Il ministro Cancellieri a Brindisi, per dire che lo Stato c’è. E mi pare la notizia più importante della giornata, più ancora di quelle che le indagini ci forniranno – speriamo – nelle prossime ore: chiunque sia stato, per qualunque motivo sia successo, lo Stato c’è. E scoprirà i colpevoli, come ha dichiarato poco fa il sottosegretario Catricalà, e non lascerà questo attentato impunito, come troppe volte è invece accaduto negli ultimi decenni. Ma chiedo scusa se oggi non parlo da politico, se non cerco frasi all’altezza della situazione. Quelle che seguono sono le mie sensazioni in ordine sparso, senza capo né coda. Forse dovrò aggiornarle nelle prossime ore.

Dolore. Ho due figli, e più ancora che alla notizia della morte di Melissa mi sono commosso quando ho visto le immagini in diretta della famiglia di Veronica, la ragazza in rianimazione. E tutti loro nel corridoio dell’ospedale, in quel piccolo androne tra due porte di vetro chiuse, e loro che avrei potuto essere io, anzi, ero io. E aspettavo con loro una notizia del medico, un cenno dell’infermiere. E ripensavo alla colazione di stamattina, alle contrattazioni folli per l’orario di rientro a casa di stasera, ai suoi progetti, ai sogni condivisi.
Stanchezza. Un attentato non mette ko uno Stato, ma lo logora ai fianchi. Se lo Stato non è forte, lo indebolisce fino a sfiancarlo. Non so neppure che tipo di attentato sia, perché mentre scrivo ancora non lo sa nessuno, nemmeno il Viminale. Le mafie non colpiscono le scuole, o almeno così è stato finora, e non mi ricordo nemmeno di bombole del gpl utilizzate dai mafiosi come arma letale; eppure il nome della scuola, il luogo e il tempo lasciano aperte tutte le piste. Quale che sia la matrice, probabilmente diversa da quella di Adinolfi, istintivamente ho provato stanchezza. Poi me la sono fatta passare, perché Andrea può anche essere stanco ma il deputato Sarubbi no.
Rabbia. La rabbia è immensa, folle, mi fanno male i denti a forza di digrignarli. Se è un attacco allo Stato, cosa c’entrano dei ragazzi di 16 anni? Cosa c’entrano i loro genitori, persone normali che fanno una vita normale? Se non lo è, perché comunque prendersela con degli innocenti? La guerra civile, almeno, ha una sua dignità. Questa è vigliaccheria pura.
Orgoglio. L’Italia si ricorda di essere Italia solo quando gioca la nazionale di calcio o quando succede una tragedia; altrettanto rapidamente, però, se lo dimentica. Oggi l’Italia scende in piazza per dire che siamo tutti brindisini, che siamo tutti ragazzi di 16 anni, e che nessuno ci può rubare il futuro. Siamo il Paese dei campanili, della politica da curve da stadio, del tutti contro tutti. Ma oggi siamo un po’ più Italia, oggi diciamo a noi stessi che i nostri destini sono intrecciati. Speriamo che duri, almeno questo.

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5 commenti to “In ordine sparso”

  1. rosalba pinto scrive:

    profonde parole, anche se in ordine sparso. siamo orgohliosi di essere italiani e siamo vicini a chi come melissa ha sofferto per questo inaudito gesto di barbarie.

  2. vincenzo scrive:

    parole inutili che saranno dimenticate già dopodomani e che
    non avranno nessun seguito, nessuna iniziativa fattiva di
    nessun politico.
    Gli attuali politici nazionali se hanno un minimo di dignità devono domandarsi: cosa posso fare per il mio paese e per i miei figli dopo 4 anni di legislatura che non ha realizzato nulla: consegnare il tesserino e dimettersi per lasciare
    spazio a giovani e vecchi con qualche idea e tanta voglia
    di lavorare, viceversa meglio tacere

  3. pfra64 scrive:

    solidarietà alle famiglie, come genitore e come uomo

  4. Sabino scrive:

    L’attentato di Brindisi che tutti definiscono anomalo, ritengo invece che sia più che spiegabile.
    Hanno colpito al cuore del futuro.
    Hanno colpito i giovani, hanno colpito coloro che con il loro attivismo divulgano legalità e giustizia, coloro che penetrano nel profondo delle coscienze modificando positivamente il comportamento dei cittadini.
    Sarò anche impopolare, ma in questo momento non riesco a sopportare che in Tv tutti fanno dichiarazioni di solidarietà.
    Chiedo a Voi tutti Media, cortesemente, è vero che siamo in “democrazia” e tutti possono parlare, potete evitare di intervistare coloro che in parlamento hanno alzato la mano per :” Ruby nipote di Mubarak”?
    Sono stati colpiti giovani che studiano, lottano contro le mafie, lottano per la legalità; non è corretto “prenderli in giro” attraverso dichiarazioni di falsa solidarietà di politicucci che hanno distrutto eticamente la nostra Italia.

  5. Fabrizio Scarpino scrive:

    Buongiorno,
    Lo so, il principio di laicità è un principio supremo della Nostra Costituzione, ma io oggi, riesco a esprimermi solo con un Salmo:

    Dal profondo a te grido, o Signore;
    2 Signore, ascolta la mia voce.
    Siano i tuoi orecchi attenti
    alla voce della mia preghiera.
    3 Se consideri le colpe, Signore,
    Signore, chi potrà sussistere?
    4 Ma presso di te è il perdono:
    e avremo il tuo timore.
    5 Io spero nel Signore,
    l’anima mia spera nella sua parola.
    6 L’anima mia attende il Signore
    più che le sentinelle l’aurora.
    7 Israele attenda il Signore,
    perché presso il Signore è la misericordia
    e grande presso di lui la redenzione.
    8 Egli redimerà Israele
    da tutte le sue colpe.

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