Con tutto il rispetto per i legittimi aspiranti a Palazzo Chigi, compresi quelli del Centrosinistra, l’idea che oggi Monti ha lasciato al Parlamento è che siamo nelle migliori mani possibili in un momento così difficile. Lo scrivo senza piaggeria – anzi, conscio del tasso di impopolarità che questa affermazione potrà suscitare in alcuni – ma con convinzione, e credo che buona parte degli osservatori esterni debba ammetterlo: nessun altro cittadino italiano, al 25 giugno 2012, sarebbe in grado di difendere gli interessi del proprio Paese con altrettanta competenza e altrettanta capacità di persuasione in un consesso di leader europei. Non vuole essere una valutazione sulle elezioni 2013, intendiamoci, perché in politica ogni settimana vale due anni e ogni anno vale un secolo: può darsi che da qui ad allora la situazione cambi e si possa finalmente pensare a qualcosa di più divertente. Ma oggi, alla vigilia di un vertice europeo così delicato, non cambierei Monti con nessuno.

Tra le varie cose che il presidente del Consiglio ci ha detto, in un intervento piuttosto appassionato, quella che mi ha colpito di più è un dettaglio relativo al vertice di qualche giorno fa a Villa Madama: Monti lo aveva convocato appositamente per fare da mediatore tra Hollande e la Merkel, che avevano accettato un summit a tre; solo in un secondo momento il capo del governo spagnolo, Rajoy, ha chiesto di partecipare, sentendosi escluso dal tavolo, e Monti ha invitato anche lui; a quel punto, anche altri leader Ue hanno cercato di aggregarsi, ma l’Italia ha detto di no. Sentivo questo aneddoto e ripensavo alla foto della risatina di Merkel e Sarkozy, e a quanto poco tempo è passato (appena 8 mesi) da quel 23 ottobre 2011, quando Italia faceva rima con barzelletta. Ora siamo tornati centrali: non siamo i più forti, perché oggettivamente non possiamo esserlo, ma ce la giochiamo alla pari; e possiamo prendere a pallate il presidente della Bundesbank, come Monti ha fatto oggi alla Camera, senza che Berlino minacci il ritiro dell’ambasciatore. Inoltre, mi pare che anche sul piano interno la legittimazione di Monti oggi abbia fatto segnare uno scatto in avanti: mai gli applausi presi in Aula, compresi i nostri, erano stati così convinti; mai il successore di Berlusconi a Palazzo Chigi era riuscito a segnare una distanza così netta tra le critiche, quasi strafottenti, del suo predecessore e l’atteggiamento in Aula del Pdl, che invece si è dimostrato convinto.  Può darsi che il vertice di venerdì e sabato non vada bene, perché le partite in trasferta si possono anche perdere, ma almeno non dovremo rimproverarci di aver sbagliato formazione. Né potremo rimproverare a Monti di averla presa sottogamba:

MARIO MONTI, Presidente del Consiglio dei ministri. Scriverò, il giorno 27, domani, nell’auspicio che vi sia l’approvazione definitiva della riforma del mercato del lavoro, una lettera al Presidente del Consiglio europeo e al Presidente della Commissione europea, per informarli dei progressi compiuti fino a quel momento dall’Italia sul terreno delle varie riforme che all’Italia venivano richieste. Sono tutte cose che – non credo di doverlo ripetere ogni volta – sono prima di tutto nell’interesse nostro, e visto che ci muoviamo in una direzione che è nell’interesse nostro, ma auspicata dall’Europa, è bene farla valere fino in fondo e per intero anche in Europa (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Partito Democratico, Unione di Centro per il Terzo Polo e Futuro e Libertà per il Terzo Polo). (…) C’è uno spazio negoziale molto aperto. Colgo lo spunto dell’onorevole Letta per dire che sono convinto anch’io che questa non sarà una riunione nella quale si andrà ad apporre un visto formale a documenti pre-preparati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Quindi, per quanto mi riguarda, sono pronto a restare oltre il limite previsto per la riunione del Consiglio europeo e per il vertice Euro e a lavorare fino a domenica sera, se sarà necessario, perché alla riapertura del mercato, lunedì 2 luglio, ci si presenti irrobustiti da un pacchetto per la crescita, una visione per il futuro dell’integrazione, ma anche da meccanismi soddisfacenti per reggere alle tensioni del mercato. Non possiamo permetterci che questa straordinaria opera della costruzione europea, alla quale l’Italia ha sempre contribuito, possa andare distrutta.

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2 commenti to “Alla pari”

  1. Virginia Invernizzi scrive:

    speriamo si riesca anche a vincere
    Monti, se lo merita… comunque anch’io mi sento nelle migliori mani possibile comunque

  2. cicero tertio scrive:

    Ci siamo spostati dall’orlo del precipizio, ma il cratere si è allargato e ci sta rincorrendo. Siamo di nuovo in una crisi – ha aggiunto – ma ora possiamo pensare un po’ alla crescita». Lo afferma il presidente del Consiglio, Mario Monti, …

    Come esercizio di arrampicatura sugli specchi questo post meriterebbe una citazione. Finora Monti cosa ha portato a casa, dopo aver ever esordito mettendo solo tasse, aumentato le accise, spremuto come limoni i piccoli imprenditori che non ce la stanno più facendo (e finiti loro finito tutto nel Bel Peese) e le famiglie che non arrivano più a fine mese e non riescono a pagare l’affitto? E ora poi la crescita? chimera, come quella dei capelli che promettono certe fasulle reclame. E i tagli alle spese a cominciare da quelli scandalosi drella Casta intoccabile ed intoccata? altra chimera.
    Intanto ogni settimana fioccano dati negativi:calo di produzione, consumi, redditi.
    Oggi lo spread ancora a 460, manco fosse rimasto Berlusconi. Ma se lui era quel che era, puttaniere e sputtanato, Monti no, era l’asso nella manica per ripristinare la nostra sobria credibilità e dignità verso l’estero.
    Non c’era altra persona più prentabile, e ti credo, cosa offriva più un parlamento pieno di gente ignorante e non solo in economia (vedasi il servizio delle Jene), quando non peggio in fatto di moralità e di condanne piovute in capo ad alcuni di loro.
    Ci raccontava che avrebbe rimesso a posto le cose, con la stessa sicurezza con cui disse, poco prima della nomina in una trasmissione TV, che la Grecia nell’euro era un mirabile esempio delle sue virtuose propietà, grazie alla Germania che aveva fatto il grande sacrificio di condividere con lei e gli altri paesi del sud europa la moneta unica.
    Sta Minchia! NEIN Herr Monti, tutta fuffa… la Germania è sempre la stessa, Culona venuta dal freddo o Baffetto.
    Ma anche lui deve aver il vizietto del Berlusca che dice una cosa e poi la smentisce, perchè in seguito affermò che se non ci fosse stato lui l’Italia sarebbe finita come la Grecia ! e pochi giorni fa ormai in crisi, disorientatO e in cerca di appigli ha citato di un non meglio identificato “cratere” che ci sta rincorrendo.
    Qui nessuno vuole ancora ammettere la semplice e nuda verità, ossia il fallimento dell’euro, pazienza l’autore di questo sito ed i lettori, anche se ho speso tanto tempo e fatica a spiegarlo, pazienza Bersani che ancor oggi dice che sarebbe una sciagura uscirne, lui che l’altro giorno ha detto che non ha padroni come se lo Spread non lo fosse, poverino ne ha già dette tante e fatte che una in più o in meno non conta.
    Quante riunioni, summit, G20, G8, ultima la riunione a quattro di Roma da cui non è uscito un bel tubo di nulla se non la comica dichiarazione che l’euro è irrinunciabile mentre noi e la Spagna bruciamo ! pazzesco !. Eppure lo si loda ancora, si crede in lui, si spera… ? ma cosa? la verità è che si ha paura di guardare in faccia la realtà !

    Ma Monti no, non posso credere che non sapesse e non avesse valutato, lui Rettore della Bocconi, che l’economia l’ha studiata, lui che fa parte dei circoli che contano, del Bilderberg, e allora perchè ha accettato la nomina del Presidente, solo per la poltrona di senatore a vita ? Da chi è stato tradito ora che si palesa il suo fallimento decretato dallo Spread che non cala e dai “Verboten” teutonici’ forse ha sottovalutato la loro cocciutaggine per non dire prevaricazione. Gia mica scemi, ora che hanno coltello dalla parte del manico, perchè lasciarlo cadere? Bella unione per loro che si finanziano a tassi quasi a zero mentre noi siamo strozzinati. Alla faccia della solidarietà, ciascuno si tenga i suoi debiti e si abbia una moneta unica anche se ad alcuni fa solo danni perchè a chi comanda conviene. Ecco la trappola in cui siamo caduti, ma Monti ha studiato, queste cose non le sapeva, possibile? Riguardo alla costruzione e alle finalità dell’euro,cioè a sottrarre risorse e futuro ai popoli a vantaggio dei potenti Paolo Barnard la sua risposta l’ha già data e pure il suo verdetto.
    Ma non basta questo imprevisto della non solidarietà tedesca a scusarlo, a dargli il benestare per continuare in questa manfrina di aria fritta, qui ora c’è in gioco il futuro della nazione che si sta deindustrializzando, sta dando fondo agli ultimi risparmi privati, sta negando un futuro decente alla popolazione.
    Ultima chance: se il risultato del prossimo vertice del 28 giugno sarà di nuovo un nulla di fatto prepariamoci pure al peggio e al non ritorno. Finora ci hanno reimpito la testa con formule immaginifiche di salvataggio, fondi ETFS, ESM, unioni bancarie, fiscali, eurobond, project bond, redemption bond… poi la Culona dice sempre NEIN ! …e lo spread continua a salire… se non ce la faremo presto arriverà poi la Troika e saremo commissariati come successo alla Grecia, Portogallo e Irlanda.
    Svegliatevi, l’euro è stato un fallimento che ci porteremo dietro per anni, un tormento senza fine, mentre la Germania ci chiede il rigore e le riforme con la recessione, cosa impossibile, cosa pensare se non che ci voglia sottomettere, lei avrà tutti i benefici, forse ci darà qualcosa se ci toglierà sempre più sovranità, così faremo gratis i camerieri per loro nel miglior caso ricevendo qualche piccola mancia, nel peggiore quando ci avrà spogliati ci caccera dall’euro, come sicuramente tra poco toccherà ai greci e ad altri .
    Unica soluzione : uscire dall’euro, subito per nostra volontà, anche se i costi saranni all’inzio alti, buttare sul muso dei tedeschi questa nostra ultima e disperata decisione, adesso potremo ancora farle un po’ di concorrenza, domani non più. Ma questo non lo si capisce e non lo si vuole capire. E poi ci manca l’uomo, il condottiero che possa prendere in mano le redini e abbia questo coraggio e consenso, impossibile da parte di questa classe politica incapace e di un popolo distratto e fuorviato dai mass media .
    E così saremo fregati. Amen.

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