader del partito a Porcellum vigente: con le liste bloccate da decidere, e una possibile vittoria all’orizzonte, mi sorge il dubbio – spero davvero di sbagliarmi – che si stia pensando agli equilibri interni anziché alle elezioni, peraltro ancora tutte da giocare. E con un viatico sconfortante, tra l’altro, nelle ultime tre partite: due sconfitte nette (2001, 2008) intervallate dal pareggio del 2006 con vittoria ai rigori.

Sarò banale, se essere banale è non cambiare idea, ma mi tocca ripetere le cose di sempre: con il solo zoccolo duro non si va da nessuna parte, bisogna ritornare a incuriosire l’Italia, si va al governo anche con i voti di chi l’altra volta ci mandò Berlusconi. Se no, al massimo si ri-pareggia. Ecco perché, invece di fare melina e aspettare il fischio finale della legislatura, cercherei di regalare al pubblico un po’ di bel gioco; di certo, non quello falloso e incattivito a cui stiamo dando vita in questi giorni. Ha ragione Pierluigi Battista, sul Corriere di oggi: al netto dei toni di Matteo Renzi, che non ha ancora imparato bene l’uso della frizione, il fuoco di fila dei dirigenti storici – Bersani escluso – è davvero un autogol clamoroso.

“O sono legittimi i toni aspri di chi viene sfidato e non condivide la politica proposta dal sindaco di Firenze. Ma un martellamento così stizzito, peraltro non assecondato dallo stesso Bersani che ne dovrebbe essere il beneficiario, ha il sapore della reazione infastidita di un ceto dirigente che si crede inamovibile ed è anche controproducente. Sembra il ricompattamento della nomenclatura contro l’outsider e non è una buona politica se si considera il non proprio eccelso livello di popolarità che le nomenclature di partiti oggi patiscono nell’opinione pubblica. (…). La critica politica alle posizioni di Renzi non deve essere ingabbiata in una pastoia di buone maniere che nascondono l’essenza di un conflitto esplicito. Ma se il coro si fonda sull’ossessione dell’«incapacità» del giovane Renzi, sostenuta con sospetta unanimità dentro e fuori il Pd, da D’Alema a Vendola, da Fioroni a Casini, da Rosy Bindi allo stesso Grillo, allora la critica politica diventa l’isolamento del reprobo, la terra bruciata attorno al grande rompiscatole (…). Perché Renzi è sentito come una minaccia, un esplosivo da disinnescare, a prescindere dai sondaggi e dalle previsioni. Un regalo più prezioso al sindaco di Firenze non si poteva immaginare”.

So che per molti sarebbe preferibile un bel letargo, del tipo “addormentiamoci e risvegliamoci a fine inverno, perché queste elezioni si vincono stando zitti”. Io credo invece di no, perché con Grillo è cambiato tutto… ma se le uscite devono essere quelle di questi giorni, quasi quasi rimpiango il silenzio.

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6 commenti to “Autogol”

  1. Jacopo scrive:

    e infatti il problema è proprio quello: che cosa offre di “nuovo” il pd? o anzi meglio, per usare la metafora, dov’è il famoso “bel gioco”? il problema è che qui non se ne vede. e la pochezza dell’attuale stato maggiore del pd traspare, chiara, in questo attacco “a mucchio”, per una volta tutti d’accordo, a renzi. cosa che fa capire che, a spaventarli davvero, è l’eventualità che renzi vinca e a loro, stavolta sì, tocchi cedere la scena. eppure ce ne sarebbero di cose su cui attaccare il nullo sindaco di firenze.ad esempio, si potrebbe inchiodarlo alle sue stesse parole: quando dice che se perde “tornerà a fare il sindaco di firenze”, si potrebbe chiedergli, visto che fino a prova contrari lui adesso E’ il sindaco di firenze, se attualmente non stia sfruttando la sua sovra-esposizione mediatica per inseguire vantaggi personali, e non consideri la carica alla quale i suoi concittadini lo hanno eletto una sorta di doposcuola, da frequentare se e quando ci sono il tempo e la voglia. oppure chiedergli davvero qualcosa sul suo (fantomatico?) programma, che a tutt’oggi non si capisce cosa sia e dove stia; in un’intervista, dopo il solito rosario di, pur sacrosante, banalità (“è giusto che chi fa politica da trent’anni se ne vada”, “largo ai giovani”, eccetera), all’unica domanda concreta, cioè come la vede lui sulla situazione che attualmente c’è in sardegna, ha risposto “che domande fate, mica posso sapere tutto io…”. se ci fosse una classe dirigente normale, uno così non salterebbe neanche fuori. invece abbiamo una classe dirigente che, alle festa nazionali del partito, riesce a non invitare la fiom per discutere di lavoro, nè a reggio (la città di landini, fra l’altro), nè a torino; che non invita la fornero per la paura, peraltro fondata, delle contestazioni di qualche militante; che non invita di pietro perchè “non ci sono le condizioni” (lino paganelli “responsabile feste” dixit!); che in compenso invita sallusti a parlare con un dinosauro come sposetti (tanto per dire: ma il linguaggio di sallusti un po’ fascistello non lo è?); che invita maroni (apprezzato ospite alle feste dell’unità: evidentemente, per gli esponenti di un partito razzista e oggi si scopre anche un po’ ladro le “condizioni per un invito” ci sono sempre); che invita schifani. per forza poi saltano fuori i renzi e i grillo: l’uno, che dice cose a volte condivisibili, ma con dosi massicce di populismo, proponendosi come un salvatore della patria quando in realtà è un ricco imprenditore del comico che ingrassa il suo portafogli facendo quel che fa; l’altro, ostentando un giovanilismo antipatico e sciocco, non dicendo nulla, presentandosi davanti alla gente con da un lato i righeira e dall’altro giorgio gori (l’uomo che ha portato il grande fratello in italia, per capirci). questo è il partito che dovrebbe, un domani, governare il paese…

