La più importante scossa di assestamento dopo il terremoto elettorale mi sembra la morte in culla del Terzo Polo, annunciata ieri sera da Casini con una doppietta mediatica (per i vecchietti l’intervista al Tg1, per i gggiovani un tweet) che non mi pare sia stata preceduta da grande dibattito interno. Non so nemmeno se lo avesse detto a Fini, e faceva un certo effetto leggere, venti minuti dopo, il tweet trionfalistico di Rutelli sull’11% dell’Api a Cardito: probabilmente non era stato avvisato nemmeno lui. Le elezioni in tempo di crisi – lo scrivevo due settimane fa a proposito della Francia – accentuano il bipolarismo e penalizzano il centro; e così, nel lampo di un tweet, l’Udc ha cancellato un percorso iniziato a luglio 2010 e ha lasciato per strada i suoi alleati, proseguendo da sola – mi par di capire – in direzione Centrodestra.

Spero di avere torto, ma ragiono a voce alta. Il Pdl è in agonia, ma i suoi elettori esistono ancora e dovranno votare per qualcuno alle prossime elezioni. Per il 40% – misurazione nasometrica – si tratta di elettori tendenzialmente vicini al Tea party americano: all’epoca videro in Berlusconi l’uomo del fare, la risposta alla politica di professione; odiano le tasse e interpretano le norme con la categoria “lacci e lacciuoli”; sognano la fine dell’Europa e dell’euro; vedono ogni cosa – poveri e immigrati, ad esempio – come una minaccia al proprio benessere. Il restante 60% appartiene alla specie diffusa del moderato benpensante, che magari non va in chiesa dal giorno del matrimonio ma guai a chi gli tocca il crocifisso nei tribunali, che magari non è razzista ma pensa che gli immigrati siano troppi, che magari non è omofobo ma è contrario alle unioni civili, che vede dappertutto un nemico comunista o una minaccia alla propria identità (nazionale, religiosa, culturale, e così via). Alla prima categoria, quella del Tea party, Casini non piace: se proprio devono scegliere un altro partito, guardano alla Lega o a Grillo. Per chiarire, ecco un articolo illuminante su Libero di ieri (a firma Renato Besana):

“Sembrano gli antipodi Berlusconi e Grillo, eppure le consonanze tra i due sono più numerose di quanto parrebbe a prima vista. Due vite quasi parallele le loro, in un certo senso complementari, al punto che il trionfo di uno ha coinciso con la disfatta non sappiamo se definitiva dell’altro.  (…) Entrambi hanno instaurato un rapporto personale con i loro elettori, che non passa attraverso mediazione alcuna, né la carta stampata (nessuno dei due ci ha mai creduto) né gli apparati di partito. (…) Non differisce troppo neppure il messaggio percepito dagli elettori (…) quale alternativa al sistema dei partiti. (…) Anche il bacino elettorale coincide in larga parte: il Movimento 5 Stelle, quando si rivolgeva alla sinistra spettinata e insofferente, racimolava percentuali modeste. Il balzo in avanti è dovuto all’apporto dei delusi da Pdl e Lega. Altrove, in Francia come in Grecia, c’era una destra ad accogliere l’esasperazione dei ceti rovinati dalle tasse e dalla crisi. Da noi è invece sparita per consunzione e stupidaggine: a raccoglierne in qualche misura l’eredità è arrivato lui, Beppe Grillo. Le sue parole d’ordine, che un anno fa stavano tra Di Pietro e i No Global, si sono via via corrette, fino ad accarezzare chi non si riconosce più nell’insipido brodino dei moderati.”

Quell’insipido brodino, però, a Casini piace parecchio, e già nel Pdl hanno cominciato a gettargli ponti: è di poco fa, ad esempio, l’invito di Maurizio Lupi a ricomporre l’area moderata, eccetera eccetera. Ecco perché ha rinunciato in un attimo a Fini, che – dopo lo strappo del 2010 – una parte del Pdl non vuole più vedere nemmeno in cartolina; e non mi pare che i miei colleghi di Futuro e libertà l’abbiano presa benissimo. Ora, se da qui a qualche settimana sentirete Casini riabilitare Berlusconi, non dite che non vi avevo avvisato.

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3 commenti to “Il polo sciolto”

  1. Iacopo scrive:

    Per me può anche riabilitare Berlusconi, basta che questo metta la parola fine alla barzelletta del PD che cerca in tutte le salse di allearsi con Casini… un partito davvero riformista deve guardare altrove

  2. cicero tertio scrive:

    Mi prende la nausea, per parlare francamente, a veder la foto che precede questo post con quelle tre facce di gente inutile, pleonastica, parassiti membri a vita della casta, buoni a tutte le stagioni ed a raccontarci la fava e la rava con saccenteria e prosopopea adattabile ad ogni circostanza, credendo nel diritto di riciclarsi all’infinito. Naturalmente non mi riferisco solo a loro, la compagnia non gli manca.
    Mentre intanto il paese cominciava a sprofondare in una crisi irreversibile a cui non erano preparati perchè non avevano capito. Così, incapaci a fronteggiarla, hanno subitamente ed acriticamente applaudito al golpe di Napolitano quando ha tirato fuori dal cappello il Coniglio Bianco Salvifico, lo stimato ideologo tecnico della Goldman Sachs che sta portando inesorabilmente il paese alla fine con le sue manovre recessive controproducenti nel contesto di un’Europa e di una moneta unica che ci sono nemici.
    Bella questa siffatta Europa da loro votata approvando anche la perdita della nostra sovranità nazionale monetaria e ultimamente il suicida pareggio di bilancio metre si apprestono ora a far lo stesso con il “fiscal compact” che sarà la fine di tutte le speranze di uscire dalla crisi, scommetto senza sapere cosa voteranno e quali altri danni ci procurerà in un momento di recessione come l’attuale.
    E il bello che adesso l’alternativa a loro e ai loro colleghi della casta a cui ormai sempre meno la gente crede sarebbe un guitto saltimbanco che dice che bisogna rinnegare il debito. Un outsider che ricorda altri clown del passato che poi hanno dimostrato la loro fasullaggine a cui pure lui non si sottrarrà.

  3. Simone scrive:

    Non trova un po’ semplicistica l’analisi del voto cattolico ‘moderato’ che traspare dalla citazione di ‘Libero’ (con quella locuzione un po’ offensiva, ‘brodino insipido’)? Credo, come ha da ultimo dimostrato il voto francese, che quella dello schieramento dei cattolici sia una questione più complessa e articolata…

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