Per usare le parole di Mario Monti, nel suo intervento in Aula, oggi si è chiuso il cerchio iniziato proprio alla Camera martedì 26 giugno, quando gli votammo le mozioni di sostegno in vista a un Consiglio Ue che si annunciava piuttosto complicato. È andata bene, alla faccia di chi remava contro, e dal dibattito di oggi è emersa la sensazione – io non l’avevo avuta, ma quando Buttiglione l’ha esplicitata ho visto il presidente del Consiglio annuire – che, se avesse voluto, l’Italia avrebbe anche potuto mettere in minoranza la Germania: se non lo ha fatto, è perché ha preferito un approccio più condiviso per evitare rotture e non indebolire ulteriormente un’Unione traballante.

Oggi Monti è venuto in Aula a riscuotere un successo meritato, per un Consiglio che ha definito “diverso dagli altri del recente passato”, tutti melina e palla in tribuna. Lo ha fatto con più di una captatio benevolentiae nei nostri confronti, perché sa bene che la cura degli ultimi mesi ci ha fatto ingoiare anche cose poco digeribili per l’elettorato, ma allo stesso tempo ci ha garantito che a Bruxelles le riforme sono state apprezzate (su quella del lavoro ha citato espressamente i complimenti del presidente della Commissione europea, Barroso) e che oggi la stessa Europa è più vicina alle aspirazioni dell’Italia. Neppure l’Idv, generalmente molto critica, è riuscita a contestarglielo: tanto è vero che nel suo intervento Borghesi si è tenuto abbastanza alla larga dai risultati del vertice, prendendosela invece con quel decreto sulla spending review che – nel momento in cui scrivo – nessuno di noi ha potuto leggere, visto che il governo lo deve ancora licenziare. Per il Pd ha parlato Veltroni, con un discorso nel quale mi riconosco totalmente e che vi consiglio di leggere; se poi qualcuno riuscisse a entrare nel merito, senza perdere tempo con le solite battute sull’Africa che hanno fatto da controcanto alla mia cronaca su twitter, potrebbe anche essere costruttivo. Eccone i passaggi principali, secondo me.

WALTER VELTRONI. Ha fatto un passo in avanti l’Europa. Dal vertice è uscita rafforzata l’idea di un continente fatto non di sole necessarie regole e prescrizioni ma di impegno per la crescita e sostegno agli investimenti, come dimostra la decisione di oggi della BCE. Molti gufi volavano nel cielo di Bruxelles, sperando che anche questo incontro, come molti, troppi altri, finisse lasciando sul campo delusione e frustrazione. (…) C’era chi voleva speculare per arricchirsi di soldi, ma qualcuno forse anche di voti, perché in questo tempo dannatamente complesso, in cui a nessuna persona dotata di amore per il proprio Paese dovrebbe essere consentito di giocare con la demagogia ed il populismo, c’è chi scommette contro la propria comunità. Pensare di far cadere lei e di precipitare verso elezioni anticipate avrebbe riportato l’Italia alla scarsa considerazione di cui godevamo fino a qualche mese fa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Noi abbiamo dimostrato di poter essere non un problema per l’Europa ma un soggetto decisivo per tenere unite le diverse culture e – perché no? – i diversi interessi che legano nazioni così dissimili. Siamo stati il Paese di De Gasperi, di Spinelli, di Ernesto Rossi. Oggi siamo l’Italia che può dialogare con il Governo dei Popolari di Merkel o Rajoy, o con quello dei socialisti di Hollande o di Elio Di Rupo. Lo facciamo e lei l’ha fatto, forte non solo del suo prestigio personale e della sua autorevolezza, quella che anche il Presidente Obama le ha più volte riconosciuto, ma del coraggio che la politica dovrebbe rivendicare con maggiore forza, di un Parlamento e di partiti che hanno saputo fare un passo indietro per farne fare uno in avanti al proprio Paese. (…) L’Italia ha aiutato l’Europa, per questo il vertice non è stato un fallimento, come molti pronosticavano e molti speravano. Non sono morti né l’Euro né Schengen (…) ma l’Europa non può restare un’opera incompiuta. Senza gli Stati Uniti d’Europa, senza una vera unità politica e monetaria, il volo cominciato dopo Auschwitz e accelerato dopo la caduta del Muro di Berlino può restare in stallo. (…) Questo è un tempo di decisioni difficili, non di slogan ed è un tempo nuovo, davvero nuovo. Viverlo e affrontarlo con il bagaglio o la rassicurante corazza delle ideologie non aiuta nessuno. Per questo vorrei che abbandonassimo le due che più danneggiano il nostro Paese oggi. La prima è quella di un liberismo che poco ha a che fare, davvero poco, con la cultura liberale. È l’ideologia dello Stato minimo, della deregulation esasperata, del liberi tutti. È l’ideologia della finanza che sovrasta l’economia reale, la fatica, il talento, il coraggio di chi intraprende e lavora, roba vecchia ormai. (…) La seconda ideologia è quella della conservazione sociale: nulla si può mai toccare, neanche per fare efficienza, per combattere sprechi e disonestà, per tutelare i meno protetti. Ci si scaglia contro il lavoro di chi contrasta l’evasione fiscale, dimenticando che solo se pagheremo tutti pagheremo meno. Si difende l’esistente in un legittimo ma devastante esercizio di particolarismi che per me è il contrario di ciò di cui l’Italia ha bisogno: riformismo, equità, opportunità, innovazione. (…) Ci vorrà tempo, fatica e coraggio. Ci vorrà di ritrovare le parole sepolte sotto la polvere di quelle troppo usate, parola parole come solidarietà, comunità, sussidiarietà. L’Italia è un grande Paese e lei a Bruxelles lo ha fatto pesare. Alla politica il compito di sostenere oggi lealmente e unitariamente questo lavoro e domani di indicare, ciascuno per la sua parte, un cammino di vero, radicale cambiamento dell’Italia (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Unione di Centro per il Terzo Polo, Futuro e Libertà per il Terzo Pol, Misto-API e Misto-PLI – Congratulazioni).

