Le possibilità per raddrizzare i conti sono solo due, incassare di più o spendere di meno, e il governo Monti le sta provando entrambe, come farebbe ogni governante dotato di cervello. Poi ci sono modi rozzi e modi raffinati: i primi posso immaginarli anch’io mentre guardo le partite, senza bisogno di un governo tecnico; i secondi potrei metterli a punto solo se mi aiutasse qualcuno più tecnico di me. Esempio uno, incassare di più: aumentare le accise sulla benzina è rozzo, far ripartire l’economia per poi avere maggiori introiti dalle tasse è raffinato. Esempio due, spendere di meno: ritardare di cinque anni l’età pensionabile è rozzo, riorganizzare la spesa pubblica capitolo per capitolo è raffinato. Finora dal governo dei tecnici abbiamo avuto risposte giuste, o almeno comprensibili, ma dannatamente rozze, come ha ammesso lo stesso Monti. Che ci ha promesso, una volta rimessa in moto la macchina lasciata ferma da Berlusconi, un secondo tempo di risposte raffinate. Tra cui la versione definitiva della spending review, appunto.

Avrei un dubbio al riguardo, che riguarda il ruolo del professor Piero Giarda, cavaliere di gran croce al merito della Repubblica italiana e giocatore fuori ruolo nel governo Monti. Gli hanno dato il ministero dei Rapporti con il Parlamento, che non è esattamente il suo forte, mentre bastava leggere il suo curriculum per capire dove schierarlo: docente di economia politica, politica economica e finanziaria ed econometria, nonché di scienza delle finanze; sottosegretario al Tesoro per 6 anni e 5 governi (Dini, Prodi, D’Alema 1 e 2, Amato) e prima ancora, sempre presso il Tesoro, presidente della Commissione tecnica per la spesa pubblica. Anche durante i governi di centrodestra aveva continuato a lavorare su questo fronte: come alcuni ricorderanno, coordinava uno dei quattro gruppi di lavoro per il progetto di riforma fiscale, con specifica delega a studiare le inefficienze della spesa pubblica. In giro si trova ancora un suo documento di un anno fa, Berlusconi regnante, dal titolo complicato (“Una tassonomia per gli interventi di governo della spesa pubblica”) ma dal contenuto chiarissimo, sulle cose da fare per evitare gli sprechi. Ora, chi meglio dello stesso Giarda, divenuto ministro, poteva tradurre questo rapporto in un provvedimento legislativo? Il superconsulente Enrico Bondi, evidentemente, visto che Monti lo ha nominato ieri con questo obiettivo. È molto competente e viene gratis, ma onestamente lascia tutti un po’ così, perché pensavamo che il governo dei tecnici fosse abbastanza tecnico per farcela da solo. Oltre tutto, come sta ricordando in queste ore il Pd, la spending review era stata iniziata nel 2007 da Tommaso Padoa Schioppa, dopo una visita a Londra e una missione a Roma del Fondo monetario internazionale: già con una prima e parziale revisione – dividendo cioè il bilancio dello Stato in maniera più razionale, strutturandolo per missioni – riuscì a risparmiare 700 milioni di euro. Sono anni, almeno una quindicina, che la politica parla di ristrutturazione della spesa e chiama tecnici a studiare soluzioni; ora che i tecnici hanno campo libero, ci rivoltino pure come un calzino. Ma non perdano altro tempo con sottocommissioni e robe varie e si sbrighino a fare qualcosa di tecnico, se no ero capace anch’io.

Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , ,

2 commenti to “Qualcosa di tecnico”

  1. cicero tertio scrive:

    I tecnici che hanno bisogno di altri tecnici sta a dimostrare quanto questo atipico governo evidentemente non tanto tecnico sia poco affidabile.
    Non si capisce perchè con il curriculum di competenze sul taglio della spesa pubblica di Giarda si chiami ora Bondi, persona di grande valore e competentissima a tagliare però non nel settore pubblico ma in quello privato. IL quale però potra solo toccare un parte del totale dei tagli e non altri più significativi come il costo della casta a livello centrale e periferico
    Quanto ad Amato, il famoso dotto sottile, quello che in una notte di mezza estate del 1992 espropriò i conti correnti del 6 per mille, ora pensionato di lusso ad oltre 300.000 euro all’anno, ha un curriculum esemplare di indipendenza e di lontananza da ogni conflitto di interesse, dopo essere stato consulente della Deutsche Bank, quella che lo scorso anno ha speculato al ribasso sui nostri titoli pubblici. Se poi ora è un tecnico indipendente vedete voi…
    Infine Gavazzi, ecco la sua tecnicità (ripreso dal sito “polisblog.it):

    “…A Giavazzi si deve, fra l’altro, la scrittura di un libro dal titolo decisamente paradossale: Il liberismo è di sinistra. L’ingegnere-economista, già fortemente legato alla cosa pubblica, appartiene dunque a quella corrente di pensiero di pseudosinistra che ha (s)venduto i propri ideali e i propri fondamenti al pensiero unico economico, quello che vede nella privatizzazione, nelle liberalizzazioni, nel mercato, dei dogmi da perseguire. Alla faccia del governo e dei consulenti tecnici, qui siamo in pieno regime ideologico. Non si spiega, altrimenti, perché tutti i “tecnici” del Governo Monti abbiano la stessa ideologia, quella neoliberista, e non ci siano “tecnici” che afferiscano ad altre correnti di pensiero.”

  2. cicero tertio scrive:

    Dato che i tecnici non sono in grado di mettere le mani sui costi della casta e non sono nemmeno in grado di trovare altri tecnici che lo facciano e dato che hanno chiesto ai cittadini di segnalare gli sprechi perchè non comincia qualche parlamentare a dare il buon esempio ? O i parlamentari con la loro immunità sono al di sopra dei cittadini?

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 15 + 8 ?
Please leave these two fields as-is: