Lunedì abbiamo fatto una fesseria, punto. L’ho fatta anche io, che pure stavo lavorando (come è naturale che sia) ma non in Aula: avevo sottovalutato la portata mediatica della discussione generale sui rimborsi ai partiti, avvenuta davanti a non più di 20 deputati. Nella mia Commissione, naturalmente, l’avevo seguita con interesse, chiedendo e ottenendo (così pare, almeno finora) che alle detrazioni per i contributi privati ai partiti non venisse applicata una disciplina migliore rispetto ai contributi alle onlus. Ma alla discussione generale – che non è il momento in cui si affrontano nel concreto gli emendamenti: è una sorta di esposizione dei vari punti di vista, prima di scendere nello specifico, e viene normalmente seguita solo da chi è iscritto a parlare – avevo dato poca rilevanza, non considerandone il valore simbolico in un momento del genere. Chi si volesse divertire a cercare una discussione generale affollata nella storia del Parlamento italiano, dal 1948 ad oggi, avrebbe qualche difficoltà: eppure, mentre del lavoro di De Gasperi e soci gli italiani si fidavano ad occhi chiusi, ora che il pubblico legittimamente fischia bisogna almeno lottare su ogni pallone, e – per quello che possano valere le mie scuse - mi dispiace averne lasciato andare uno insidioso, che invece consideravo poco rilevante per il risultato finale.

Premesso ciò, quello che avrei voluto dire sui costi della democrazia lo ha detto Roberto Giachetti: non credo che la nostra sia attualmente la posizione ufficiale del Pd, ma spero che lo diventi.

ROBERTO GIACHETTI. Purtroppo ci troviamo in una condizione nella quale diamo per scontato che il testo presentato dai relatori sia “blindato’ e debba essere licenziato dall’Aula. (…) Chiarisco subito che questo testo presenta un dato positivo: dimezza intanto i contributi del finanziamento pubblico restanti, quindi già questo è un elemento in base al quale, essendo tutti i partiti d’accordo, mi sento di dire che, anche se non concorderò probabilmente con molte delle previsioni contenute nel provvedimento in esame, voterò a favore di esso, perché almeno contiene tale previsione. 
Tuttavia (…) 
lo dico ai relatori: ci pensino, perché voi state introducendo di nuovo il finanziamento pubblico e lo rivendicate anche nella relazione. Penso che questo sia un errore strutturale. Noi dobbiamo garantire il rimborso elettorale, garantire che il rimborso elettorale vada soltanto a coloro che hanno avuto la capacità di avere gli eletti, ma una parte di soldi dello Stato che non sono diretti come rimborsi dobbiamo prevederla per altri soggetti. (…) E a tutte quelle realtà, che si chiamino partiti o si chiamino in un altro modo, che magari sono molto più reali – penso alle liste civiche – che decidono di fare la loro politica, di attuare l’articolo 49 della Costituzione, senza intasare il treno elettorale, e che magari fanno molte più iniziative e con molto più valore. (…) Ovviamente c’è un problema di controlli. Ne parliamo dopo che i buoi sono scappati e che è accaduto tutto quello che è accaduto. Invece di rivolgersi all’organo che normalmente è adibito al controllo, come diceva il collega Zaccaria, si prevede una commissione speciale. Un partito non è uguale alla pubblica amministrazione però, prende soldi pubblici e quindi diciamo che l’analisi sui partiti è molto più vicina all’idea che ad esercitare il controllo sia la Corte dei conti, che si occupa della pubblica amministrazione e, quindi, anche dei fondi pubblici piuttosto che una commissione speciale. Oltre i costi di organizzazione – infatti non sono solo cinque magistrati ma gli va costruito intorno un bel sistema magari con qualche fuori ruolo che si prende altri 600-700 mila euro, così come fanno da qualche altra parte – si sottrae il sistema dei partiti a un meccanismo che ormai dovrebbe essere rodato che è quello della Corte dei conti. Mi auguro invece che il mio partito, che ha presentato su questo una proposta esattamente conforme a quello che sto dicendo, sia in qualche modo conseguente e proponga la sua proposta che poi verrà respinta – pazienza – ma ovviamente sarà chi ha respinto la proposta a farsi carico di spiegare le ragioni.
(…) Concludo semplicemente con un invito (…) a riflettere su qual è il modo migliore per rispondere non all’antipolitica, ma alla richiesta, pressante, che ci arriva da parte di tutti gli elettori di tutti i partiti e anche da parte di quelli che non votano, di avere un momento di chiarezza nel confronto, indicazioni su quali soluzioni trovare ad alcune questioni, a cominciare da quella se effettivamente questo Paese nel 2012, con tutto quello che è successo, in risposta ai casi Lusi, ai casi Belsito e via dicendo, avesse questa stressante esigenza di ritornare e reinserire, come modifica sostanziale del provvedimento, il finanziamento pubblico.

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Un commento to “Meno soldi e più controlli”

  1. Fabrizio Scarpino scrive:

    Buongiorno On.Sarubbi,
    senza piaggerie, ma la sua presentazione delle scuse le
    fa molto onore.

    Riguardo al tema dei rimborsi e dei finanziamenti, inutile
    dire che si tratta di un argomento delicatissimo, molto
    sentito da tutti i cittadini e sul quale è urgentissimo,
    non urgente, un intervento serio del Parlamento.
    Ho letto con attenzione la dichiarazione dell’On.Giachetti.
    Mi auguro che la sua/vostra posizione diventi ufficiale.

    Concludo, ribadendo una riflessione che lei Onorevole,
    svolgeva dopo le Amministrative(mi corregga se sbaglio)
    il PD è oggi l’unico “presidio” Nazionale Democratico strutturato:certo,ha i suoi
    limiti e i suoi errori, ma dall’altra parte dell’agone
    politico non si capisce bene cosa vi sia dal punto di
    vista strutturale:è un mix difficile da interpretare.

    Ecco, essendo il PD l’unico “presidio” strutturato, avrà
    il compito di spiegare molto, ma molto bene ai cittadini
    cosa si farà sul tema dei Finanziamenti e Rimborsi.
    Non sarà facile perchè molti(dall’altra parte del Parlamento tenteranno di strizzare l’occhio
    all’antipolitica e cercheranno di mettere in difficoltà il
    PD, ma se mi permette un’indicazione, il PD non deve
    mollare, ma appunto lottare su ogni pallone, usando anche
    i manifesti, secondo me, per spiegare bene l’argomento dei
    rimborsi e del finanziamento.

    Sono certo che lei lotterà su ogni pallone.

    Cordialmente,
    F.S

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