Appena quattro giornalisti in Aula, un centesimo di quelli che sono in Polonia a seguire la Nazionale, e spalti nemmeno tanto gremiti, visto che – in particolare nei banchi del Pdl – si potevano contare parecchie sedie vuote. Eppure, l’intervento di Monti sull’Europa è stato molto importante, così come del resto le repliche dei vari gruppi: Alfano sembra aver momentaneamente ripreso il controllo della situazione sui malpancisti del suo partito, mentre Bersani e Casini hanno detto parole equilibrate. Segno che la convocazione di ieri sera a Palazzo Chigi – contestata dall’Idv, che però della maggioranza non fa parte – è stata una mossa intelligente da parte del presidente del Consiglio, poco propenso al rischio di farsi impallinare dalle forze di maggioranza in vista del vertice europeo di fine mese.

La dico come l’ho capita, quindi con tutti i limiti del caso: ieri sera Monti ha ricevuto dai leader di Pd, Pdl e Udc il via libera – forse anche il mandato, se mai avesse avuto qualche timidezza – a picchiare più duro sulla Germania. Cito al volo qualche passaggio: uno scatto d’orgoglio di Monti e due passaggi di Alfano e Bersani sulla Merkel.

MARIO MONTI, Presidente del Consiglio dei ministri. Quali obiettivi abbiamo avuto e abbiamo nella nostra azione verso l’Unione europea? Nella primissima fase abbiamo avuto l’obiettivo di mostrare, con le azioni che svolgevamo all’interno del Paese, di non aver bisogno della protezione un po’ paralizzante altrui. E posso rivelare che in quella fase eravamo molto sottoposti a paterni, qualche volta materni, consigli: ma perché non fate domanda di appoggio o di finanziamento da parte del Fondo «salva Stati» o del Fondo monetario internazionale? Questa situazione l’ha vissuta per primo il mio predecessore, il Presidente Berlusconi, nelle giornate del G20 di Cannes, a fine ottobre, primi di novembre, ma poi anche noi nei primi due-tre mesi abbiamo avuto questo tipo di comunicazione. Abbiamo preferito che il Paese cercasse di fare da sé, non perché sia una cosa necessariamente disdicevole essere assistiti. Abbiamo visto che l’assistenza verso la Spagna è un’assistenza specifica, ossia verso le banche; un’assistenza across the board, generalizzata, invece, perché un Paese non si rimette in piedi da solo con la finanza pubblica, vuol dire la cosiddetta troika, termine russo, ma in salsa europea, ossia avere seduti, quasi come governatori collettivi di un Paese, il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e la Commissione europea.
Credo che questo Parlamento condivida il sentimento che è del Governo e che è nella tradizione italiana di auspicare sì parziali cessioni delle sovranità nazionali in un contesto europeo, come processo condiviso per esercitare più efficacemente le sovranità nazionali. Altro è dover cedere in modo asimmetrico parte della propria sovranità.

ANGELINO ALFANO. L’Europa (…) non riesce a trasformare in realtà omogenea e organica 300 milioni di abitanti, che ancora continuano a vivere il proprio spirito nazionale in una logica di egoismi.
Purtroppo, temiamo che a capo di questi egoismi ci sia la Germania (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà) che influisce nel processo di costruzione culturale dell’Europa, non rivendicando i propri sforzi nel periodo post caduta del muro di Berlino o anche riconoscendo quanto è stata utile l’Europa alla Germania in quella fase delicata della sua storia, ma agisce ritenendo che il rigore sia l’unica prospettiva possibile. (…) Quando lei andrà lì a fine mese, noi saremo idealmente al suo fianco perché crediamo che lei, lì, possa svolgere un ruolo importante (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà e di deputati del gruppo Partito Democratico); usi questo consenso; dica alla Merkel che se la Germania continua in quella direzione, per quanto lei sia volenterosamente vicino ai temi della Germania, il Parlamento italiano potrebbe avere delle reazioni negative ad una certa politica della Germania (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà e di deputati dei gruppi Partito Democratico e Unione di Centro per il Terzo Polo).

PIER LUIGI BERSANI. Siamo in emergenza. Allora, qual è l’opzione? L’opzione è lasciar fare alla crisi, perché vi è anche chi sostiene questo! Vi è anche chi sostiene che poi le crisi sono creative, che ex malo bonum e, quindi, lasciamola andare, perché ripulirà il sistema e ci consentirà di ripartire. Questo lo ritengo un pensiero criminale, che gioca con la prospettiva di milioni e milioni di persone. (…) L’opzione è una discontinuità, in questo mese. Una discontinuità, un cambio di passo netto e urgente, perché se la linea di politica economica europea o eurotedesca – possiamo dire così – non cambia, non si vede francamente come l’euro possa, alla lunga, sopravvivere. Quindi, come evitare che cosa? Dobbiamo evitare il precipizio di una recessione gravissima e micidiale in tutta Europa, Germania compresa. (…) Certo, diversi Paesi, cosiddetti periferici, non hanno approfittato, dopo l’euro, dell’abbassamento dei tassi per aggiustare le cose a casa loro. (…)Tuttavia, se è vero questo, è altrettanto vero che il meccanismo nel decennio, quel meccanismo là, ha determinato un trasferimento di risorse reali enorme verso la Germania, protetta da un euro più debole del marco e senza possibilità per gli altri Paesi di svalutare. La Germania certamente ha ben lavorato per cogliere questa opportunità. È innegabile! Lei ha fatto i compiti a casa, assolutamente. Ma, dobbiamo riconoscere insieme che quel meccanismo è alla base della divaricazione delle economie europee e, quindi, dell’attuale crisi dei debiti sovrani. È lì la ragione della crisi! Dunque, è inutile che tutti i Paesi periferici facciano la penitenza per le loro responsabilità, che devono fare, se la Germania non si prende le sue responsabilità. È inutile per noi e per lei.

Nel dibattito di stamattina c’è stato spazio anche per la domanda ricorrente: la spesa (intesa come sostegno a Monti) è valsa davvero l’impresa? E perché non si vedono segnali positivi sui mercati? Anche qui, cito due passaggi: uno di Casini, uno dello stesso Monti.

PIER FERDINANDO CASINI. Questo è un momento della verità. Chi pensava che fosse una passeggiata oggi ha chiaramente davanti a sé la percezione della situazione in cui siamo. Poiché siamo in diretta televisiva, oltre che in Parlamento, vorrei dire con chiarezza che a noi non sfugge il fatto che oggi non è facile appoggiare questo Governo. Non è facile dire al Presidente del Consiglio quello che noi onestamente gli diciamo, ossia che se non ci fosse questo Presidente del Consiglio e se non ci fosse stata questa svolta politica forse oggi un altro Paese sarebbe al posto della Spagna. Non è facile dire questo, perché è il momento della demagogia e del populismo, perché dopo sei mesi la gente si è già dimenticata come eravamo sei mesi fa. Ma oggi noi che sediamo in questi banchi, fino a che gli elettori ci concederanno di stare qui, abbiamo il dovere di rispondere con un atto di verità agli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).

MARIO MONTI, Presidente del Consiglio dei ministri. Dunque, il suggerimento che io ho dato ai capi dei partiti che sostengono il Governo, è quello, se possibile, di un’intensificazione dell’azione, in particolare, per quanto riguarda i tempi. Vi sono decisioni nelle Aule parlamentari o nelle Commissioni; tutto quello che sarà possibile fare, sotto la guida dei rispettivi Presidenti, alla Camera e al Senato, per portare a conclusione il più rapidamente possibile questi provvedimenti, se sono condivisi, gioverà a togliere quell’idea di «mezza cottura» soltanto, che permette ad osservatori, non sempre, magari, mossi da innata simpatia verso il nostro Paese, di scrivere: sì, c’è la tale riforma, buona o ottima, ma chissà se il Parlamento l’approverà.

Riassumendo: voi non lasciatemi in mezza cottura, io alzerò di più la voce in Europa.

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3 commenti to “Mezza cottura”

  1. cicero tertio scrive:

    Mezza cottura? agli Italiani questo individuo la cottura l’ha fatta intera: tasse da capogiro alle imprese che stanno fallendo e chiudendo o delocalizzando, pericolosissimo perchè si ammazza l’unica fonte di reddittività per il paese, altre tasse e IMU ai privati, aumento IVA e benzina a quasi 2 euro, Per contro ancora fatto nulla per la crescita e per la riduzione del costo dello Stato. La “spending rewiev” prevista è di 4 mld su una spesa dell’apparato statale di 800, solo lo 0,5%, davvero ridicolo, andrebbe tagliato un 20% e si potrebbe benissimo, solo che per non toccare le posizioni parassitarie delle lobby a cominciare dal parlamento e di lì a cascata non si fa nulla.
    Questo individuo autoreferenziale e presuntuoso, freddo ed insensibile alle sofferenze che provoca alla gente e dei danni alla struttura dell’economia del paese , ieri è stato addirittura premiato dai tedeschi che ci affamano con il ‘Responsible Leadership Award’ con seguito di scambio di salamlecchi con il rigorossissimo tanto che è paralitico ministro tedesco Schauble e riconoscimento dei grandi progressi fatti dall’Italia sotto la sua guida.
    Monti racconta compiaciuto al parlamento che l’Italia era sull’orlo del fallimento se non ci fosse stato lui. Una bella balla, è stato un attacco coordinato dalla speculazione internazionale farabutta che ha fatto miliardi, l’Italia era stata messa in crisi di liquidità non di solvibilità, più credibile che sia stata una manovra per far fuori Berlusconi se si vuol fare dietrologia oltre dei guadagni degli speculatori.
    Ma se Monti è stato il salvatore, allora come mai lo spread ora è ritornato altissimo, si aggira sempre sinistramente attorno ai 480 punti (il picco agli ultimi giorni di Berlusconi fu di 570)? Ricordo che se questo spread persiste ancora nei prossimi mesi (già ora ci costa oltre 80mld di spesa per interessi)e se il PIL continua a contrarsi, come si contrarrà, la situazione diventerà critica e saremo in compagnia della Spagna a chiedere aiuti. Monti ha peggiorato l’economia e il futuro della ripresa, doveva tagliare il debito, non le gambe all’imprenditoria, irresponsabile o per dirlo “alla Barnard” criminale fare una simile manovra solo per far vedere che si dava da fare !
    Apprezzo che Alfano e Bersani comincino a preoccuparsi e a guardarsi attorno (lasciamo perdere il leccapiedi Casini), la domanda se la spesa sia valsa l’impresa è pù che sensata ma quanto ci vuole ancora perchè si convincano che l’euro è un esperimento fallito di un’Europa non solidale che ha messo solo sciaguratamente in comune una maneta ? Che ora è solo più il cavallo di Troia che permette alla Crante Cermania di rivincere la guerra persa due volte sui campi militari? Il problema è l’irremovibilità della Merkel, credo sempre più che conduca un gioco sporco e criminale studiato a tavolino ora che ha il coltello dalla parte del manico . Possibile che non sappia che non potremo reggere a lungo con queste differenze ?
    Monti contina a raccontare le balle di un futuro di integrazione europea e di sviluppo all’ombra dell’euro (intanto i greci bruciano le bandiere tedesche), ma come potremo competere con lo spread che non scende e la differente forza della nostra economia che intanto ha azzoppato?
    C’è solo un modo per piegare i tedeschi, mandare in crisi anche loro. Dato che le loro esportazioni verso di noi contano per il 20% del loro totale cominciamo a boicottarli non comprando i loro prodotti, le loro auto, i loro wurstel.
    Diffondiamo lo slogan:
    BOYCOT GERMANY BOYCONT GERMANY BOYCOT GERMANY

  2. cicero tertio scrive:

    per non piangere, cerchiamo di ridere:
    un amico mi ha mandato questo (naturalmente il finale non vale per il titolare del blog…):

    Teorie economiche

    Una curiosa teoria economica è stata annunciata negli Stati Uniti. Il tipo si chiama Marc Faber.
    È un analista in borsa e uomo d’affari, un guru indiscusso della finanza mondiale.
    Nel giugno 2008,quando l’amministrazione Bush ha studiato un progetto per rilanciare l’economia americana,
    Marc Faber ha scritto nel suo bollettino mensile un commento con molto umorismo:
    “Il governo federale sta valutando di dare a ciascuno di noi una somma di 600,000
    Miei cari connazionali americani:
    Se noi spendiamo quei soldi al Walt-Mart, il denaro va in Cina.
    Se noi spendiamo i soldi per la benzina, va agli arabi.
    Se acquistiamo un computer, il denaro va in India.
    Se acquistiamo frutta, i soldi vanno in Messico, Honduras e Guatemala.
    Se compriamo una buona macchina, i soldi andranno a finire in Germania o in Giappone.
    Nessun centesimo di questo denaro aiuterà l’economia americana.
    L’unico modo per mantenere quel denaro negli Stati Uniti è di spenderlo con puttane o birra, già che sono gli unici due beni che producono ancora qui.
    Io sto già facendo la mia parte……..”
    Risposta di un economista italiano, anche lui di buon umore:
    “Carissimo Marc, la situazione degli Stati Uniti sta veramente precipitando.
    Infatti mi dispiace informarLa che la fabbrica di birra Budweiser è stata acquistata recentemente dalla multinazionale brasiliana AmBev.
    Pertanto vi restano solo le puttane. Ora, se queste decidessero di inviare i loro guadagni ai figli, questi soldi arriverebbero direttamente ai deputati italiani qui a Roma….”

  3. cicero tertio scrive:

    BREAKING NEWS:
    “Ci siamo spostati dall’orlo del precipizio, ma il cratere si è allargato e ci sta rincorrendo. Siamo di nuovo in una crisi – ha aggiunto – ma ora possiamo pensare un po’ alla crescita». Lo afferma il presidente del Consiglio, Mario Monti…..”

    ma come ? l’Italia non aveva fatto diligentemente i suoi compiti sotto la guida dell’illustrissimo e chiarissimo senatore a vita nominato dall’Altissimo, che sobriamente ha distibuito tasse e sofferenze al popolo e alle aziende perchè il cratere fosse ricacciato? Ma come osa ora costui a rincorrerci? aspettiamoci quindi che per placare questa nuova divinità si facciano ancora sacrifici arrivando fin a quelli umani se necessario.
    Cari lettori (se c’è per caso qualcuno che qui mi legge, visti i riscontri innumervoli che ottengo, ma l’ho detto, sto facendo volontariato…) la verità è un’altra: quest’uomo, definito da Paolo Barnard bugiardo e criminale, continua a nascondere il fallimento dell’euro agli italiani. I mercati non credono più nella futura sostenibilità e integrità di questa sciagurata valuta unica. E lui, come anche tanti altri suoi pari, complici consapevoli, perchè altrimenti sarebbero solo dei babbei, nascondono questa lampante verità e si ostinano a raccontarci il mantra che fuori dall’euro ci sarebbe solo il fallinmento.
    Al fallimento ci stiamo andando ora, passo dopo passo, tassa dopo tassa, manovra inutile dopo manovra inutile, leggete l’ultimo post di Barnard che parla dell’Irlanda a cui hanno imposto sacrifici enormi ed ora si ritrova come prima in balia dei mercati con la speranza che nella loro bontà non la facciano fallire: ma i mercsati non sono la San Vincenzo, se non credono in una cosa gli voltano le spalle e gli speculano contro. Mettiamocelo in testa l’EURO NON E’PIU’ CREDIBILE non solo quello dei maiali (PIIGS) ma anche quelli denominati in wurstel della Culona perchè pure saranno travolti dal contagio (almeno ci prenderemo questa piccola soddisfazione, noi Porci con le Ali).
    Ma se prima uscissimo salvando ancora qualcosa che avevamo messo da parte con la pidocchiosa liretta prima della rapina totale e della conseguente cacciata a pedate una volta ridotti a barboni, ricominciando a lavorare e ad essere competitivi forse una piccola luce in fondo al tunnel la vedo ancora.
    Ma bisogna fare presto, SCNELL !

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