  2. marco scrive:

    quando renzi dirà cosa vuole, sì potrà criticarlo su cosa vuole : ha un programma, da qualche parte ?

    quanto allo zoccolo duro, da solo forse non basta, senza però non vai da nessuna parte e io (e nel mio circolo siamo in tanti) uno come renzi non lo voto, se vince, se perde, se si dà fuoco…perchè non è solo altro da me, è il contrario di me.
    spero alle prossime politiche di poter votare il partito cui sono iscritto !

  3. Jacopo scrive:

    il punto, come dici bene, marco, è proprio che il pd attualmente è un partito che non si capisce che programma abbia. renzi, come vediamo tutti, è il vuoto puro. ma bersani? ma il resto del partito? non sono credibili sul lavoro, poichè hanno votato tutte le peggiori schifezze di monti (norme di destra certamente da un lato, ma anche, dal punto di vista tecnico, mal scritte; non si è visto neanche in questo lo scarto rispetto a un brunetta o a un sacconi); non sono credibili da un punto di vista, per così dire, di questione morale, e il perchè è sotto gli occhi di tutti (e i casi non fanno distinzioni correntizie: il bersanian-d’alemiano penati, il rutelliano lusi, il cattolico marrazzo). quanto alle alleanze, che alleanze vogliono? vogliono andare con casini, come sembra evidente? perfetto, allora abbiano l’onestà di spiegare ben chiaro agli italiani, in specie al loro “zoccolo duro”, che loro intenzione è allearsi con chi ha governato con berlusconi fino a ieri (e continua a governarci in molte amministrazioni), che, soprattutto al sud, ha addosso gli occhi di più di una procura, anche e soprattutto in sicilia, dove il pd ha mollato tutti pur di allearsi con l’udc. se ti allei con casini, cosa fai sul testamento biologico? e sulle nozze gay, che sono ormai un fatto neanche più di civiltà, ma di semplice buonsenso? e se devi fare una legge anti-corruzione seria, casini acconsentirà? senza contare che le divisioni, laceranti, sono presenti già nel partito stesso: da un lato chi dice che “bisognerà continuare con l’agenda monti” (la destra del partito: i vari veltoni, boccia, ceccanti, tonini, morando; gente che non ha neanche il suo voto, se non basta quello degli altri); dall’altro chi invece sostiene che “abbiamo votato i provvedimenti di monti perchè bisognava salvare il paese, ma la nostra ricetta è un’altra” (fassina, orfini, forse lo stesso bersani. ma è d’obbligo chiedere: se avevte votato tutte queste porcate “per salvare il paese” ma “la vostra ricetta è un’altra”, forse che pensate che la vostra ricetta “alternativa” non è quella adatta al paese? pregasi chiarire questa contraddizione!). auguri, non c’è che dire.

