È già da un pezzo che il concertone di San Giovanni non mi piace più, perché è rimasta solo la forma ma si è persa la sostanza. Così come non mi piace la versione ideologizzata del primo maggio, quella degli oppressi contro i padroni, perché l’Italia si salva tutta insieme e chissà come sarebbe nel 2012 il Quarto stato di Pellizza da Volpedo. Ma la festa di oggi sì, mi piace ancora, perché è la festa degli uomini di buona volontà, di chi non si accontenta di vivacchiare come un pesce pilota ma pensa che la sua goccia, per quanto piccola, possa arricchire l’oceano.

Buon primo maggio a chi cerca lavoro, a chi l’ha perso, a chi è in ansia per il futuro, a chi manda avanti un’azienda con fatica, a chi si dimezza lo stipendio per non licenziare un dipendente, a chi è andato in pensione e a chi teme di non andarci mai. Buon primo maggio agli impiegati e ai loro dirigenti, agli operai delle fabbriche e a quelli del sapere, ai quarantenni con la data di scadenza e a quelli con partita Iva. Buon primo maggio a chi rischia la carriera per non rinunciare al sogno di una famiglia, alle trentenni che si tolgono la fede nei colloqui di lavoro perché quelle sposate non le prendono, ai papà che sognano la Norvegia per poter stare di più con i loro bambini, alle aziende che hanno un asilo nido per i figli dei dipendenti. Buon primo maggio a Elsa Fornero, Emma Marcegaglia e Susanna Camusso, perché un negoziato tra donne assomiglia molto meno a una lotta di potere. Buon primo maggio agli stagisti e ai loro tutor, alle colf e alle famiglie che versano i contributi, agli immigrati che stanno tenendo in piedi i conti dell’Inps ma che sono appesi al filo sottile della Bossi-Fini, agli imprenditori del nordest che scommettono sull’integrazione, nonostante la Lega. Buon primo maggio ai liberi professionisti per i quali il nero è solo un colore, a chi non conosce tredicesima, ferie e malattia, a chi combatte con gli studi di settore e viene regolarmente sconfitto, a chi aspetta da un anno i pagamenti della pubblica amministrazione ma continua comunque a pagare le tasse. Buon primo maggio ai commercialisti e ai patronati, ai finanzieri che tengono gli occhi aperti e ai commercianti che non temono le ispezioni. Buon primo maggio a chi reinveste gli utili nell’azienda anziché andarsene in vacanza o nasconderli in qualche scatola cinese ai Caraibi, a chi resiste alla tentazione di delocalizzare perché è innamorato della sua terra, a chi tiene alto il nome dell’Italia all’estero grazie al prodotto del suo lavoro. Buon primo maggio agli esodati, perché non saranno lasciati soli. Buon primo maggio a chi ha scelto seriamente di lavorare per un periodo nella politica, in un momento in cui l’ondata dell’anticasta rischia di far passare la voglia anche ai più volenterosi: ai sindaci con le casse vuote e a quelli in prima linea contro le mafie, ai parlamentari secchioni e ai ministri che hanno messo tra parentesi la propria vita professionale per amore dell’Italia. Buon primo maggio a tutti, anche se quest’anno è dura.

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3 commenti to “Buon primo maggio”

  1. Mario di Garda centro scrive:

    E dura

  2. Fabrizio Scarpino scrive:

    É dura On. Sarubbi, é molto dura.
    Grazie comunque per l’augurio.
    So che lei e tanti altri uomini e donne di buona volonta` ce la state mettendo tutta, in Parlamento e nella Societa`.
    É dura anche per voi, gestire la terribile crisi economico-sociale che sta colpendo il nostro Paese.
    Io intanto, (molti mi prendono per “matto”) ma grazie al Web 2.0, pur non avendo conosciuto di persona i Parlamentari con i quali mi sento piu`in sintonia, vi sento comunque vicini.
    Grazie.
    Dott. Fabrizio Scarpino.

  3. Jacopo scrive:

    difficile credere che si potesse arrivare così in basso! ci sei riuscito…

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