Come al solito, ai risultati elettorali si può far dire tutto e il contrario di tutto. C’è Alfano che ha lodato il radicamento territoriale del Pdl, Rutelli (uno dei fondatori del Partito democratico!) che si è avvinghiato al successo del leghista Tosi, Casini che festeggia i rari ballottaggi dei suoi candidati, la Lega che fa aprire la Padania con un titolone sul modello Verona, noi che celebriamo la sopravvivenza del Pd allo tsunami. Poi c’è il capitolo Grillo, che in realtà non mi pare abbia vinto le elezioni – se esiste ancora una differenza tra avere un buon risultato e vincere – ma che è trattato in queste ore come se fosse il kingmaker d’Italia, tanto da cercare una rivalità mediatica con Napolitano che non avrebbe ragion d’essere. Non si chiede al presidente della Repubblica un commento sulle performance dei singoli partiti, che sia il Pd o il M5S, e non si utilizzano le sue risposte diplomatiche in maniera polemica. Ma anche questa è l’Italia: un luogo in cui la politica ha parecchi difetti, ma l’informazione non sta molto meglio.

C’è un po’ di vero in tutte le analisi che ho letto sui giornali, compresa quella vignetta terribile su Libero di oggi in cui si vedono Alfano, Bersani e Casini andare a fondo, con Grillo che dalla riva mostra loro il dito medio: non è andata proprio così – è bravo oggi Michele Serra a sottolineare come il tanto vituperato Pd sia rimasto a galla – ma non c’è dubbio che l’appoggio al governo di emergenza sia stato un peso per tutti. Vorrei dire tre cose mie, per rispondere ad altrettanti  temi caldi, e scusate il tono poco diplomatico.

Palermo. Nonostante la mia antica amicizia con Leoluca Orlando, quello è un gioco sporco. È il bambino che si porta via la palla quando perde, per poi giocare con le regole sue. Partecipi alle primarie, le perdi e – visto che sono andate male – le rinneghi; dici in aramaico che non ti candiderai, e poi eccoti lì a fare il baluardo degli uomini liberi, in un mondo di uomini al guinzaglio. Al guinzaglio dei partiti? No, Luca: al guinzaglio delle regole che liberamente ci siamo dati tutti, compreso il tuo partito, che non perde mai il vizio di segnare a gioco fermo e poi dà lezioni di moralità. Su Palermo diffido chiunque a parlare di sconfitta del Pd: quella è una sconfitta della politica seria e leale. Poi può darsi che diversi elettori di Rita Borsellino o Davide Faraone abbiano deciso, vista la sconfitta del proprio candidato alle primarie, di non far vincere Ferrandelli: non so, è un’ipotesi, ma neppure questa sarebbe una sconfitta dei vertici Pd. Sarebbe, al limite, un segno di immaturità della base.

Grillo. Se ritornano di moda il dito medio e il vaffa alla politica, se il Movimento 5 stelle prende voti e contemporaneamente la destra Pdl-Lega li perde, non mi si venga a dire che quelli sono voti rubati al Pd. Sono naturalmente rispettabili, rispettabilissimi, ma non sono i nostri. Nascono da una domanda di rinnovamento della politica che anche gli elettori del Pd si fanno, ma la risposta è profondamente diversa; hanno idee profondamente diverse dalle nostre sui diritti, sull’immigrazione, sul welfare, sull’Europa. Non andrò mai a rincorrerli su quei terreni. Mai. E forse non prenderò mai i loro voti, ma resterò me stesso. Allo stesso tempo, cercherò in ogni modo di dimostrare agli elettori del Pd che una politica seria è possibile, che non siamo tutti ladri e che non siamo tutti uguali. Ma Grillo stia pure dove stia. E venga anche a governare l’Italia, quando avrà la maggioranza: di certo, non con il mio voto.

