Il piano contro la povertà presentato oggi dal governo è la cosa migliore messa in piedi da Monti in questi primi 6 mesi a Palazzo Chigi. Avevo cominciato a dubitarne, dico la verità, perché se ne parlava da tempo ma non si vedeva nulla di concreto; si sapeva del lavoro sotterraneo di Fabrizio Barca, che stava cercando di cavare il sangue dalle rape dei fondi comunitari, e dell’aiuto di Andrea Riccardi nell’individuazione delle emergenze. È prematuro capire quali saranno i risultati concreti, e può anche darsi che qualcosa si perda per strada; chi però non riesce a vedere differenze tra questo governo e quello precedente dia uno sguardo alle misure annunciate oggi e le paragoni alla social card di Tremonti, tanto per farsi un’idea.

I 2 miliardi e 300 milioni di cui si parla non sono usciti dal cilindro, ma ricavati dallo spreco: per lo più fondi, come spiega il governo, “sottoutilizzati o allocati su interventi inefficaci o ormai obsoleti”. Tipo “porti turistici, eventi, assistenze tecniche incompetenti, sussidi, progetti belli ma non fattibili”, come ha spiegato lo stesso Fabrizio Barca poco fa su twitter. E i soldi andranno a quattro Regioni del sud: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Tutto il contrario di ciò a cui ci aveva abituati il governo a trazione leghista, addirittura capace di utilizzare i fondi Fas (destinati dunque alle Regioni più svantaggiate) per le quote latte degli allevatori padani. Ed è interessante anche la distribuzione, perché quasi il 40% di questi soldi viene destinato a obiettivi di inclusione sociale: 730 milioni sono per le fasce più deboli (bambini ed anziani). Se finanzio i servizi di cura ai bambini piccoli e agli anziani ultra 65 – sostiene giustamente il governo – da un lato creo occupazione (generalmente femminile) e dall’altro libero energie (sempre femminili) per il mercato del lavoro. In più, impedisco che – con l’ammalarsi di un genitore, ad esempio – alcune famiglie investano tutti i propri risparmi nella cura e finiscano a ridosso della soglia di povertà.

Bambini. L’obiettivo sono 40 mila posti in più negli asili nido entro il 2015: 16.629 in Campania, 9.609 in Sicilia, 8.347 in Puglia e 5.174 in Calabria. Saranno finanziati in gran parte dallo Stato e nella quota mancante dalle Regioni, per arrivare almeno al 12% (dall’8,5% del 2010) dei bambini tra 0 e 2 anni. Si comincia da quei Comuni (grandi e piccoli) che nel 2010 non offrivano nessun servizio di asilo nido, con un sistema di voucher alle famiglie e trasferimenti diretti agli enti locali. Per dare un’idea della spesa, la gestione di un posto-bambino in un asilo nido è quantificata in circa 6.700 euro l’anno: le famiglie comparteciperanno al 20% (circa 1.340 euro l’anno) e il resto verrà coperto dai fondi pubblici.

Anziani. La strada scelta è quella del potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata, anche se siamo a livelli piuttosto bassi: l’obiettivo è ancora quello del 3,5% della popolazione anziana già fissato a suo tempo, ma questo significa comunque raddoppiare la platea attuale nelle Regioni in questione, assicurando a tutti un’assistenza di 180 ore. Nel concreto, si pensa a un “rafforzamento delle prestazioni di tipo socio-assistenziale dirette a garantire un ausilio nel compimento degli atti della vita quotidiana”, che significa “sostegno nella cura e igiene personale, nella preparazione dei pasti, nella pulizia della casa, nel disbrigo di pratiche burocratiche”. Poi ci saranno interventi in conto capitale per “strutture specializzate nell’assistenza agli anziani, leggere e rispettose della dignità e della libertà individuale”, in cui fare anche assistenza semi-residenziale, per alleviare un po’ il peso sulla famiglia. Per quanto riguarda le badanti, il governo ha in mente due cose: una formazione, che oggi manca, e dei servizi per facilitare l’incontro fra domanda e offerta.

Il documento completo di Barca è qui e spiega anche tutto il resto. Non lo butteremo, per verificare se avranno mantenuto le promesse.

Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Un commento to “Era ora”

  1. cicero tertio scrive:

    Non nego che qualcosa di buono c’è in questi provvedimenti, come ad esempio l’uso dei fondi comunitari che spesso venivano lasciati scadere e venivano persi e che ci sono degli interventi di un minimo di welfare per le fasce più deboli.
    Ma non è questo il governo che ha finora solo messo tasse su tasse in modo orizzontale e sistematico, che sta strangolando le piccole imprese con il suo beaccio di Equitalia, che non permette agli imprenditori di compensare i debiti fiscali con i crediti da loro vantati da anni verso lo Stato, che non ha ancora preso provvedimenti per lo sviluppo, che non tocca i privilegi e le rendite della casta?
    Finora ha ci ha solo impoverito ed ora perchè tira fuori qualche spicciolo crede di mettersi a posto la cosciensa e andrebbe osannato?
    La casta non viene toccata perchè ha bisogno del suo appoggio per restare a galla come non vengono toccati i potentati finanziari con ad esempio la tassazione dell’IMU per le fondazioni bancarie, non vengono tassati i superstipendi dei manager.
    Notizia di oggi: il neo presidente francese Hollande vuole tassare del 75% i redditi oltre il milione di euro e per quanto lo riguarda si è ridotto lo stipendio a 13.000 euro più o meno la metà di quanto prende in totale qui un semplice parlamentare.
    Forza, vediamo chi qui da voi lo vuole seguire ! prometto di votarlo.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 4 + 14 ?
Please leave these two fields as-is: