Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, si candidò per finta alle Politiche nel 2008: l’incompatibilità delle cariche era infatti cosa nota, e nella prima seduta della XVI legislatura era già dimissionario. Ha lasciato a Montecitorio suo fratello Angelo, di dieci anni più piccolo, che grazie al potere di contrattazione dell’Mpa nella vecchia maggioranza con Pdl e Lega è stato eletto segretario dell’ufficio di presidenza della Camera dei deputati. Oggi il gruppo del fratello di Lombardo ha presentato un’interrogazione al question time, lamentandosi con il governo del fatto che i tagli della spending review andranno a danneggiare le Regioni virtuose. Come la Sicilia, appunto.

Più ancora che la prevedibile risposta del ministro dell’Economia sul decreto (è una “razionalizzazione della spesa pubblica” che “mantiene inalterato il livello sia qualitativo che quantitativo dei servizi sanitari erogati ai cittadini”), mi pare interessante il punto di vista del partito di Lombardo sulla vicenda default, che sta tenendo in allarme l’Europa, Napolitano e Monti: abbiamo già fatto parecchio, sulla sanità siamo addirittura virtuosi, per il resto non stiamo peggio del resto d’Italia.

SANDRO OLIVERI. Signor Presidente, signor Ministro, so bene che quello che sto dicendo può sembrare anacronistico, visto quello che riporta la stampa oggi in particolare, e da un po’ di tempo, in generale. In pratica, stiamo parlando della spesa sanitaria siciliana; è risaputo – è un dato certificato – che nel 2008, quando si era insediato il Governo che attualmente governa la Sicilia, la spesa sanitaria era tale da essere realmente in una condizione di crisi e vi era la possibilità di commissariamento della stessa sanità siciliana.
A quel tempo fu fatta una scelta molto forte e inusuale, ossia quella di porre un tecnico – ma non un tecnico in senso stretto, quindi un medico – all’assessorato alla sanità che potesse realmente – essendo un magistrato – «mettere le manette» alla spesa; e questo è successo, ed è anche questo un dato certificato, che effettivamente è stato anche riscontrato. (…) I dati parlano di un deficit che è passato da 617 milioni di euro a 21 milioni di euro, un costo del personale che, nonostante i rinnovi contrattuali, si è ridotto del 5,80 per cento, la mobilità passiva si è ridotta del 10 per cento, la spesa farmaceutica, di cui parlava anche lei, è scesa del 14 per cento, l’indice di ospedalizzazione – tutto questo di cui stiamo parlando riguarda la Sicilia – si è ridotto dal 249 al 174 per mille.
In più la spending review già si è attivata, facendo degli acquisti in regime di centralizzazione di spesa ed è famosa la prima gara Consip da 1 miliardo di euro, che è stata fatta proprio per l’acquisto dei farmaci in Sicilia. Tutto questo proprio nel rispetto della riduzione della spesa che ha visto anche a livello di bilancio una considerevole riduzione della spesa corrente, che è passata dal 2008, quando appunto il Governo si è insediato, che era di 20 miliardi di euro, , scendendo a 15 miliardi e 81 milioni di euro nel 2011, superando il record del 2001, che era di 15 miliardi 552 milioni di euro.
Tutto ciò nel momento in cui si effettuano invece dei tagli lineari, non si considera quella che di solito usiamo definire meritocrazia, quindi il dover non penalizzare quelle che sono le regioni virtuose. Completo con la classifica Moody’s, che retrocede di A002 l’Italia, ma con l’Italia la Basilicata, la Liguria, l’Umbria, la Puglia, la Sardegna, la Sicilia, ma anche Milano, Siena, Venezia e il Veneto. Quindi, la situazione della regione siciliana non è peggio di quella dell’Italia.

Non metto in discussione lo sforzo di rientro della Regione Sicilia in campo sanitario, in questi ultimi anni: anzi, è una conferma del fatto che un cambio di politica è possibile, anche quando ci sono abitudini incrostate da una vita. Ma molte altre devono cambiare ancora, a partire dalle 101 nomine di Lombardo negli ultimi tre mesi e mezzo, e se arrivasse davvero un commissario – lo dico senza sapere neppure cosa ne pensi il mio partito, ma tanto sulla Sicilia io ho una posizione in dissenso già dal sostegno a Lombardo – non potremmo che gioirne tutti.

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Un commento to “La Regione virtuosa”

  1. maxtrem scrive:

    Beh, se il pd nazionale almeno in questo caso, imponesse delle scelte alla federazione regionale, forse forse…..allo scandalo non si potrebbe proprio gridare. Magari un odg in direzione anche su questo lo si poteva presentare….

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