Il Pd. Siccome è sempre colpa del Pd per definizione, la lettura del voto è abbastanza semplice: se vince un candidato nostro, è merito delle civiche; se vince un candidato non nostro ma appoggiato da noi, il candidato ha vinto e il Pd ha perso; se Orlando violenta le primarie, è stato umiliato il Pd.  Scrive oggi Stefano Menichini, su Europa, un commento che avrei voluto scrivere io:

“Passato lo tsunami, il Partito democratico rimane l’unico partito in piedi. Il bilanciamento col Pdl è ormai mera finzione, retaggio parlamentare di un’epoca cancellata. I democratici non sono solo primi in Italia, lo sono ormai anche nel Nord un tempo impenetrabile. Per vie contorte e per meriti non tutti loro, sono finalmente quella forza centrale nel paese che era nella missione originaria. (…) Da domani il Pd sarà l’unico contraltare a un turbinio di cose diverse, un mix di speranze, istanze radicali e pura rabbia distruttrice.  Si rafforzerà inevitabilmente la tendenza, già evidentissima, a fare del Pd il bersaglio preferito degli anatemi contro i costi e le inefficienze della politica. Si acuirà la polemica contro provvedimenti del governo che il Pd, sempre più in solitudine, si troverà a dover difendere. E si esagererà la confusione – che per carità, c’è – dell’ipotetica coalizione di centrosinistra candidata alle elezioni nazionali”.

Non riesco a pensare ora alle prossime Politiche. So che ci aspetta un anno duro, in cui il fango aumenterà. Se siamo bravi, agiamo d’anticipo: rinnovamento, trasparenza, coraggio. E facciamo un servizio a tutta la politica, non solo a noi stessi.

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11 commenti to “Tre cose sul voto”

  1. Giuseppe scrive:

    caro Andrea
    su questo non ti seguo. Lo studio dei flussi elettorali dicono che un terzo dei voti di M%S vengono dal PD. Un terzo poi, da coloro che non sarebbero andati a votare. Non dovrebbe conquistarli il Pd quei voti? Solo un terzo li prende a destra. Dovremmo essere felici perché diventiamo primo partito non perché conquistiamo l’entusiasmo di nuovi elettori che vogliono credere in noi ma perché gli altri crollano? Gli altri crollano perché avevano dato vita ad un governo burlesque che è stato un infamia per l’Italia e per i suoi cittadini. Che ha insultato per la sua arroganza e uso del potere per cricche ed interessi personali. Per una “politica” anzi per un antipolitica, questa si, che è scesa a livelli ignobili. Ci mancava che anche Noi crollassimo, non mi pare una grande vittoria non aver fatto la fine del PDl e Lega. Il pD è nato, nel suo progetto originale come partito nuovo aperto alla partecipazione della cittadinanza attiva che recluta la sua classe dirigente in modo aperto e trasparente attraverso meccanismi democratici come le primarie. Che fa decide re e scegliere iscritti ed elettori sui temi più sentiti attraverso referendum interni come recita art 27 dello statuto. Se fosse in pieno questo partito, il partito a cui il 33% degli elettori avevano dato fiducia come molti di noi, invece di essere partito di apparati in cerca di collocazione chiuso verso la società ed i cittadini, non ci sarebbe stato il M5S. il PD era stato pensato ed è nato per non lasciare spazio a rivendicazioni come quelle dei grillino chiamate impropriamente antipolitica. Non aver dato pieno corso a quell’ idea di PD originale, fondamentale per lo sviluppo della democrazia Italiana, ha permesso lo svilupparsi del M5S. Noi tutti dovremmo sentire il peso di aver perso l’appuntamento con la storia e con i cittadini Italiani.

  2. Sabino scrive:

    Torre del Greco, ha vinto la coalizione di centrosinistra, Pd compreso ( considerando che il sindaco uscente del centrodestra Borriello ha tutt’ora problemi giudiziari ).
    Torre Annunziata, Boscotrecase e Trecase il PD è sprofondato perdendo le elezioni.
    Questi sono i fatti.
    Mi chiedo e si chiedono i cittadini del comprensorio vesuviano:
    “Quand’è che gli attuali dirigenti ( che tu conosci), compresi parlamentari locali, si metteranno un po’ da parte?”
    E’ mai possibile affidare il rilancio del partito a gente che da 20 anni pensa solo ai ca…i propri?
    Personalmente ho dato il massimo , ma le risposte dei cittadini sono state:” Sabì , tutto quello che vuoi, ma se non se ne vanno Casillo, Ricciardi, Bossa e compagni, per noi il PD non esiste più.
    Se non mi credi a te le verifiche.
    Dopo però, se ho ragione, informa chi di dovere, visto che i/gli “irr/responsabili” di tale sfacelo, si sono già prontamente cautelati con una moltitudine di scuse.