    p.s. marco, mi sa che il tuo voto non se lo meritano…

  4. Jacopo scrive:

    il punto, come dici bene, marco, è proprio che il pd attualmente è un partito che non si capisce che programma abbia. renzi, come vediamo tutti, è il vuoto puro. ma bersani? ma il resto del partito? non sono credibili sul lavoro, poichè hanno votato tutte le peggiori schifezze di monti (norme di destra certamente da un lato, ma anche, dal punto di vista tecnico, mal scritte; non si è visto neanche in questo lo scarto rispetto a un brunetta o a un sacconi); non sono credibili da un punto di vista, per così dire, di questione morale, e il perchè è sotto gli occhi di tutti (e i casi non fanno distinzioni correntizie: il bersanian-d’alemiano penati, il rutelliano lusi, il cattolico marrazzo). quanto alle alleanze, che alleanze vogliono? vogliono andare con casini, come sembra evidente? perfetto, allora abbiano l’onestà di spiegare ben chiaro agli italiani, in specie al loro “zoccolo duro”, che loro intenzione è allearsi con chi ha governato con berlusconi fino a ieri (e continua a governarci in molte amministrazioni), che, soprattutto al sud, ha addosso gli occhi di più di una procura, anche e soprattutto in sicilia, dove il pd ha mollato tutti pur di allearsi con l’udc. se ti allei con casini, cosa fai sul testamento biologico? e sulle nozze gay, che sono ormai un fatto neanche più di civiltà, ma di semplice buonsenso? e se devi fare una legge anti-corruzione seria, casini acconsentirà? senza contare che le divisioni, laceranti, sono presenti già nel partito stesso: da un lato chi dice che “bisognerà continuare con l’agenda monti” (la destra del partito: i vari veltoni, boccia, ceccanti, tonini, morando; gente che non ha neanche il suo voto, se non basta quello degli altri); dall’altro chi invece sostiene che “abbiamo votato i provvedimenti di monti perchè bisognava salvare il paese, ma la nostra ricetta è un’altra” (fassina, orfini, forse lo stesso bersani. ma è d’obbligo chiedere: se avevte votato tutte queste porcate “per salvare il paese” ma “la vostra ricetta è un’altra”, forse che pensate che la vostra ricetta “alternativa” non è quella adatta al paese? pregasi chiarire questa contraddizione!). auguri, non c’è che dire.

    p.s. marco, mi sa che il tuo voto non se lo meritano…

  5. marco scrive:

    macosa succede dopo le elezioni dipende dai voti, se tanta gente ci darà fiducia, avremo i numeri.
    se non li avremo, le alleanze , anche strane, saranno necessarie-perchè il paese senza governo non può stare- e voglio vedere se chi ci ha negato il voto avrà il coraggio di rimproverarci di non avere i numeri per fare da soli.
    bersani l’ho sentito alla festa provinciale della mia provincia, e mi ha convinto . il rigore è un esigenza, e noi vogliamo stare nell’euro a tutti i costi. se ci andiamo noi presentiamo il conto anche ad altri, invece che sempre ai soliti.
    e vediamo di allentare anche un po’ il cappio, spingendo nella stessa direzione in cui spinge hollande (3 mesi fa la BCE che compra titoli illimitati sarebbe stata fantascienza).
    mi sembra coerente, preciso, e perlomeno sensato . forse non funzionerà, ma è l’unico ragionamento che alle mie orecchie suoni basato un minimo sulla realtà.

  6. Jacopo scrive:

    mah! se molti negheranno il voto al pd, è proprio perchè il pd non è chiaro su molte cose. è un po’ strano annunciare prima che sarà necessario allearsi con casini (questo nel pd oggi lo dicono tutti), in questo modo allontanare dal pd molta gente di sinistra, poi fare le elezioni allearsi con casini dopo il voto (come annunciato da d’alema) per poi dire: “se ci avesse votato più gente, non ci saremmo alleati con casini”. e non mi convinve neanche il discorso in base al quale “se si vuole governare, servono alleanze”, perchè giustifica in pratica allearsi con tutti; in cosa casini è migliore della lega o del pdl? non è stato complice anche lui delle peggiori stagioni berlusconiane, fra leggi ad personam e porcellum? ha forse una classe dirigente più preparata? da un punto di vista giudiziario, è diverso? anche io besrani qualche volta l’ho sentito, in piazza. la mia impressione è che dica quello che chi lo ascolta vuole sentirsi dire; se fa un comizio, picchia un po’ più duro; se ha vendola seduto vicino dice che è ora di fare le nozze gay; il giorno dopo vede casini e dice che non è una priorità; è gradito ospite al meeting di cl, nonchè alle feste della lega; non ha detto una parola chiara una su penati (che ha promosso direttamente dalla trombatura a candidato governatore a capo segreteria); la gente protesta cntro la tav e lui non li sta neanche a sentire e dice che le proteste sono una minaccia per la democrazia e l’opera si deve fare punto. nel 2009 l’ho anche votato, alle primarie (a livello regionale ho scelto invece vittorio angiolini, il candidato di ignazio marino, che ha seguito beppino englaro). ma ora no, non mi convince più.

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