Come forse avrete letto sul Fatto quotidiano di oggi, faccio parte di quell’ottantina di deputati che, stanchi di ricevere indicazioni di voto tramite sms sulle nomine di competenza parlamentare, hanno chiesto un cambio di rotta da subito. La prossima settimana Camera e Senato devono infatti eleggere i membri dell’Agcom, l’Autorità garante delle telecomunicazioni, e non vorremmo sprecare l’occasione di un rinnovamento nelle procedure: una cosa è il pluralismo, un’altra le lottizzazioni al buio. E così ieri abbiamo scritto a Fini, per chiedergli di attivare “tutti gli strumenti procedurali, anche sulla base di un parere della Giunta per il regolamento”, perché le due nomine spettanti alla Camera “rispondano a criteri di trasparenza e di professionalità”.  Per questo, riteniamo necessario che “prima del voto in Aula si presentino le candidature, e che queste possano essere valutate e discusse”, con l’obiettivo di lasciarci alle spalle “logiche spartitorie e opache” che vanno al di là del valore dei candidati.

Oggi abbiamo fatto un altro passo in avanti, annunciando pubblicamente il nostro sostegno per Stefano Quintarelli: un tecnico che non può essere ricondotto a nessuno schieramento in particolare, e che per le sue competenze ha ricevuto in rete una candidatura “orizzontale” (non mi piace parlare di alto e di basso), appoggiata da migliaia di persone.

Egregi signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica,
tra pochi giorni il Parlamento dovrà provvedere ad eleggere i commissari dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La legge 31 luglio 1997, n. 249 non prevede meccanismi di trasparenza e di verifica dei curriculum e dei requisiti dei candidati, ma si limita a disciplinare le procedure di voto da parte di deputati e senatori. Solo per il Presidente dell’Autorità, nominato dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, la designazione è sottoposta al parere delle competenti commissioni parlamentari.
Noi sottoscritti – in assenza di regole che obblighino alla pubblicità delle candidature – intendiamo innovare per lo meno la prassi e nell’annunciare il voto per il dottor Stefano Quintarelli provvediamo ad inviare il suo curriculum alle presidenze delle Camere, perché ne assicurino – per come sapranno – un’ampia pubblicità.
Ci auguriamo che questo comporti come conseguenza che altri parlamentari scelgano un’analoga procedura per rendere pubblici ai colleghi e all’opinione pubblica non solo i nomi che sceglieranno, ma le ragioni della propria scelta.
Certi di un pronto riscontro, vi salutiamo cordialmente.

La lettera è firmata da diversi parlamentari di varie appartenenze partitiche. Non so ancora a cosa porterà, né se questo gesto potrà dare fastidio a qualcuno: l’intenzione è solo quella di inaugurare una via nuova alla trasparenza, alla competenza e alla meritocrazia.

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2 commenti to “L’approccio trasparente”

  1. pinosp scrive:

    bravi…. dovreste farne mille di queste prese di posizione….

  2. Matteo Cacciola scrive:

    A lungo andare, scatenerete un terremoto, un benedettissimo terremoto :)

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