    sabino

  3. Lorenzo M. scrive:

    Considerazioni in ordine sparso.
    Palermo: potremmo considerarlo, visti i candidati, come il secondo turno delle primarie di coalizione. Il risultato ha sotterrato non solo il candidato “ufficiale”, ma pure quella componente del PD che insiste nell’appoggio alla giunta Lombardo e ha trasformato le amministrative nell’isola come il laboratorio politico per una piu’ stretta alleanza a livello nazionale con il terzo polo (nel frattempo dissoltosi). Roba da azzerare i vertici del partito in regione. E forse non solo quelli.
    Per quanto riguarda il bacino elettorale del M5S, esiste l’analisi fatta dall’istituto Cattaneo per Parma dove si rileva che un terzo dei suoi voti derivera’ pure da dx, ma il resto proviene da sx e dal cosiddetto astensionismo di sx, ovvero da coloro che non avrebbero alcun problema a votare un partito di sx, ma finora costretti all’astensione non vedendone di decenti all’orizzonte.
    Fatto sta che di fronte alla pessima prova di governo, nazionale e locale, offerta da PDL e Lega ci si doveva aspettare qualcosa di piu’ che una generica tenuta.
    Se si vuole combattere Grillo, lo si puo’ fare opponendogli buona politica: l’osceno balbettio sui costi della politica finora offerto, o sulla legge elettorale, o su un qualsiasi altro tema ritenuto sensibile ( c’e’ solo l’imbarazzo della scelta ), non mi sembra vada nella giusta direzione.
    Niente impedisce al PD di “rimettersi in carreggiata”: ci sarebbe da chiedersi perche’ non lo faccia. Mancanza di volonta’ o cosa?

  4. Jacopo scrive:

    tre cose vorrei dirle anch’io. partiamo da palermo; tu dici che orlando “ha violentato le primarie”, ma non è così! le primarie le ha violentate ferrandelli, e le ha violentate quella parte di partito (maggioritaria in sicilia), d’accordo ad allearsi con l’udc siciliana (che è cuffaro, e non bisogna aggiungere altro) e con l’mpa (che è lombardo e anche qui ogni commento è superfluo); le hanno violentate truccandole, mandando truppe cammellate a votare ferrandelli (un dato mi ha impressionato: genova e palermo sono due città delle stesse dimensioni; genova è una roccaforte della sinistra, e l’impegno politico è forte; palermo certamente no; anche ammettendo una giustificata disaffezione dei genovesi, come è possibile che siano stati di più i cittadini di palermo a votare alle primarie, che quelli di genova?); la borsellino aveva denunciato questa pratica immonda (che il pd peraltro ha guià seguito anche a napoli, dopo averla distrutta negli anni del duo bassolino-iervolino), non è stata ascoltata; la genet non ha seguito ferrandelli, scegliendo un candidato dalle posizioni molto più nette e migliori, e dall’onestà sicuramente più specchiata; chi è causa del suo mal pianga se stesso, non accusi gli altri, e nemmeno se la prenda con l’”immaturità della base”, rea di non aver votato ferrandelli (!!!!). quanto a grillo, grillo innegabilmente ha fatto il botto, è l’unico in queste elezioni che lo ha fatto: lo dico con tutta l’antipatia possibile per un comico ricco che si atteggia a paladino e, chiaramente, preferisce avere fra i suoi dei clienti, piuttosto che delle teste pensanti (anche se poi fra i grillini di teste pensanti ce ne sono, non tutti ma ce ne sono); fa sorridere che sia proprio tu, messo lì da rutelli l’amico di lusi, a voler spiegare che “non siamo tutti uguali”; gli elettori sono delusi, sfiduciati, non rappresentati da una sinistra inesistente; certamente non sono quelli come te, che sono arrivati in parlamento come ci sei arrivato te e che sostengono le posizioni che sostieni te, a risvegliare in loro la speranza, anzi forse il contrario. e veniamo al pd: le ha vinte le elezioni, il pd? no, non le ha vinte; molto più semplicemente, ha perso meno degli altri, quanto gli bastava per conquistare amministrazioni anche importanti, non certo la fiducia degli elettori (che sono stati a casa in molti, e in parecchi altri hanno votato il grillo); ha perso meno degli altri perchè è vero, come dice serra, che c’è ancora un certo radicamento sul territorio (quello che un’altra mente come veltroni vedeva con il fumo negli ochhi, peraltro), e perchè, per quanto penoso, certo non raggiunge i picchi tragicomici del pdl e anche della lega, che ha preso una bella mazzata (nella stessa verona, a prendere oltre il 37% è stata la lista personale di tosi, non la lega), ma ha perso; il terzo polo si è visto che esiste solo in parlamento e nell’immaginario curioso dei vertici del pd. rimane la curiosità di vedere quali nuove strategie partoriranno i vertici del pd per resuscitare berlusconi e peremettere a lui e alla sua corte di giocarsi le politiche del 2013: sembra quasi impossibile, ma ormai in tanti siamo abituati ai colpi di genio di questi soggetti…

