Sul Corriere della sera di sabato, Marco Imarisio raccontava la storia bellissima di un birrificio terremotato: un’azienda un po’ speciale, a conduzione familiare, che faceva lavorare disabili psichici e che ora si trovava senza cella frigorifera. Mi sono messo all’opera per cercarne una, e quando l’ho trovata – all’ora di pranzo di sabato stesso – ho chiesto all’inviato del Corriere il numero di telefono del titolare dell’azienda, per comunicarglielo. Il signor Clementel mi ha ringraziato, ma mi ha detto che non ne aveva più bisogno: a dargli la cella aveva appena pensato il Pd di Crevalcore, che gli aveva ceduto quella della propria Festa democratica. E in quel momento mi sono sentito orgoglioso di essere del Partito democratico, per tutto quello che sta facendo nelle zone colpite dal terremoto: la foto qui sopra – Pierluigi  Bersani e Dario Franceschini attorno a Vasco Errani – è molto più di un simbolo, perché parla di un impegno vero e concreto.

Si può banalizzare, e qualcuno lo ha fatto, legando le iniziative a interessi elettorali: sono zone rosse e il Pd si tiene buoni i suoi. Io non credo che in Italia ci siano disgrazie di destra e di sinistra, e mi dà fastidio solo pensarlo; vedo invece i fatti, e i fatti sono molti, anche se ai giornali – e spesso ai lettori, mi dispiace dirlo – piace di più l’ultima discussione interna sulla legge elettorale o sulle primarie, che invece potrebbe anche restare roba da addetti ai lavori se l’informazione generalista si occupasse di altro. E così, nella giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto, mi piace ricordare un po’ di iniziative già avviate dal Pd. Tipo il capannone allestito per una festa democratica a Montesanto, divenuto – tra matrimoni e cresime – il luogo della comunità; così come le tende, i gazebo e le feste stesse, che in questi giorni sono un punto di riferimento per il pernottamento e la distribuzione di pasti. E l’idea di rifornire tutte le feste democratiche d’Italia con il parmigiano reggiano acquistato dai caseifici colpiti dal sisma. E il conto corrente IT02N0312702410000000001494, intestato a Emergenza terremoto Emilia-Romagna, che raccoglie fondi da devolvere ai Comuni, da aggiungere ai 125 mila euro già raccolti in pochi giorni con le oltre 50 cene di autofinanziamento in tutta la regione. E i volontari che, dal lunedì al venerdì, in collaborazione con la Protezione civile raccolgono generi non deperibili nelle strutture Pd di Ponte Alto. Per non parlare dell’impegno dei sindaci, che oggi su Facebook Cristina Ceretti – sfollata di Mirandola, prima ancora che addetta stampa del Pd regionale - definisce “eroi nascosti che danno l’esempio. (…) Si prendono cura di noi, della nostra sofferenza, quasi loro ne fossero esenti. Ci permettono di dormire, mentre vigilano su di noi. Forse un giorno anche a loro sarà permesso di dormire e di piangere. (…) Ci insegnano che la politica è necessaria e le Istituzioni fondamentali. Entrambe vanno rispettate. Se la politica italiana ha toccato da tempo il fondo e ha bisogno di essere rinnovata, rifondata direi, allora lo si faccia a partire dal loro esempio. Da quei sindaci che nei fatti concreti, non con delle parole retoriche obsolete, stanno dimostrando che la comunità che amministrano è la loro vera famiglia”. Cristina ha ragione: altro che dibattiti sulla foto di Vasto, ripartiamo subito da quella di Vasco.

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6 commenti to “La foto di Vasco”

  1. Mario di Garda centro scrive:

    Solidarietà. Ancora una volta Andrea Sarubbi mi fa sentire orgoglioso di appartenere a questo gruppo politico

    Però lo sfruttamento del gas naturale in questa zona sarà vero?

  2. giannaC scrive:

    Mario Di Giarda, ti sei dimenticato la profezia dei Maya. …che stress che siete

  3. Pinuccio scrive:

    Andrea, rispetto al terremoto comprendo pienamente le ragioni che ti portano a dire che “… spesso ai lettori, mi dispiace dirlo – piace di più l’ultima discussione interna sulla legge elettorale…” Però a me sinceramente non sembra proprio così in quanto vedo molta disaffezione, disinteresse rispetto ad un tema che credo sia invece molto importante proprio perchè può determinare di nuovo la selezione delle candidature e di conseguenza provare a rinnovare la classe politica. Proprio oggi ho pubblicato questo post sulla mia bacheca di facebook.

    OGGI SI RICORDA IL SACRIFICIO DEI GIOVANI IN PIAZZA TIENANMEN

    Il 4 giugno 1989 Deng Xiaoping fece sgomberare con la forza Piazza Tienanmen occupata dagli studenti che chiedevano democrazia. È fondamentale ricordare questo tragico avvenimento… proprio per non dimenticare: un giorno infatti il sacrificio di quei giovani, come un seme che muore nascosto nella terra, darà vita davvero a quella insopprimibile primavera democratica per cui hanno lottato e pagato con la vita. Che la loro fortissima testimonianza ci sia di esempio anche per tutti noi che la democrazia l’abbiamo… ma che assurdamente possiamo rischiare di perdere a causa di una classe politica sempre più ripiegata su se stessa e anche, è bene evidenzialo, di noi cittadini/elettori che abbiamo preferito delegare rinunciando così ad assumerci pienamente la nostra responsabilità.

  4. Fabrizio Scarpino scrive:

    E Foto di Vasco sia.

    Cordialità,

    F.S.

  5. Jacopo scrive:

    se tu conoscessi quei posti, non avresti detto le cose che hai detto nel post; non avresti fatto uno sterile giochino di parole sulle foto; non troveresti strana la cosa, o straordinaria la cosa; ci sono ancora posti dove il pd è radicato, dove è normale che agisca, perchè se non agisce ora il pd, come anni fa agiva il pci, chi è che può farlo? ci sono ancora dei posti dove i sindaci sanno fare i sindaci, non mangiano e sono vicini alle persone; sindaci e militanti che non meritano una classe dirigente tanto mediocre, tanto lontana da loro. ci sono dei posti dove la festa si chiama ancora “dell’unità” che era un nome così bello, così nobile oserei dire. io in quei posti ci sono nato e ci ho vissuto e continuo a viverci; e soffro nel vedere da chi ci tocca essere rappresentati. mi dispiace dirlo, ma quel pd non è il tuo pd; e forse non è più neanche quello di bersani. e, davvero, non immagini l’amarezza…

  6. Lorenzo M. scrive:

    Tutto molto lodevole.
    Ma non si puo’ dimenticare che i personaggi in questione hanno fatto parte di quel sistema che ha emanato norme antisismiche risibili per l’Emilia Romagna, dove capannoni industriali eretti seguendo tutte le regole (!) sono crollati come castelli di carte.
    Qualsiasi azione ora si compia e’ comunque troppo tardi, sono ipocrite lacrime di coccodrillo.

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