Rispetto ai miei timori della vigilia, fatta di evitabilissime battute al vetriolo su Matteo Renzi (“portaborse” e “pappagallo della destra”) e di scalcinati dossier al veleno (la Rosa tricolore, fantomatico progetto berlusconiano per sostenere il sindaco di Firenze), il Big bang di oggi è andato benissimo: facce sorridenti, esperienze positive di buon governo, tanta roba da mettere sulla bilancia del Pd. Un misto di competenza e di leggerezza, un’aria di ottimismo che non sentivo da tanto tempo: era un po’ che non vedevo un pezzo di Partito democratico così sorridente, in grado di parlare a una platea più ampia dei militanti classici. Sono anni – l’ho detto nel mio breve intervento – che i sondaggi collocano il Pd in bilico tra il 24% e il 42%: il fatto che tutte le rilevazioni ci diano quasi incollati all’asticella più bassa significa che il nostro voto si è ormai stabilizzato tra i militanti, ma ha perso ogni fascino sui curiosi. Più che un problema, insomma, il Big Bang di oggi mi sembra una soluzione. E mi dispiace che nel Pd ci sia chi lo tratta con astio, con rabbia, con aria di sufficienza.

Che sia merito della sua amicizia con Giorgio Gori o di un’illuminazione notturna, ho trovato un Renzi decisamente migliorato anche sul piano comunicativo: non sono mai andato pazzo per la retorica dei rottamatori – essere giovane in sé può anche non significare nulla, se ti adagi all’ombra di un leader e come un pesce pilota aspetti solo il tuo turno per mangiare le briciole del pasto dello squalo – e sono contento che ora abbia smesso di essere il perno del suo ragionamento. Certo, la battuta su chi è in Parlamento dall’epoca dei Righeira finirà sui giornali, ma mi pare che nell’incontro di oggi siano venute fuori cose molto più importanti: la voglia di condividere storie positive di impegno civico, le proposte per migliorare l’Italia (nel piccolo e nel grande, dalla burocrazia all’inclusione sociale), la ricerca continua di declinazioni nuove per parole antiche (sinistra e comunità, ad esempio), nonché – in quel piccolo mondo che può essere un partito politico – la lealtà al vincitore delle primarie chiunque sia. Perdonatemi se torno su questo concetto, ma la gente che ho incontrato oggi non può essere considerata un problema per il Pd: il problema vero, per il Partito democratico, sarebbe quello di perderli, e credo sinceramente che il Big Bang – o la Leopolda, o l’operazione Renzi, o quello che sarà – sia il modo migliore per far sentire a casa anche chi non ha un percorso classico di militanza, o una visione dell’Italia non sovrapponibile con l’ortodossia della sinistra novecentesca. Per questo spero che le primarie si facciano davvero, e che siano primarie aperte a tutti, perché un Centrosinistra con il ponte levatoio e il fossato di coccodrilli non andrebbe molto lontano. Altro che progetto della Rosa tricolore: se fossi un dirigente del Centrodestra, temerei più di ogni cosa la vittoria di un Pd con porte e finestre aperte, perché solo così il Centrosinistra nel suo complesso mi porterebbe via una bella fetta di elettorato volatile e di astenuti. Ne riparleremo, comunque, soprattutto se le primarie aperte si faranno davvero: sull’ipotesi non mi giocherei un braccio, purtroppo.

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10 commenti to “Il problema vero”

  1. edoardo scrive:

    da leggere, commento interessante che aiuta a capire

  2. Fabio Venneri scrive:

    Nel PD che vorrei ci sono Bersani, Renzi e tanti altri. Nel PD che vorrei questi si confrontano rispettando la differenza di vedute, ma ritenendola una passo avanti verso una sintesi più ampia. Ad oggi le due anime di questo partito hanno proposto solo ciò che era fra loro sovrapponibile, lasciando in un cassetto tutto il resto. Quindi ho apprezzato molto il passo in cui ha detto che rispetterà il risultato delle primarie e lotterà dentro il partito per fa sì che in futuro le sue idee possano divenire maggioranza. Spero che Bersani faccia lo stesso anche se costa fatica ( ho partecipato alle primarie per la carica di sindaco nel mio paese, ci sono passato).
    Quindi avanti con le proposte per il futuro del Paese, le faccia Renzi, le faccia Bersani.

