Dopo aver ascoltato associazioni di volontariato, enti locali, concessionarie statali e medici esperti di dipendenze, oggi la discussione sui giochi d’azzardo ha fatto un passo in avanti, con l’audizione del ministro della Salute. Renato Balduzzi ci ha detto essenzialmente tre cose: la prima è che i tempi per un provvedimento sono ormai prossimi, nel senso che la legge di delega fiscale prevederà una delega specifica al governo per un decreto su questo punto, fissandone i criteri generali; la seconda è che si pensa di finanziare i vari servizi di recupero con il gettito recuperato dalle multe a chi non rispetta le regole (sulla trasparenza delle regole o sul gioco ai minori, per esempio); la terza è che non si prevede l’abolizione totale degli spot, ma di certo si combatterà la pubblicità ingannevole.

Bisogna stare attenti a non cadere nel proibizionismo e a non mettere tutto nello stesso calderone, perché ci sono situazioni  molto diverse. Tirare la levetta della slot machine (o pigiare il pulsante) in maniera meccanica, affidandosi totalmente al caso, è un discorso; scommettere su chi vincerà i prossimi Europei di calcio, o i 100 metri alle Olimpiadi di Londra, richiede invece una certa abilità personale. Che non è l’unico fattore, perché naturalmente l’alea rimane, ma che comunque aiuta. Tanto è vero che, se si vanno a guardare le dipendenze, sulle scommesse sportive si registrano percentuali di giocatori patologici molto più basse rispetto alle slot: trattare le une e le altre allo stesso modo, quindi, non sarebbe giusto. Però si potrebbe facilmente fare qualcosa che vada bene per tutti, magari legando la singola giocata al codice fiscale: questo avviene già per alcuni giochi online, ma non ancora per le macchinette mangiasoldi, e potrebbe aiutare a monitorare sia l’età del giocatore sia il suo comportamento, fermandolo con una sospensione quando si scorgono fondati rischi di patologia. Ci sono alcuni gestori di scommesse online (penso a Betfair, perché ieri li ho ricevuti alla Camera e mi hanno spiegato un po’ di cose) che prevedono anche un’autosospensione per 6 mesi, ma il guaio è che poco dopo il giocatore sente il richiamo della foresta e – non sapendo aspettare la fine della sospensione – si rivolge ad altre agenzie: se i Monopoli di Stato monitorassero tutto questo, con una banca dati comune a livello nazionale, probabilmente si riuscirebbe a individuare per tempo un comportamento a rischio e dunque a giocare più di prevenzione che di repressione. Nel frattempo, le Regioni ci stanno dicendo di non avere gli strumenti adatti ad affrontare questo nuovo fenomeno, che in tempi di crisi purtroppo aumenta: la risposta del governo, sentita stamattina, è che insieme agli introiti derivanti dalle sanzioni verrà destinata alla cura della ludopatia anche una quota del bilancio del Servizio sanitario nazionale. Vorrei fosse chiaro che non si tratta di una questione morale, anche se – dal mio punto di vista, umanamente parlando – non è irrilevante che una persona utilizzi i suoi risparmi per costruire qualcosa di solido nella sua vita oppure per tentare la fortuna: si tratta di una questione sociale, sanitaria e naturalmente anche economica, che la politica ha il dovere di affrontare prima della fine di questa legislatura.

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8 commenti to “Arriva la legge”

  1. cicero tertio scrive:

    Perchè non risolvere il problema dei ludopatici alla maniera della Merkel, ossia rigore, rigore rigore: quindi,sequestro conservativo dei loro beni, divieto di frequentare luoghi pubblici in cui sono installate le macchinette e di pure divieto di possedere ed usare i computers con distacco forzato dell’ADSL. E’ vero che rimarranno loro le carte per giocare nelle osterie a tre sette ma il suo fido Monti potrebbe tassare i giochi sguinzagliando gli sbirri di Equitalia nelle bettole e negli scantinati.
    Certo che i problemi dei ludopatici devono essere in cima ai pensieri della nostra classe politica, viviviamo in fondo nel migliore dei mondi possibili, non ci sono altri problemi, solamente qualche parassitario ed inutile imprenditore ogni giorno si toglie la vita perchè annoiato e stufo dai troppi soldi che gli piovono addosso copiosamente mentre lo Stato non vuole fargli pagare alcuna tassa nonostante le sue implorazioni.

