Il decreto sviluppo non è la soluzione a tutti i problemi dell’Italia, per carità. Ma è simbolicamente importante – lo dicevo ieri – perché mette finalmente una crocetta nella colonna lasciata finora vuota da Monti: ci dice che nessun governo, nemmeno uno di emergenza, può pensare di rimettere in moto un Paese fermo senza dargli una spinta. Nel testo licenziato dalla Camera di spinte ce ne sono diverse: ecco qui le principali, divise per punti e spiegate brevemente.

Infrastrutture. Per finanziare le infrastrutture si punta sui project bond, ossia sulle obbligazioni emesse dalle società di progetto: se le acquisti, avrai una tassazione sugli interessi agevolata al 12,5 per cento; se ci perdi, puoi dedurre per intero gli interessi passivi dalle tasse. In più, si applica il regime di defiscalizzazione a tutte le nuove opere infrastrutturali in partenariato pubblico-privato.
Ristrutturazioni. Innalzati il limite delle spese da 48.000 a 96.000 e la percentuale della detrazione dal 36% al 50% per le ristrutturazioni edilizie sostenute dal 26 giugno 2012 fino al 30 giugno 2013. Proroga fino al 30 giugno 2013 (dal 31 dicembre 2012) della detrazione del 55% per le spese per interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
Incentivi. L’idea è di abbandonare i finanziamenti a pioggia e di riordinare il settore degli incentivi alle attività imprenditoriali, per recuperare risorse e concentrare la politica industriale su progetti di rilevante interesse nazionale. I settori sono: ricerca, sviluppo e innovazione; rafforzamento della struttura produttiva, in particolare del Mezzogiorno (85% delle risorse complessive); promozione della presenza internazionale delle imprese e attrazione di investimenti dall’estero.
Iva. Il governo Berlusconi aveva introdotto l’Iva all’incasso per partite Iva con fatturati fino a 200 mila euro l’anno, tagliando fuori molte piccole e medie imprese; il governo Monti ci ha aggiunto uno zero, arrivando a coprire il 96,8% delle imprese italiane. Si estende inoltre la possibilità per i costruttori edili di portare a compensazione anche l’Iva relativa agli immobili venduti o locati 5 anni dopo l’ultimazione dei lavori.
Imprese. Contributo a favore di tutte le imprese che effettuano nuove assunzioni a tempo indeterminato di profili altamente qualificati, attraverso un credito d’imposta del 35% sulle spese effettuate per le nuove assunzioni di personale, con un tetto massimo di 200 mila euro per impresa.
Spettacolo. Riconoscimento della qualifica di micro, piccola e media impresa agli organismi dello spettacolo costituiti in forma di impresa operanti nei diversi settori di attività, che potranno così usufruire delle agevolazioni nazionali e comunitarie previste dalla normativa vigente per le PMI.
Lavoro. Introdotte numerose modifiche alla riforma del lavoro, tra cui: la possibilità di ridurre gli intervalli di tempo tra più contratti a termine in caso di attività stagionali e in ogni caso previsto dalla contrattazione collettiva; la possibilità di assunzione di apprendisti in somministrazione a tempo  indeterminato; l’estensione da uno a due anni dell’arco di tempo entro il quale sono determinati i requisiti necessari per essere considerati titolari di “autentiche” partite Iva; la possibilità anche per il 2013 di cumulare le prestazioni derivanti dalla cassa integrazione con il voucher (buono lavoro); l’estensione al 2014 delle disposizioni previste per il 2013 in materia di periodo transitorio di mobilità (più favorevoli per i lavoratori); il congelamento per un anno delle aliquote per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps non assicurati presso altre forme obbligatorie.
Energia. Tra i vari cambiamenti previsti dal decreto, c’è il nuovo assetto delle concessioni idroelettriche, con la previsione di una durata rapportata alla quantità di investimenti futuri, nonché di una adeguata remunerazione delle opere oggetto della gara, che deve svolgersi in assenza di conflitti di interesse. Poi ci sono semplificazioni burocratiche per la raffinazione petrolifera e accelerazioni per infrastrutture energetiche strategiche ancora in attesa del via libera dalle Regioni, ma contemporaneamente si introduce una fascia più rigida di rispetto, fino alle 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.
Mobilità sostenibile. Reti per la ricarica dei veicoli elettrici; diffusione di flotte di veicoli a trazione elettrica, ibrida, Gpl, a metano e biometano, biocombustibili e a idrogeno; incentivi all’acquisto di veicoli a trazione elettrica o ibrida (contributo per l’acquisto, anche in locazione finanziaria, di un veicolo nuovo a basse emissioni complessive, previa consegna di un veicolo da rottamare da parte del proprietario o dell’utilizzatore). Un decreto ministeriale conterrà norme specifiche per la riqualificazione elettrica dei veicoli circolanti.
Città. Il decreto prevede un Piano nazionale per le città, finanziato da un Fondo di 250 milioni di euro e finalizzato alla riqualificazione di aree urbane, contenendo il consumo di nuovo suolo non edificato. Inoltre si destinano 68 milioni di euro a manutenzione e recupero degli alloggi privi di soggetti assegnatari di proprietà degli ex Iacp, da destinare alle particolari categorie sociali svantaggiate.
Terremoti. Per l’Emilia si prevedono diverse cose, oltre all’apprestamento urgente di moduli abitativi provvisori: tipo il credito di imposta per le assunzioni di profili altamente qualificati da parte di imprese locali oppure altri contributi (sempre sotto forma di credito di imposta) pari al costo sostenuto per la ricostruzione, il ripristino o la sostituzione dei beni d’impresa o di lavoro autonomo distrutti o inagibili a causa del sisma. Per l’Abruzzo, le nuove norme chiudono la fase della gestione dell’emergenza e aprono quella della ricostruzione e dello sviluppo. Si stanziano poi 35 milioni per il miglioramento sismico degli edifici gravemente danneggiati dal sisma del 2009 in Umbria.

Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , , , , ,

9 commenti to “Si riparte?”

  1. cicero tertio scrive:

    Solo che la spinta, e che spinta, Monti gliel’ha data all’indietro non si è mai visto un paese ove con le tasse, con cui si sono fatte manovre recessive, poi possa ripartire con lo sviluppo quando le aziende ,colpite stanno fallendo, chiudendo, delocalizzando , gravate da un fisco rapace, iniquo e feroce che le sta terrorizzando.
    Il peso del costo del debito pubblico aumentato a dismisura con lo spread imposatoci rende il paese meno competitivo, toglie risorse alla crescita e impone costi di finanziamento insopportabili alle aziende. Nei prossimi 12 mesi ci saranno da rifinanziare 300 miliardi, supponendo un tasso medio del 5% ( non tutti i titoli sono decennali) sono circa 150 miliardi sottratti all’economia. Tanti auguri.

  2. cicero tertio scrive:

    PS : mi fa piacere vedere una Volkswagen in panne, peccato che purtroppo lo è il nostro paese.

  3. cicero tertio scrive:

    Erata corrige: sono 15 miliardi il costo del rifinanzamento in ogetto , sommato al resto del debito che è circa in totale di 2000 miliardi gli interessi sono 100 miliardi .
    Una finanziaria lacrime è sangue non riesce a raccogliere più di 20 milardi per fare un paragone. Poi l’anno prossimo dobbiamo anche aggiungere 50 miliardi per il rientro dal debito come impegno per il Fiscal compact e 20 per la nostra quota di partecipazione all’ESM : come si farà è un bel mistero, chi vivrà vedrà, se sopravviverà.

  4. Fabrizio Scarpino scrive:

    Buonasera,
    è un piccolo passo, ma, almeno si muove qualcosina…

    Temi tutti molto importanti, ma, mi soffermerei su alcuni: (anche perchè non ho competenza su tutti i punti del decreto)

    Incentivi: bene il riordino dei finanziamenti a pioggia. Troppe volte si è parlato di incentivi e, troppe volte non se ne sono visti i risultati.

    Imprese: Credito d’imposta del 35% sulle spese effettuate per assunzione profili alti va molto bene, ma, vi è sempre il dubbio sulla reale volontà delle Imprese di assumere, investire e aumentare la produzione in questa situazione di crisi terribile.

    Lavoro L’Apprendistato in Somministrazione è cosa buona e giusta, ma, il problema grosso rimane: l’Apprendistato ha un limite ben preciso di età; sappiamo bene che il problema della disoccupazione è ormai anche “dilagante” dopo i 29 anni…

    Mi fermo qui, riportando qui sotto il mio TALLtweet odierno. (Chiedo scusa all’On.Sarubbi se approfitto di questo spazio, e se sono off-topic) ma, posto qui il mio TALLtweet per un discorso di condivisione; ognuno poi farà, se vuole, le sue valutazioni:

    Nel 1992 avevo 14 anni, mi apprestavo a cominciare la IV ginnasio…Oggi nel 2012 ho 34 anni. Nel 1992 crollò un sistema .. (1/8)
    ..politico e,ci fu l’attacco terribile della mafia alla Magistratura con le maledette stragi. Nel 2012,dopo 20 anni,il mio .. (2/8)
    Paese è praticamente in un SUBBUGLIO e CAOS totale:crisi economica,sociale,politica,disoccupazione alle .. (3/8)
    .stelle,corruzione,trattative stato-mafia,pedofilia nel clero,VatiliLeaks…Volevo però dirvi,(SENZA FARE PROPAGANDA,) che, .. (4/8)
    .se non avessi la fede nell’Ebreo Gesù detto il Cristo,io non so se reggerei a questo sfascio.La fede in questo Uomo-Dio mi .. (5/8)
    ..fa credere ancora in alcuni Uomini e Donne di buona volontà che so esserci in questo Paese,sia che siano credenti e sia che .. (6/8)
    .non lo siano. Un abbraccio miei cari follower e,SCUSATE E PERDONATE la mia lunghezza e la mia mancanza di sintesi:vi .. (7/8)
    ..prometto che, per qualche giorno starò in silenzio. (Poi ritorno,comunque) Con stima e amicizia, Fabrizio. (8/8)

    Lo so, è un pò grave usare TallTweet: sono stato anche richiamato, ma, che vve devo dì, se l’hanno inventato un motivo ci sarà…

    Buonasera al padrone di casa e a tutti.

    F.S.

  5. Pinuccio scrive:

    Andrea, so che non centra con questo tuo post ma apprezzando il tuo appassionato agire politico mi permetto di chiederti una cosa che mi sta davvero molto a cuore, anche perchè ho avuto modo anch’io di approfondire l’art 67 della Costituzione nell’elaborare il documento che viene citato nell’articolo di cui sotto ti riporto il link: PERCHE’ E’ STATO BOCCIATO L’EMENDAMENTO ANTI-TRASFORMISMO?
    Nella viva speranza di avere una tua risposta ti ringrazio davvero di cuore!

    http://www.cittanuova.it/conte.....uto=420586

  6. cicero tertio scrive:

    Ho ricevuto per e mail questo racconto che accludo.

    “Ecco cosa ha fatto Hollande in 56 giorni di governo (fatti non parole)
    - Ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate.

    - Ha fatto inviare un documento (dodici righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle vetture aziendali sfidando e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che troppo avaro, o stupido, o disonesto.

    La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure .

    Via con le Peugeot e le Citroen. 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati per aumentare la competitività e la produttività della nazione.

    - Ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito socialmente immorale ) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno.

    Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione.

    - Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali.

    - Ha istituito il bonus cultura presidenziale, un dispositivo che consente di pagare tasse zero a chiunque si costituisca come cooperativa e apra una libreria indipendente assumendo almeno due laureati disoccupati iscritti alla lista dei disoccupati oppure cassintegrati, in modo tale da far risparmiare soldi della spesa pubblica, dare un minimo contributo all’occupazione e rilanciare dei nuovi status sociale.

    - Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, rivistucole, fondazioni, e case editrici, sostituite da comitati di imprenditori statali che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani business legati a strategie di mercato avanzate.

    - Ha varato un provvedimento molto complesso nel quale si offre alle banche una scelta (non imposizione): chi offre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa supplementare:

    prendere o lasciare.

    - Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all’anno.

    Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo garanzia welfare che attribuisce a donne mamme singole in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di cinque anni, finchè il bambino non va alle scuole elementari, e per tre anni se il bambino più grande.

    Il tutto senza toccare il pareggio di bilancio.

    Risultato

    Lo spread con i bund tedeschi sceso, per magia. E’ arrivato a 101 (da noi viaggia intorno a 800 e oltre ).

    L’inflazione non è salita. La competitività e la produttività nazionale è aumentata nel mese di giugno per la prima volta da tre anni a questa parte.

    Hollande un genio dell’economia?

    No. E’ una persona normale.”

    … ed io aggiungo che non è nemmeno stato rettore della Bocconi.

    Ma siamo onesti, la avesse voluta farla qui in Italia pure Monti o qualcunaltro sarebbe mai stato possibile ?

  7. Andrea Sarubbi scrive:

    @cicero tertio: il documento che hai appena postato è una clamorosa bufala che gira su internet da un paio di settimane. Ci è cascato pure un giornalista di Repubblica, Coen, che poi non ha avuto l’onestà intellettuale di chiedere scusa ma ha cambiato il suo pezzo online come se niente fosse. Mi dispiace che ci sia cascato anche tu: spero che le tue altre fonti (da Barnard in giù) siano un po’ più credibili. In ogni caso, buona lettura: http://www.linkiesta.it/hollan.....blu-bufala

  8. cicero tertio scrive:

    Accetto la segnalazione e ne faccio ammenda : io ho riportato pari pari questo testo che infatti circola molto in rete, ricevuto per e-mail da amici. Il mio commento in calce è stato solo che Hollande non è mai stato rettore della Bocconi e che una simile manovra in Italia nè Monti nè altri avrebbero potuto farla, perchè, aggiungo sarebbe andata a toccare in maniera troppo incisiva ed inacettabile le rendite di posizione della Casta, di cui Monti, da essa impostoci nel modo cho ho già giudicato, doveva essere il loro provvidenziale salvatore prima ancora che salvsse il paese. Doveva fronteggiare l’emergenza creata da quel mondo finanziario e speculativo, da cui pure lui proviene, col grimaldello dello spread fatto artatamente schizzare in alto durante l’estate in cui i mercati sono più sottili. Insomma avete messo la volpe messa a guardia del pollaio, ed infatti ha poi dimostrato di saper spennare a dovere le galline.
    Però è vero o no per tornare al tema che Hollande si è ridotto lo stipendio come dice “le Monde” ?
    ” Il quotidiano francese segna passo dopo passo i cambiamenti apportati dal Presidente. «Dall’elenco scopriamo che lo stipendio dei Ministri e del Capo dello Stato è stato ridotto del 30% …
    Aveva infatti già sentito che lo aveva ridotto per sè a circa 13.000 euro, molto meno di quello che guadagna complessivamanete un nostro deputato. O è anche questa un’altra bufala?
    In ogni caso lo spread della Francia è incredibilmente più basso del nostro certo non dipenderà tanto da questo ma mi sembra che da loro ci sia più serietà nel rispetto della cassa pubblica .

  9. cicero tertio scrive:

    Aggiungo ancora che quanto a Bernard non si può far confronto tra quello che scrive da tempo e che spesso dimostra rispetto ad un testo anomimo che circola occasionalmente in rete.
    Comunque grazie per l’attenzione.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 13 + 5 ?
Please leave these two fields as-is: