‘O barriciello era già pronto da un po’, ma Carmela Manco non lo apriva. “Finché non arriva il registratore di cassa – spiegava ai ragazzi impazienti – non se ne parla: la legalità passa anche attraverso queste cose”. Lo ha inaugurato, finalmente, venerdì sera: l’ambiente tra il rustico e lo chic, tovaglie rosse e bicchieri di cristallo, ha conquistato anche la signora Maria Paola, che si è già prenotata per la cena dei suoi 60 anni. È di Posillipo e li festeggerà a San Giovanni a Teduccio, tra un capannone con i vetri rotti e una smitragliata di petardi, in una strada che sembra un deserto. È per questo che Carmela, fondatrice della onlus Figli in famiglia, ha chiamato il centro Oasi.

135.591 euro il progetto iniziale del ristorante, circa 200 mila quello finito. Una bella mano dall’8 per mille della Chiesa (66 mila euro da Caritas italiana, 43.500 da quella diocesana), un aiuto da Johnson & Johnson (20 mila), una raccolta di 1.400 euro dai giovani di Effetto farfalla, compagnia di teatro amatoriale. E 36 mila euro della Regione che devono ancora arrivare, fermi in ragioneria, e Carmela che freme perché c’è la ditta da pagare, per non parlare dell’Irap lasciato lì a metà. Ma intanto si parte, con l’aiuto di molti: il mago Arnold e Lino D’Angiò che stasera faranno il pienone, ma soprattutto i ragazzi cresciuti all’ombra della parrocchia dell’Immacolata. Qualcuno ha studiato al Cavalcanti, l’alberghiero, e in sala si arrangia; al bar c’è Rosaria, che ha già qualche anno di esperienza dietro al bancone, e in cucina due pezzi forti: il seminarista Fulvio, quando può, e Anna, la sorella di Carmela, che sui piatti della tradizione napoletana è una fuoriclasse. Un ristorante locale ha fatto un po’ di scuola ai ragazzi, una lavanderia ha regalato le tovaglie, la Fondazione Idis-Città della scienza ci ha messo i piatti, i bicchieri e qualche macchina da bar. Quella da caffè l’ha presa Carmela a metà prezzo, nel Sannio: “Un’occasione, aveva solo 15 giorni di utilizzo in una mostra”.
‘O barriciello – pranzo a prezzo di mensa per i lavoratori della zona, cena su prenotazione a prezzi modici – è il quarto tempo di una partita contro la disperazione, per ora stravinta dai buoni. Nel 2008 arriva la palestra con corsi di arti marziali e boxe (“Se dovete picchiarvi per strada, meglio picchiarvi qui dentro”), nel 2010 lo spazio giochi per i bimbi e la piazza Agorà, finanziata anche con il contributo della fondazione Cannavaro-Ferrara, nel 2011 la rassegna teatrale (“3 euro, ma certe volte pure gratis: dipende dalle compagnie”) e il cinema (“Un euro, per pagare la Siae”). L’anno prossimo, dice Carmela, la guardiola per il custode. Poi i laboratori per la scuola d’arte napoletana. E la Provvidenza continua a prendere appunti.

Ho scritto questo pezzo per il Corriere del mezzogiorno. Mentre cercano di trovare lo spazio per pubblicarlo, mi faceva piacere condividerlo con voi.

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3 commenti to “‘O barriciello”

  1. Fabrizio Scarpino scrive:

    Grazie, On.Sarubbi, di questa condivisione.
    Avanti con speranza.

    ¡gracias!

  2. Virginia Invernizzi scrive:

    una bella testimonianza di resistenza quotidiana di gente che non si arrende e non pensa che il destino sia già scritto, un esmepio chiaro di cristianesimo autentico, oltre alla Provvidenza, prendiamo appunti anche noi e cominciamo a pensare alle nostre zone non per quello che sono, ma per quello che possono diventare.
    Buon lavoro ai ragazzi dell’ ‘O Barriciello, che danno speranza a tanti

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