  5. riccardo scrive:

    Concordo con Lorenzo M., se Grillo avanza è perchè il PD sta deludendo le aspettative di chi vorrebbe votare a sinistra. Legge elettorale, finanziamento pubblico ai partiti, stipendi, pensioni e privilegi dei parlamentari, ecc. Insomma, lo sapete anche voi dove state deludendo, me compreso.

  6. Andrea Sarubbi scrive:

    @Jacopo: “tu messo lì da Rutelli amico di Lusi”, con allusioni alla mia onestà, non te lo permetto. Che sia chiaro. Hai passato il limite.

  7. Sabino scrive:

    A Napoli diciamo:” pure e pullece tenen a tosse”, anche le pulci hanno la tosse, della serie tutti parlano tutti giudicano.
    E’ vero che fare l’antipolitico è di “moda”, sparlare dei politici fa “trend”, ma caro Jacopo classificare Andrea un cattivo politico non solo è ingiusto, ma anche cattivello.
    Il suo impegno per i più deboli e l’attenzione nei confronti degli “abbandonati dalla società” lo collocano tra le persone a “disposizione” per il paese. Basta solo questo per avere la fortuna di vederlo sedere tra gli “scanni” in parlamento.
    Personalmente gli “imputo” poca esperienza politica ( del resto è appena da tre anni che è nell’arena) e proprio per l’amore per il prossimo, lo porta ad avere troppa fiducia verso colleghi politici che gli raccontano qualche non verità.
    Sabino

  8. riccardo scrive:

    Credo anch’io nell’onestà di Andrea, bisogna pensarci bene prima di fare certe affermazioni, si rischia di mettere alla berlina persone che non lo meritano. Libertà di espressione non è libertà di offesa, per di più pubblica: il rispetto per le persone sempre, e prima di tutto. La nuova Italia parte da qui.

  9. Jacopo scrive:

    non certo allusioni alla onestà personale; peraltro sono stato bene attento a non scrivere “da rutelli E DA lusi”; ho scritto invece “rutelli L’AMICO DI lusi”; e ho scritto così perchè la critica vuole essere politica: come può, il deputato (non la persona) sarubbi essere credibile quando parla di rinnovamento, di diversità, eccetera, quando è lo stesso deputato che è stato “messo lì” (e purtroppo è proprio così, perchè con questa legge elettorale i parlamentari non vengono più votati, ma appunto messi lì, tutti e quindi anche tu), perchè “in quota rutelli”? ora, rutelli è appunto colui che, nella migliore delle ipotesi, è stato così sprovveduto da lasciare che milioni di euro di rimborsi venissero fregati da suo tesoriere (milioni di euro), mentre nella peggiore, sostenuta dal tesoriere medesimo (con quale veridicità lo diranno le indagini e i processi), sapeva che direzione prendeva ogni singolo euro (peraltro, lusi è interessato a dire così, se non vuole pagare da solo, quindi io dubito che sia vero quanto ha dichiarato; ci crederò in presenza di riscontri); ma di nuovo: tu (come parlamentare), sei il più indicato per parlare di rinnovamento e credibilità? dal punto di vista politico, io sono convinto di no; la credibilità politica è qualcosa che va al di là e oltre dell’onestà personale (che non mi sogno di mettere in discussione): la si costruisce con le scelte, con i comportamenti. e purtroppo la sensazione che si trae leggendo il blog è quella di un parlamentare che in realtà coglie in modo parziale e incompleto la realtà che lo circonda, politica e sociale; se fosse stato davvero eletto, se si fosse affacciato alla politica nazionale affiancato da persone un po’ più vicine ai cittadini (come del resto era lo stesso rutelli una quindicina di anni fa; poi si è innamorato del palazzo), forse sarebbe stato diverso; ma così non è, purtroppo, e a dirlo non si fanno nè esagerazioni nè iperboli, nè tanto meno accuse personali (ti ho ben detto che a me grillo non piace, e questo è uno dei motivi); semplicemente, si descrivono i fatti…

  10. Elena M. scrive:

    @jacopo la legge elettorale attuale non l’ha certo votata Andrea, non ha potuto scegliere le modalità della sua elezione. Secondo te l’unico modo di essere un politico onesto sarebbe stato star fuori dalla politica finchè la politica non cambia? Ma chi la cambia, se tutti coloro che vogliono il cambiamento se ne stanno fuori? Cosa ne verrebbe? Immobilismo seguito dallo sfascio? Non ce lo possiamo permettere.
    A volte far parte di qualcosa di imperfetto è l’unico modo di aggiustarlo. E io credo che la politica italiana possa essere aggiustata così come credo che l’Europa possa essere aggiustata e portata a compimento. Certo non succederà in un attimo.

  11. Jacopo scrive:

    elena, mi hai chiesto delle cose garbatamente e per punizione ti becchi uno dei miei micidiali post lunghissimi e pallosissimi: quando mi chiedi se, in una situazione così, l’unica è starne fuori per non “compromettersi”, fai una domanda giusta; a cui rispondo che no, non è l’unico modo quello di restarne fuori; e tuttavia mi pare che andrea sarubbi sia l’emblema del politico (ripeto, non della persona; pare che sia juventino, e questo gli fa onore) lontanissimo dai problemi della società, che probabilmente conosce poco ed è poco interessato a indagare in profondità, al quale si rivolge inequivocabilmente il segnale di queste amministrative; che ci dicono che, finchè si continua a propinare alla gente il messaggio che propina sarubbi dalle pagine (per così dire) di questo blog, la sinistra perderà; a questo giro ha perso, proprio per questo motivo, e se conquisterà molti sindaci più di quelli che aveva prima è solo perchè la destra, allo stato attuale, è completamente in macerie; in questo senso si legge anche il riferimento a rutelli, cioè al politico politicante per eccellenza, uno che si è fatto tutto l’arco costituzionale per poi arroccarsi nel palazzo circondandosi di faccendieri come lusi (che alla fine lo hanno fregato; perchè io credo, per quel che se ne sa oggi, che rutelli non fosse al corrente delle mosse di lusi, e spero di non sbagliarmi); in questo blog si leggono cose che, da un punto di vista politico, fanno molto riflettere: temi come quelli degli esodati o della riforma del lavoro trattati con una leggerezza devastante (prima ancora che con idee che non hanno nulla a che fare con un pensiero anche solo minimamente di sinistra), quasi per sentito dire; rapporti col collegio di appartenenza pari a zero (se anche sei stato eletto grazie alla lista bloccata, buona norma sarebbe ogni tanto curare un minimo di rapporti con il collegio cui sei stato assegnato); l’impressione che se ne trae è quella di un deputato che vive su un pianeta diverso rispetto ai comuni cittadini; ragione per cui vien da sorridere che sia proprio quel deputato a parlarci di “rinnovamento” e a contarci che “non siamo tutti uguali”; io credo che il voto dica che i cittadini vogliono rappresentanti che interpretano la carica di parlamentare in un modo diverso da quello in cui la interpreta andrea sarubbi (ma è più onesto dire, la stragrande maggioranza dei deputati del pd); rappresentanti più attenti a loro, più vicini alla realtà; anche, probabilmente, più di sinistra; così, almeno, mi pare…

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