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5 commenti to “L’Italia c’è”

  1. cicero tertio scrive:

    Non ho tempo adesso di fare lunghi commenti ma i dati di oggi ore 17,36 dopo tante chiacchere sul Salvatore che ha soggiogato la Crante Cermania: Borsa -2%; euro 1,2390 ma soprautto spread 458 !

  2. Andrea Sarubbi scrive:

    @cicero tertio: hai dimenticato il piccolo particolare che le Borse sono crollate dappertutto dopo l’allarme di Draghi sulla scarsa crescita. Poi mi spieghi che cosa c’entrino il Consiglio Ue (di una settimana fa, ormai) e Monti. Le Borse crollano per paura e per speculazione: non ho mai visto una Borsa fare ragionamenti di lungo termine sul futuro dell’Europa.

  3. cicero tertio scrive:

    Allora, Andrea puntualizziamo:
    1) oggi la BCE ha tagliato ancora il tasso di interesse di 0,25 punti portandolo allo 0,75; se pensiamo a quanto era più alto in passato la le borse avrebbero ultimamnete dovuto salire, essendo inversamente correlate ai tassi alti. Invece è successo il contario, specie sul nostro listino gravato da molti titoli finanziari. La causa del ribasso odierno sono dovute non tanto alle parole di Draghi sulla crescita (su cui lui non ha alcun potere, spettando ai governi) ma al fatto che i mercati si aspettavano dalla BCE un’altra LTRO (Long Term Refinancing Operation) ossia che immettesse liquidità nel sustema sotto forma di rifinanziamento alle banche, l’unico modo (distorto) che ha per fornire liquidità dato che non può stampare moneta, come invece fanno regolarmente le altre banche centrali che hanno la loro sovranità nazionale della loro moneta. Esempio, notizia di oggi, tanto per far capire: “La Bank of England lascia invariato allo 0,5% il bank rate e aumenta il programma QE di 50 miliardi di sterline a 375 miliardi ” il QE significa “Quantitatitive Easing”, più volgarmente “stampaggio di moneta”. Ossia pur stampando a gogò la BoE può permettersi tassi più bassi perchè i mercati lo accettano, sapendo che può sempre stampare se necessario. E’ un controsenso, ma funziona sosì, mentre noi non possiamo farlo e veniamo mazziati.

    2)Spiegazione di cosa centri il Consiglio UE di una settimana fa con Monti, forse volevi dire con il ribasso di oggi, dato che Monti è stato accreditato dai nostri mass-media come il vittorioso mattatore dei quel Consiglio.
    Bene, appunto nonostante questo, i mercati dopo un iniziale rialzo sono tornati a scendere, sia per quanto sopra detto sulla BCE, ma anche perchè in quel Consiglio si sono fatte solo enunciazioni e non si è quantitificata la cifra e stabiliti i meccanismi del Fondo Salvastati (il tutto rimandato al prossimo incontro del 9 luglio dove vedremo cosa salterà fuori, l’Olanda e la Finlandia hanno già fatto riserve, in Germania pare vogliano indire due referendum contro la mutalizzazione dei debiti…) che, se sarà il vecchio EFSF ci sono solo al momento solo circa un centinaio di miliardi, poco più che spiccioli di fronte alle eventuiali necessità. Andrebbero fatte le dovute ricapitalizzazioni e quindi dovremo partecipare pure noi per la nostra quaota di circa il 20%. Dato che l’ euro non ce lo possiamo stampare, quei soldi dovremo prenderli a prestito sul mercato pagando degli interessi, per darli al Fondo, il quale poi eventualmente ce li ripresterà facendocene pagare altri. Stupendo. Ma rassicuriamoci, “noi di quei soldi non ne abbiamo bisogno”, ha proclamato Monti, vedremo, intanto i mercati smentiscono le bugie, non ci credono e lo spread parla chiaro.
    Siamo sempre a livelli che tra pochi mesi diverranno INSOSTENIBILI, di ieri questa bella notizia:
    “Conti pubblici, rapporto deficit-Pil vola all’8% nel I trimestre . Entrate giù dell’1%. A pesare l’aumento della spesa per il debito e dell’andamento negativo dell’economia”.
    Capito che se aumenta la spesa e diminuiscono le entrate del fisco il rapporto sale? Ma come diminuiscono le entrate nonostante tutte le tasse che Monti ci ha propinato? Già perchè la gente ora spende e consuma di meno , cosicchè l’IVA e le imposte inderette ne soffrono, ma Monti ha salvato il paese, state zitti!
    3) “Le Borse crollano per paura e per speculazione: non ho mai visto una Borsa fare ragionamenti di lungo termine sul futuro dell’Europa.” Bene, e io non ho mai visto mercati che non facciano quello che si sentono di fare. Se credessero al futuro dell’ Europa farebbero esattamente il contrario. Perchè paura ?
    Semplicemente perchè hanno capito che l’euro è sempre più una moneta a rischio di saltare e la speculazione (buona o cattiva che sia, la parola deriva dal termine latino “speculatores” che erano i soldati romani mandati in avanscoperta per vedere le mosse del menico) fa quindi il suo lavoro, ancorchè sporco, perchè dominata da grandi banche d’affari e “hedge funds” che hanno una potenza di fuoco micidiale e possono far saltare tutti i limiti dei vari Fondi Salvastati che saranno ricapitalizzati con la politica della lesina. La soluzione sono solo gli Eurobond illimitati, ma vaglielo a dire ai tedeschi & soci !

    E infine per ritornare alla famosa crescita mancante che tu hai menzionato, se non ci sono i soldi, come non ci sono, ce la possiamo ancora sognare. Invece i tedeschi che sono già cresciuti e colano grasso se la possono ancor più permettere, anche perchè si finanziano allo zero virgola qualcosa mentre noi siamo al 6%.
    Thanks to EURO.

  4. cicero tertio scrive:

    Ho scritto ieri notte una lunga risposta alle superficiali osservazioni fattemi che è andata in moderazione e non è stata con mia sorpresa ancora pubblicata.
    Ancor più oggi i mercati sono scesi e lo spread è aumentato, come se il vertice del Consiglio della settimana scorsa non ci fosse stato, perchè nel frattempo ci sono state prese di distanza da parte dei tedeschi, olandesi e finlandesi sul cosiddetto fondo salvastati (io lo chiamo ammazzastati). Adesso si aspetta lunedi il nuovo vertice e si vedrà nel migliore dei casi un mezzo accordo che non tranquillizzerà per nulla i mercati, lo spread non si ridurrà significativamente, il governo dovrà cercare di trovare sempre nuove risorse per pagare gli interessi a scapito del welfare e la crescita sarà un miraggio. La recessione sarà il viatico che ci accompagnerà per i prossimi anni, come il Giappone che ormai lo à da olre venti con la differenza che sul decrennale loro con il debito al 220% riescono a finanziarsi allo 0,80% avendo la moneta sovrana e e noi con il debito alla metà lo dobbiamo fare (per ora) al 6% per cui non resisteremo 20 anni ma forse solo qualche altro mese.
    E chi vuol capire capisca che l’euro ci ha fregato, io qui sto facendo volontariato, l’ho già detto, ma non so sinceramente se ne val la pena.

  5. cicero tertio scrive:

    Rimando ancora al sito di Paolo Barnard che ha scritto un articolo che leggo solo ora dove analizza la farsa del vertice della settimana scorsa, questo il link:

    http://paolobarnard.info/inter.....php?id=403

    riporto la sua conclusione:

    Conclusione: ho già detto infinite volte che rimedi come quello sbandierato dal vertice europeo di venerdì sono concime biologico sparso su orti all’ombra di Seveso. La struttura monetaria dell’Eurozona significa che ogni singolo euro speso dagli Stati membri per qualsiasi cosa, dalla Funzione Pubblica alla crescita nazionale, deve essere poi restituito a mercati di capitali privati da cui questi Stati sono oggi costretti ad approvvigionarsi di moneta (cosa che non era prima dell’euro), e che applicano tassi usurai a loro (truffaldina) discrezione. Quindi lo Stato di Monti se vuole ripagare i debiti dovrà venire poi a trovare gli euro uno dopo l’altro nella tasche di cittadini e aziende con tasse da economicidio e tagli alla spesa pubblica. Quindi crollo dell’economia, deflazione dei redditi, dei consumi, fallimenti di aziende… ecc. ecc. Il resto l’ho già scritto tante volte.

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