    Bene, adesso torniamo alla realtà: invito a leggere prima di coricarsi questo ottimistico articolo sulle nostre esaltanti prospettive economiche e sulla Banda Bassotti che ci governa.
    http://marcodellaluna.info/sit.....p-warning/

  2. Fabrizio Scarpino scrive:

    Buonasera On.Sarubbi,
    l’arrivo della Legge sulla dipendenza dai giochi
    d’azzardo è sicuramente una buona notizia.
    Come già ho avuto occasione di farle presente tramite Web,
    vicino casa mia vi è una Agenzia di Scommesse e posso
    vedere con i miei occhi persone che vi trascorrono ore ed
    ore,spendendo chissà quanto denaro.

    Non voglio assolutamente mettere in dubbio le autorevoli
    audizioni tenutesi alla Camera,ma io penso che, anche il
    problema delle Scommesse sul Calcio abbia la sua criticità.
    Certo vi è un pò più di dimensione di abilità, ma forse il problema vi è lo stesso…
    Penso ad esempio alle scommesse live,ultimamente molto in
    voga…

    Da ultimo le domando: delle scommesse riguardanti le corse
    dei cavalli se ne è parlato?

    La saluto cordialmente,
    F.S.

    ultimamente molto in voga

  3. Fabrizio Scarpino scrive:

    Sorry, ho sbagliato di nuovo: alla fine vi è una frase ripetuta per errore nella scrittura taglia/copia/incolla…

  4. Berto scrive:

    Cicero, meno male che ci sei tu a salvare il mondo! Damme er 5, fratello!

    Ce sta ‘a crisi e questi perdono tempo dietro a ‘ste quisquilie. Azzeriamo i fondi al SSN così je risorvemo ‘a crisi ar cicero, ‘nnamo!

  5. pfra64 scrive:

    Onorevole, il gioco d’azzardo deve essere abolito.
    Non mi interessa se sia giusto o no, non mi interessano le sorti del giocatore, mi interessano le conseguenze di quel che fa: famiglie rovinate e aziende fallite.
    Tutti conosciamo (direttamente, o perlomeno indirettamente) qualche caso di questi.
    Una persona che ha una famiglia, o che gestisce una azienda, ha la responsabilità anche verso altre persone e il suo comportamento idiota può creare danni enormi, esattamente come chi guida ubriaco.

    PS per chi critica i politici che si occupano di questo problema: è vero questo non è un problema del sistema Italia, tuttavia è un problema per tantissime persone, un problema sociale, ed è giusto che la politica se ne occupi Ritorniamo con i piedi per terra per favore.

  6. cicero tertio scrive:

    @Berto
    devi sapere che in Padania, dove abito tra i muschi e licheni, il romanesco non è molto diffuso, così mi hai fatto fare ricerche su internet per capire il significato di “damme er 5″ … vabbè si impara sempre qualcosa.
    Comunque ai tempi di tua sorella che filava il SSN non contemplava i ludopatici, e così pure i tossicodipendenti, la psicoterapia era pure sconosciuta. Un bel calcio in quel posto era spesso una radida cura salutare ed aveva il vantaggio di non mandare in rosso i suoi conti.

  7. lory scrive:

    Visto che lei è così impegnato sulla lotta al gioco d’ azzardo le scrivo due righe in privato a proposito dei sistemi adottati da Sisal società concessionaria dello Stato, che impone continue vessazioni alle ricevitorie.
    La politica si deve occupare di questo anche perchè i proventi del gioco d’ azzardo sono in larga parte percepiti dallo Stato

  8. MarcoBorciani scrive:

    Caro Andrea,
    condivido la necessità di un discrimine tra scommesse sportive e slot-machine nella (minima, ma molto minima) abilità che può essere richiesta o meno. Ma in entrambi i casi si tratta di due mondi a rischio: giovani e giovani coppie fiduciosi di risollevare i bilanci famigliari, pensionati che sperano di integrare la pensione, …
    Sono sinceramente soddisfatto di sapere che da mesi, come da tuoi tweet, si stia trattando il tema alla Camera: ci sono tutti gli elementi per parlare di dramma sociale. I numeri che talvolta circolano, anche per paesi relativamente piccoli come il mio, sui volumi d’affari di questo mondo sono drammaticamente spaventosi: la “spesa” media per cittadino è già di per sé alta – se poi si pensa che molti (come il sottoscritto) non giocano, vuol dire che qualcuno sperpera patrimoni nel gioco d’azzardo. Se non è dramma sociale questo?
    Ho letto, sempre dai tuoi tweet, che nel corso delle audizioni sono state interpellate associazioni e strutture di cura a testimonianza di come nei territori il Servizio Sanitario si avvalga di validi percorsi di recupero. Ecco, partite da quelli per capire la portata immane del dramma e, spererei, per annientare questa piaga sociale e salvare molta gente dalla rovina.
    In ogni caso, grazie per averci raccontato di queste audizioni e per affrontare questo tema. Buon lavoro!

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