  3. Quello della Leopolda è un dibattito pubblico indetto da un probabile candidato alle primarie.
    Niente di nuovo sotto il cielo di Firenze. Non ho ascoltato idee ne programmi ed io ero li esattamente come te. Considero Renzi un ragazzotto con poche idee per la testa e forse il Gori ex mediaset è servito al caso. Che poi sempre Renzi dichiari che la sua nel PD è la maggioranza beh..mi sembra eccessivo. Vediamo cosa accadrà il 14 luglio se le regole delle primarie verranno modificate in maniera di renderle davvero aperte e non solo agli iscritti, allora, ci saranno altre candidature non vincenti ma produrranno interessanti aspettative.

  4. Antonio scrive:

    Finalmente dopo il tanto elogiarsi di essere il migliore partito e dopo un continuo parlarsi addosso, qualcuno stà aprendo gli occhi: Il voto al PD è oramai solamente da parte dei militanti. E non è tutto, bisogna andare non ai convegni,dove si parla del nulla,ma la mattina nelle lunghe file fatte da ottantenni, pensionati al minimo, per avere l’esonero dal ticket,oppure dagli stessi che fanno un’altra eterna fila all’INPS per capire per quale strana alchimia legislativa la loro pensione viene decurtata di qualche decina di euro dai 500 che prendono. Se si vuole parlare con i militanti,con coloro che mai si sarebbero sognati di votare un partito che non sia stato il PC prima e il PD oggi, ebbene bisogna andare lì, ascoltarli sentire i loro pensieri e immediatamente ci si rende conto che molti di loro, con la morte nel cuore, non voteranno più il LORO partito. Ed è illusorio anche credere che questa situazione coinvolga solamente le vecchie generazioni. Andare ai convegni dove la maggior parte dei presenti applaude ed acconsente può da una parte appagare il proprio narcisismo,ma dall’altra sicuramente non avvicina alla vera base del partito.

  5. marianna scrive:

    Chi ha parlato di primarie solo per gli iscritti? non certo Bersani. Però penso che l’albo degli elettori, pubblico, sia indispensabile, per evitare infiltrati del pdl. E questa non è una proposta dell’ulim’ora inventata per stoppare Renzi, come si vuole far credere, ma è un pezzo della mozione con cui Bersani ha vinto le primarie del PD. La mozione con cui Bersani ha vinto il congresso nel 2009 recitava testualmente:
    “Le primarie vanno rese più efficaci, rendendo più chiaro il meccanismo di partecipazione. L’albo degli elettori deve essere effettivamente pubblico e certificato”
    1.623.239 elettori sono stati d’accordo con lui.

  6. Claudio Cavallieri scrive:

    Sono d’accordo con Marianna: primarie aperte a tutti. A tutti quelli che si definiscono elettori di CSx, iscritti o no al PD o agli altri partiti della coalizione, e che pertanto accettano di sentirsi pubblicamente definire tali con la pubblicazione (in Italia manca una legge) degli elenchi dei votanti che hanno sottoscritto la dichiarazione di appartenenza al CSx.
    Del resto in USA è così, alle primarie dei democratici votano quelli che si sono iscritti pubblicamente nelle liste elettorali dei democratici. Che non possono andare a votare in quelle dei repubblicani e viceersa.
    A meno che qualcuno, dopo che Renzi oggi ha detto senza prove che è maggioranza nel partito, la scelta di primarie aperta anche a infiltrati del CDx che vogliono scegliere il mio candidato non voglia gabellarla per un favore agli altri competitors.

  7. Elena M. scrive:

    Non ho seguito la giornata di oggi ma il Renzi di “in mezz’ora” ad oggi non lo voterei alle primarie, troppo poco concreto e troppo sparo-nel-mucchio. “Schiacciabottoni in parlamento” non mi sembra il modo di riferirsi ai suoi colleghi parlamentari, non è che solo perchè non sono amministratori locali non stiano lavorando seriamente. Comunque, il Big Bang non è solo la persona di Renzi, tutt’altro, stando a come dici, e comunque vadano le primarie, si spera che ognuno dei candidati prenda in considerazione e faccia sue anche le idee migliori degli altri, nessuno ha ragione o torto su tutto. In questo Renzi fa bene al PD, molto più di chi in passato ha preso ed è andato via.

    Antonio: il problema che poni è reale e credo che il PD ne sia consapevole. Ma il governo che ora appoggiano deve fare i conti con i problemi derivati da anni di scorciatoie illusorie e con il dover chiedere i voti pure al PDL, il PD non ha i numeri per fare votare tutto quello che vuole. Questo è un fatto da cui non si può prescindere così come non esiste una soluzione facile alla crisi attuale. E’ importante che l’italia abbia un governo invece che una campagna elettorale – per quanto Berlusconi pensi di poter avere entrambi insieme – Monti non può far pressioni in Europa per misure sulla crescita con un piede fuori dalla porta.

  8. Maurizio Martini scrive:

    “Dobbiamo distruggere il vecchio e dalle ceneri nascerà un grande fiore”
    Rosy Bindi nel 1995
    da “I padroni del Veneto” di Renzo Mazzaro, pag.256

  9. Jacop scrive:

    l’analisi giusta la fa miguel gotor oggi su repubblica (seppur rimanga troppo indulgente verso d’alema e bersani, i suoi “editori di riferimento”): trovate di immagine, anche piuttosto fiacche e persino poco rispettose dell’intelligenza degli astanti (mary poppins, i righeira, la polaroid), parole chiave buttate lì, un nuovismo vecchissimo e vuoto a mascherare il nulla, o meglio un programma politico che, in un normale contesto europeo, sarebbe quello di una normale destra europea (un economista come luigi zingales è un uomo di destra, che in francia, in germania, in inghilterra, sarebbe ascoltato più a destra che a sinistra). renzi di sinistra non ha niente; conduce la sua battaglia con spregiudicatezza (gotor qui lo paragona a craxi, e probabilmente non a torto), spara nel mucchio, si propone come il nuovo quando in realtà non è neanche il nuovo. perchè prima di diventare sindaco, era il giovanissimo presidente della provincia di firenze, all’ombra di lapo pistelli (quindi in effetti era il suo portaborse, come sinceramente ricordato dal buon fassina); poi, alle primarie, ha avuto l’accortezza di proporsi come il candidato “nè con d’alema nè con veltroni” (il veltroniano fra l’altro era lo stesso pistelli); insomma, ha annusato l’aria e gli è andata bene; e i fiorentini l’hanno scelto alle primarie non per quello che era, ma per quello che NON era; poi verdini gli ha dato una mano ulteriore lanciandogli contro giovanni galli, eppure per vincere gli è servito il ballottaggio. è chiaro che adesso sorride: così nullo e così vuoto, eppure sempre coi riflettori puntati; chi non sorriderebbe, al suo posto?

  10. Maria scrive:

    Non mi piace Renzi in se, ma mi piace questa “rivoluzione dal basso” che lui sta stimolando, non saprei dire se in buona o cattiva fede. Proviamo a pensare positivo.

    Mi è piaciuto il suo intervento, soprattutto a proposito di voti guadagnati sul campo, che ho potuto ascoltare su YouTube.

    Ho partecipato alle primarie del PD nel mio comune, dove c’erano, su cinque, due candidati impresentabili, e guarda caso hanno preso uno il massimo dei voti, mentre l’altro è arrivato secondo.
    (N.B. massiccia affluenza alle primarie di immigrati cinesi e pakistani invisibili tutti gli altri giorni dell’anno).

    Avevo già deciso che avrei votato un altro partito se questo fosse successo. Probabilmente non sono stata l’unica…
    risultato: nel mio comune di 40.000 abitanti, tradizionalmente di sinistra, su 24 consiglieri comunali, 15 consiglieri sono di liste civiche non riconducibili ai partiti, 2 sono “grillini”, 5 del PD (ex maggioranza) e 1 dell’IDV.
    Tutti gli altri partiti sono fuori.
    Sono solo 6 i consiglieri riconfermati del consiglio precedente: 2 del PD, 3 in una lista civica provenienti da partiti diversi di dx e sx, e un altro di un’altra lista civica mista.

    Questo segnale, saranno capaci di leggerlo i ns dinosauri?
    O aspetteranno l’estinzione forzata?

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